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Domenica 24 Settembre 2017 | 19:45

Un Bari di ferro blocca il Toro dell’ex Ventura

di ANTONELLO RAIMONDO
TORINO - Il risultato, pesantissimo, cancella tutto il resto. Gli affanni, i limiti, le paure di un Bari che ha ancora tanta strada davanti nella serie B di calcio. Anche dopo aver fermato la capolista. Un Bari che riparte mettendo alle spalle la sconfitta col Verona e qualche veleno di troppo. Partita maschia (in gol De Paula e Antenucci), risultato forse largo ma indicativo della forza caratteriale di un gruppo che non sarà il massimo sul piano della qualità, ma che ha il pregio di non nascondersi nei momenti complicati
• I risultati e le classifica
Un Bari di ferro blocca il Toro dell’ex Ventura
TORINO-BARI 1-1 (0-1 nel primo tempo)

TORINO (4-2-4): Coppola 6; Darmian 6.5 (5' st D’Ambrosio 6), Di Cesare 5.5, Pratali 6.5, Parisi 6; Basha 5.5 (19' st Vives 6), Iori 6.5; Stevanovic 6.5, Bianchi 4, Sgrigna 5.5 (32' st Ebagua sv), Antenucci 7. In panchina: Morello, Glik, Oduamadi, Verdi. Allenatore: Ventura.
BARI (4-3-3): Lamanna 6 ; Ceppitelli 6, Borghese 6, Dos Santos 6, Polenta 4; Bellomo 6 (16' st Kopunek 6), De Falco 5 (28' st Masi), Rivaldo 5.5; Defendi 6, De Paula 6, Caputo 5.5 (35' st Stoian). In panchina: Koprivec, Rivas, Galano, Marotta. Allenatore: Torrente.
ARBITRO: Ciampi di Roma 5.5.
RETI: 42' De Paula, 9' st Antenucci.
NOTE: spett. paganti 8.704, incasso 111.914 euro. Espulsi: 27' st Polenta, 36' st Bianchi. Amm.: Glik (in panchina), Dos Santos, Borghese. Angoli: 14-1 per il Torino.

di Antonello Raimondo

TORINO - Il risultato, pesantissimo, cancella tutto il resto. Gli affanni, i limiti, le paure di un Bari che ha ancora tanta strada davanti. Anche dopo aver fermato la capolista. Un Bari che riparte mettendo alle spalle la sconfitta col Verona e qualche veleno di troppo. Partita maschia, risultato forse largo ma indicativo della forza caratteriale di un gruppo che non sarà il massimo sul piano della qualità, ma che ha il pregio di non nascondersi nei momenti complicati. Pari che «scalda», per giunta in quella che era la notte del suggestivo incrocio con Giampiero Ventura. Prima gli abbracci, poi ognuno per la sua strada.

Se il primo tempo fosse una trasmissione televisiva... si chiamerebbe «Scherzi a parte». Con il Bari a vestire i panni del burlone di turno che si prende gioco del personaggio famoso ignaro di ciò che gli sta accadendo. Succede, in buona sostanza, che al culmine di un primo tempo in cui gioca praticamente solo il Torino siano i biancorossi a rompere l'equilibrio nel punteggio. Il classico lampo nel deserto che manda Ventura e i suoi in preda a una violenta crisi di nervi. È il minuto 42 quando la manovra del Bari trova sbocco sulla destra. Un primo tentativo di cross firmato Defendi, poi la replica di Ceppitelli. Traiettoria deviata che, però, va a beffardamente a «morire» sul piedone di un De Paula fino a quel momento poco più che coreografico. Tocco velenoso, Coppola freddato.

Prima del gol barese s'era vista tutta un'altra partita. Con il Torino che parte piano, come piace a Ventura. Giropalla difensivo,la ricerca degli esterni mai frenetica ma comunque la sensazione di una squadra in controllo. Torrente fa affidamento sulla fisicità di De Paula, assolutamente mal ripagato. Il Bari fa fatica a ripartire, il pallone si muove sempre in maniera farraginosa. Dalla metà campo in su si fa una fatica del diavolo a contare tre passaggi consecutivi. A furia di regalare campo e palloni all'avversario il Torino trova i tempi di gioco. Antenucci e Stevanovic le chiavi per scardinare l'opposizione barese. Centrocampo fragilino quello composto da De Falco, Rivaldo e Bellomo. Non cambia passo nessuno. E nessuno dei tre ha la forza per fare «legna». Solo il ragazzino evita errori in disimpegno.

Due salvataggi sulla linea (De Falco su Di Cesare e Ceppitelli su Stevanovic), un bel destro a giro di Antenucci lanciato in progressione dopo che Ceppitelli regala un pallone e Borghese «dorme» mentre gli avversari battono un calcio di punizione. Poi c'è' Dos Santos che anticipa Bianchi e un gran tiro di Sgrigna destinato in porta ma toccato col piede da Lamanna, il pallone «accarezza» il palo.

Ripresa quasi schizofrenica nel suo sviluppo. Con il Bari che riesce a farsi «bucare» proprio quando sembrava in grado di alzare il baricentro della manovra. Tutto comincia da un passaggio sbagliato di De Falco, l'ennesimo di una serata ricca di «strafalcioni». La difesa del Bari si alza rischiando tantissimo visto che il Toro va alla verticalizzazione a palla scoperta, senza cioè che ci sia la necessaria pressione sul portatore. Tutto filerebbe liscio se non fosse che Polenta resti indietro rispetto ai compagni rendendo, così, regolare il perfetto inserimento di Antenucci. Nell'uno contro uno con Lamanna vince la velocità dell'esterno granata. Dribbling secco su Lamanna e gol comodo (7').

Il Bari corre il rischio di subire il contraccolpo psicologico, la spinta dell'Olimpico è enorme. Però sono questi i momenti in cui Torrente può mettere in tasca risposte importanti. Almeno sul piano caratteriale. La squadra è più viva, a tratti anche meno passiva. Ci sarebbero gli spazi per fare ancora «bingo», ma lì davanti la qualità latita. E allora non resta che soffrire ancora. Col Torino che attacca, si agita, qualche volta è furioso all'indirizzo dell'arbitro, in altre sfiora un vantaggio che non sarebbe certo uno scandalo. Il Bari resta in dieci perché Polenta non conosce l'arte del temporeggiare e rimedia il secondo giallo a 50 metri dalla porta biancorossa. Poi è Bianchi che si fa cacciare dopo aver colpito Borghese.

Non sarà il punto della svolta ma nemmeno una notte inutile. Come raccontano l'urlo e il pugno chiuso di Torrente a partita in archivio. E Ventura a testa bassa. Assai poco libidinoso, almeno stavolta.

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