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Calcio - Si muove l'Antitrust, procuratori nel mirino

L'Autorità vuole «approfondire i vari mercati coinvolti nel settore del calcio professionistico esaminando gli elementi che ne determinano o meno le spinte competitive, nonché il ruolo svolto dai vari attori in essi presenti: dalla Figc alla Lega, ai club, dagli agenti di calciatori alle società da questi costituite»
ROMA - L'Antitrust ha deciso l'avvio di un'indagine conoscitiva «nel settore del calcio professionistico e degli agenti dei calciatori». L'Autorità - si legge nella nota - «ritiene opportuno approfondire i vari mercati coinvolti nel settore del calcio professionistico per giungere ad una puntuale definizione di questi molteplici settori, esaminando gli elementi che ne determinano o meno le spinte competitive, nonché il ruolo svolto dai vari attori in essi presenti: dalla Federazione Italiana Giuoco calcio e Lega Nazionale Professionisti, alle società sportive, dagli agenti di calciatori alle società da questi costituite».
L'analisi - spiega l'Autorità Garante - «sarà quindi concentrata sulla ricerca delle cause che hanno condotto alla presenza di diverse anomalie che potrebbero risultare non idonee ad agevolare lo sviluppo di rapporti realmente concorrenziali tra i diversi operatori». Secondo l'organismo guidato Antonio Catricalà infatti «sembrano meritevoli di attenzione le previsioni normative e i regolamenti del settore, in particolare laddove sono previsti obblighi potenzialmente in grado di limitare gli spazi competitivi».
Sempre nell'ottica «di individuare gli spazi di concorrenza e dove questi potrebbero risultare ridotti», l'Antitrust intende sviluppare un secondo profilo dell'indagine, in cui esaminare «le modalità di fornitura dei servizi di intermediazione inerenti le prestazioni sportive di calciatori professionisti, nonché l'impatto di eventuali legami tra tali società e operatori attivi in ambiti diversi».

«Sono stato io qualche anno fa a denunciare pubblicamente una posizione dominante, quella della Gea. Ma da allora molte cose sono cambiate e oggi la Gea si è trasformata, non è più quella dell'inizio: durante gli anni ho verificato anche altre posizioni altrettanto dominanti. Ci sono procuratori non della Gea che hanno 10 allenatori e questo non va bene». Vicenzo Morabito, procuratore di calciatori come Zebina, Coco, Abbiati, Kaladze e Flo, commenta così l'apertura di un' inchiesta dell'Antitrust sul settore professionistico del calcio, nella quale si parla esplicitamente di indagine sugli «agenti di calciatori» e «le società da questi costituite».
«Per quello che mi riguarda oggi lavoro con l'85% delle squadre di serie A e con la stessa Juventus - ha insistito Morabito - con la quale non ho problemi: oggi come oggi quella mia denuncia non avrebbe lo stesso valore. Se una inchiesta deve essere fatta, che vada fino in fondo anche in altri settori».

La Gea World, società che ha le procure di circa 200 giocatori di calcio professionisti, è nata nel 2000 dalla fusione della General Athletic di Andrea Cragnotti e di Francesca Tanzi, figli illustri in quanto i loro genitori erano all'epoca i proprietari rispettivamente della Lazio e del Parma, con la Football Management di Alessandro Moggi. Per la precisione, gli azionisti della nuova società erano Football Management e General Athletic al 45% per testa, e Riccardo Calleri, figlio dell'ex presidente di Lazio e Torino, con il 10%.
Football Management era controllata al 60% da Moggi junior e al 40% da Franco Zavaglia, altro procuratore (Totti ha fatto parte in passato della sua scuderia) al 40%. A dividersi General Athletic con il 20% a testa erano Andrea Cragnotti, Chiara Geronzi (giornalista del TG5 e figlia del presidente di Capitalia Cesare Geronzi) e Francesca Tanzi, mentre il restante 40% era di Romafides, fiduciaria del gruppo Capitalia.
Nei primi mesi di vita della nuova società, appunto la Gea, l'incarico di presidente venne ricoperto da Chiara Geronzi, poi il ruolo passò ad Alessandro Moggi, con Riccardo Calleri nei panni del vice. Direttore generale, prima che tornasse alla Lazio per ricoprire analogo incarico, era stato nominato Giuseppe De Mita.
Tra i figli eccellenti che fanno parte della Gea c'è anche Davide Lippi, erede dell'allenatore della Juventus. Personaggio di spicco, anche per la mole di lavoro che svolge, è Tommaso Cellini, che per lavorare a tempo pieno nella nuova creatura lasciò l'incarico che aveva nella dirigenza della Lazio. Amministratore delegato è Zavaglia.
Dalla società è uscito in seguito, su richiesta di suo padre Sergio, Andrea Cragnotti, seguito poco dopo da Francesca Tanzi, mentre ad una nuova visura dell'estate 2003 Romafides risultava uscita da General Athletic, al cui posto erano subentrati Giuseppe De Mita e Oreste Luciani, quest'ultimo sindaco e revisore in molte società.
Accusata più volte, da altri procuratori con denunce all'Antitrust, e da personaggi vari del mondo del calcio, di essere in posizione dominante e di poter influenzare partite e risultati, sotto tiro anche per via di un presunto conflitto d'interessi (figli manager o intermediari che trattano con padri dirigenti), nel marzo 2002 la federcalcio aveva formato una commissione di dieci membri per cercare di fare chiarezza. Poi però nove mesi dopo la commissione Figc ha stabilito che «la Gea World opera legittimamente e senza commettere violazioni regolamentari».
La Gea gestisce le procure di calciatori (ne ha sotto contratto, fra serie A e C/2, circa duecento, tra cui Nesta, Di Vaio, Oddo, Giannichedda, Tacchinardi, Materazzi, Liverani, più vari allenatori, come Mancini, Guidolin, De Canio e Del Neri), ma anche di organizzare eventi legati allo sport, come Expogoal, e di diritti di immagine. Inoltre mette a disposizione anche semplicemente polizze assicurative di vario tipo, e convenzioni.
Suo scopo nel lavoro a fianco degli atleti è di ottimizzare le prospettive di ogni possibile sbocco di carriera, valorizzando ogni singolo aspetto della vita sportiva e non, pianificando presente e futuro degli stessi atleti. Gea si propone infatti, secondo quanto scritto nell'atto costitutivo, «come punto di riferimento nel mercato dei servizi per i singoli atleti e per le società, ampliando i concetti gestionali attraverso lo sviluppo globale di tutte le attività ma operando anche a seconda delle necessità specifiche di ognuno».

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