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Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:08

Il Taranto passa anche a Foggia

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Una passeggiata, o quasi. Derby facile facile, il Taranto espugna lo Zaccheria dopo ventisei anni ma, quel che più conta, con questi tre punti consolida il secondo posto nella domenica in cui vincono tutte in vetta. Era il match della verità, forse più per i foggiani (belli a metà, finora) che per gli jonici: il Taranto si conferma, il Foggia invece si sbriciola e i playout sono a un passo. Sotto di un gol dopo appena 13’ (gol di Sciaudone), la formazione di Stringara là resta
• L'Andria regala il pareggio
• Barletta, punti preziosi
Il Taranto passa anche a Foggia
Foggia-Taranto 0-1 

FOGGIA: Ginestra 6; Traore 6 Gigliotti 5.5 Lanzoni 4.5; Molina 6.5 Bianchi 4.5 (1' st Wagner 6) Meduri 5 Frigerio 4.5 (28' st Cruz 5); Venitucci 5 Tiboni 5 (1' st Giovio 5) Defrel 6. A disp. Botticella, Toppan, Cardin, Agodirin. All. Stringara 5.
Taranto: Bremec 6.5; Sosa 6.5 Coli 6 Colombini 6.5; Antonazzo 6.5 Di Deo 6.5 Sciaudone 7 Rizzi 6.5; Rantier 5.5 (21' st Girardi 6) Chiaretti 7 (35' st De Gasperi sv) Guazzo 5.5 (16' st Giorgino 6). A disp. Faraon, Cutrupi, Sabatino, Pensalfini. All. Dionigi 7.
Arbitro: Abbattista di Molfetta.
Rete: 13' Sciaudone.
Note: spettatori paganti 2730 (una cinquantina i tifosi jonici) incasso 35.959 (giornata pro-Foggia). Ammoniti: Frigerio (F), Guazzo (T), Venitucci (F), Bianchi (F), Tiboni (F), Rantier (T), Rizzi (T). Espulsi: Venitucci (9' st) somma di ammonizioni; Altamura, dirigente accompagnatore Foggia (proteste). Angoli 8-6. T. rec.: 1-4.

di Massimo Levantaci

FOGGIA -  Una passeggiata, o quasi. Derby facile facile, il Taranto espugna lo Zaccheria dopo ventisei anni ma, quel che più conta, con questi tre punti consolida il secondo posto nella domenica in cui vincono tutte in vetta. Era il match della verità, forse più per i foggiani (belli a metà, finora) che per gli jonici: il Taranto si conferma, il Foggia invece si sbriciola e i playout sono a un passo. Sotto di un gol dopo appena 13’, la formazione di Stringara là resta: Bremec risulterà inoperoso (salvo una deviazione su Defrel all’8’ della ripresa), l’attacco passato nella ripresa da Tiboni a Giovio continuerà a non combinarne una buona. Il Foggia, in dieci dal 9’ della ripresa per l’ingiusta espulsione di Venitucci, non sfrutta l’aiutino indiretto degli jonici che controllano, ma non chiudono.

Partita brutta, al netto degli interessi di classifica il pubblico neutrale ne avrebbe fatti di sbadigli. Anche la cornice di pubblico non è degna di una gara di cartello: appena 2730 paganti per la giornata pro-Foggia (niente abbonati), il risultato è una penitenza in più per i foggiani, fanno festa solo i cinquanta tarantini confinati in curva Sud.

Passa il Taranto ed è giusto così, col suo gioco pratico e la manovra guardinga a chiudere tutti i varchi. A centrocampo il Foggia soffre con l’acerbo Bianchi (gettato nella mischia con troppa fretta), ma anche il più esperto Meduri gira a vuoto e sulle fasce gioco non pervenuto. Solo Molina ha un altro passo rispetto ai compagni, ma si perderà anche lui nel grigiore generale. Se a tutto questo aggiungiamo che il gol del Taranto è un regalo della difesa rossonera, l’harakiri dei foggiani è completo. Siamo al 13’: Rizzi dalla sinistra mette in mezzo un pallone invitante, Lanzoni controlla ma sparacchia involontariamente su Sciaudone che arpiona dentro l’area e insacca sul palo destro a tu per tu con Ginestra.

La partita è tutta qui, il Foggia non reagisce e si spegne come una candela consumata. Nel finale della prima frazione ci prova Tiboni da buona posizione (tiro alle stelle) e al 43’ Meduri dalla distanza (tiro deviato in corner). Poca roba comunque, ci vorrebbe ben altro per ravvivare un derby che il cinico Taranto di Dionigi non fa nulla per ravvivare.

La sfida a distanza Stringara-Dionigi - il maestro contro l’allievo, si era detto alla vigilia - è ampiamente appannaggio del secondo. L’ex bomber di quel Taranto guidato da Stringara salvo alla penultima giornata (stagione 2007-2008) porta via i tre punti con nonchalance e nel dopopartita giustifica con la tensione da derby la tattica attendista che ha permesso al Foggia nel finale di sfiorare il pareggio. Il Taranto, in effetti, dalle parti di Ginestra si vede poco anche nella ripresa: di Guazzo al 6’ (assist) di Rantier, l’unica palla-gol, un mancato agguancio a porta vuota.

Il Foggia, dicevamo, va in pressing solo nei minuti finali, l’inferiorità numerica quasi non si avverte quando la formazione di Stringara si mette a giocare un po’: al 43’ Molina, passato nel frattempo a sinistra (al posto di uno spento Frigerio) mette lungo un traversone che Wagner appostato sul secondo palo corregge al centro, ma non c’è nessuno per colpire a porta sguarnita. Trenta secondi dopo il Foggia protesta per un fallo da rigore: il cross teso di Traore viene intercettato da Sciaudone che si aiuta nel controllo fra spalla e braccio, il direttore di gara sorvola.

Due parole infine sulla direzione del molfettese Abbattista: fiscale sull’espulsione del già ammonito Venitucci (il gioco pericoloso su Coli viene sanzionato con palla e mezza altezza). Non ammonisce però Antonazzo che carica a gioco fermo Tiboni, e sanziona con il minimo della pena Rantier per un fallaccio su Gigliotti con conseguente simulazione per un fallo (inesistente) subito. Episodi comunque marginali di un match che il Taranto ha giocato in discesa e il Foggia non ha saputo interpretare.

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