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Il Bari e l’energia Rivaldo «Ora non mi fermo più»

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Di Rivaldo si erano perse un po’ le tracce. Un buon precampionato, qualche sprazzo in Coppa Italia prima della bocciatura nel calcio che conta. Ma Torrente, che del paraguaiano conosce vita, morte e pure... «miracoli», non l’ha mai perso di vista. Sapendo che sul piano delle potenzialità a questo ragazzo manca davvero pochissimo per diventare una pedina importante almeno a livello di serie B. Lunedì (ore 19) il posticipo Bari-Verona

Il Bari e l’energia Rivaldo «Ora non mi fermo più»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI
  - Di Rivaldo si erano perse un po’ le tracce. Un buon precampionato, qualche sprazzo in Coppa Italia prima della bocciatura nel calcio che conta. Ma Torrente, che del paraguaiano conosce vita, morte e pure... «miracoli», non l’ha mai perso di vista. Sapendo che sul piano delle potenzialità a questo ragazzo manca davvero pochissimo per diventare una pedina importante almeno a livello di serie B.

Toh, chi si rivede.

«Non mi aspettavo di partire titolare, anche se un po’ ci speravo. Sono stato bravo a farmi trovare pronto, a giocare secondo le indicazioni che mi aveva dato il mister».

Deluso da questo inizio stagione?

«Mi aspettavo di collezionare qualche presenza in più, ma si vede che non ero in condizione di giocare. Decide l’allenatore, com’è giusto e logico che sia. Nel calcio l’unica cosa che puoi fare è quella di rimanere concentrato e pronto all’eventuale chiamata. Altrimenti c’è ben poco da fare».

È un Bari che è tornato all’antico almeno per quel che concerne il sistema di gioco. 

«Mister Torrente voleva dare una scossa alla squadra e quindi siamo tornati al vecchio modulo. Noi dovevamo dare una risposta sul campo. Credo sia arrivata. Il Bari del ritiro e quello di Coppa Italia contro l’Avellino sembrava essere in continua crescita. Dobbiamo riprendere da dove avevamo lasciato e ritrovare quello spirito».

Cosa manca a Rivaldo per fare il salto di qualità?

«Pecco di continuità. Sono arrivato in Italia giovanissimo, ho girato tanto, ma non ho mai trovato costanza nelle prestazioni. Di sicuro sarà colpa mia. Dopo così tanto tempo non può essere un caso. Adesso spero di poter dare al Bari molto di più rispetto a quanto fatto vedere finora».

Si sente in debito di riconoscenza con l’allenatore?

«Tutti sanno che è stato Torrente a caldeggiare il mio ingaggio. Per lui nutro grande rispetto. Voglio ripagare la fiducia».

In Coppa Italia è riuscito a mostrare la sua abilità sui calci da fermo. A Grosseto, però, non è riuscito a... farsi rispettare.

«Abbiamo avuto una punizione dal limite dell’area ma il fallo l’avevo subito io dopo una lunga discesa, De Paula era più fresco ed ha calciato lui. Quando sono in campo batto tutto io. Punizioni e calci d’angolo. Tranne i rigori, quelli sono di Marotta».

Uno come lei dovrebbe calciare più spesso verso la porta.

«Un colpo che ho e che non vedo l’ora di sfruttare. In serie B non ho mai segnato». 

Lunedì sera c’è il Verona.

«L’ho già affrontato ma è passato tanto tempo e non ricordo com’è andata a finire... È una buona squadra. Stiamo preparando al meglio la gara e vogliamo dare continuità ai risultati. Far valere il fattore campo. Una cosa che alla lunga fa la differenza».

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