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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 21:52

Lecce, tre vittorie per la media giusta

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Altre tre vittorie (e naturalmente qualche pareggio che potrà arrivare) entro il 22 gennaio e il Lecce viaggerà in piena media salvezza. Il teorema trova conforto nell’osservazione del numero di vittorie ottenute dalle quartultime negli ultimi sette anni, cioè da quando la serie A è a diciotto squadre. Mai nessuna squadra è retrocessa avendo ottenuto dieci vittorie. Qualche volta il quartultimo posto è stato raggiungibile anche con nove vittorie
Lecce, tre vittorie per la media giusta
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Altre tre vittorie (e naturalmente qualche pareggio che potrà arrivare) entro il 22 gennaio e il Lecce viaggerà in piena media salvezza.

Il teorema trova conforto nell’osservazione del numero di vittorie ottenute dalle quartultime negli ultimi sette anni, cioè da quando la serie A è a diciotto squadre. Mai nessuna squadra è retrocessa avendo ottenuto dieci vittorie. Qualche volta il quartultimo posto è stato raggiungibile anche con nove vittorie (è il caso del Bologna due anni fa a discapito del Torino che ne contava otto), di Cagliari e Siena, nel campionato 2006-07 a pari con il Chievo che invece con nove vittorie finì in serie B e del Siena nel torneo 2005-2006 che si salvò con nove vittorie a scapito del Messina, terzultimo con 6. Poi, i siciliani furono riammessi in serie A per le note vicende di Calciopoli che determinarono la retrocessione in serie B della Juventus.

C’è poi l’anomalia del campionato 2007-2008, quando a salvarsi da quartultima fu il Catania che aveva totalizzato solo otto vittorie ai danni dell’Empoli che ne aveva fatta una in più. In questo caso giocarono un ruolo preponederante i 13 pareggi ottenuti dai siciliani contro i soli 9 dei toscani. Tuttavia, con la regola dei tre punti a vittoria, il peso specifico dei pareggi è piuttosto marginale e ci vuole una forbice molto ampia per prevalere con meno vittorie (almeno quattro pareggi in più per ogni vittoria in meno, come accadde quell’anno fra Catania ed Empoli).

Ma, finora, con dieci vittorie la salvezza non è stata mai in discussione. Una botte di ferro che, in proiezione più ridotta, significa cinque vittorie alla fine del girone di andata, come dire che al Lecce ne mancano ancora tre. Per essere quindi in media salvezza, occorre conquistare tre bottini pieni entro il 22 gennaio, giorno nel quale si concluderà il girone di andata (in quella data il Lecce giocherà contro il Chievo).

Ma dove andare a prendere queste tre vittorie. Calendario alla mano, nelle nove partite che restano da qui al «giro di boa», sono due appaiono le gare veramente abbordabili, quella in casa contro il Catania, in programma il 26 novembre prossimo e, per l’appunto l’ultima, quella contro il Chievo, sempre allo stadio di via del mare all’ultima giornata. Ne consegue che, per tenere alte le speranze di salvezza, Giacomazzi e compagni dovranno fare almeno un colpo fuori casa (la meno problematica sembra la trasferta di Parma il 18 dicembre), oppure contro una grande, in casa o fuori che sia. Non è ovviamente un compito facile. Infatti, nelle restanti partite il Lecce dovrà affrontare Roma (la prossima), Napoli, Fiorentina e Inter fuori casa e Juventus e Lazio in casa. Da una di queste partite dovrà arrivare il grosso colpo che, unitamente ai due ipotizzati successi contro Catania e Chievo porterebbero la squadra pugliese alle cinque vittorie prima del girone di ritorno. Vittorie che, ovviamente, dovrebbero essere anche corroborate da qualche pareggio con il quale ci si avvicinerebbe a quota 20. Insomma, il cammino è ancora molto in salita.

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