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Italia Cup, Taranto adesso punta al bis dell’edizione 2012

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - «Il vostro stadio del vento è come San Siro, ma mancano gli atleti capaci di renderlo vivo ed attraente per la città. Ora, dopo questa manifestazione, dovete lavorare per far crescere il potenziale agonistico, ed arricchire la cultura sportiva di Taranto con la vela. Non possiamo escludere che la prima tappa dell’Italia Cup 2012 possa tenersi nuovamente qui». Macrino Macrì, segretario esecutivo dell’Assolaser, l’associazione della classe che è stata protagonista dal 29 ottobre a ieri nella rada di Mar Grande, indica la rotta della maturità
Italia Cup, Taranto adesso punta al bis dell’edizione 2012
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «Il vostro stadio del vento è come San Siro, ma mancano gli atleti capaci di renderlo vivo ed attraente per la città. Ora, dopo questa manifestazione, dovete lavorare per far crescere il potenziale agonistico, ed arricchire la cultura sportiva di Taranto con la vela. Non possiamo escludere che la prima tappa dell’Italia Cup 2012 possa tenersi nuovamente qui, perché l’organizzazione è stata ottima». Macrino Macrì, segretario esecutivo dell’Assolaser, l’associazione della classe che è stata protagonista dal 29 ottobre a ieri nella rada di Mar Grande, indica la rotta della maturità.

Il segretario federale dell’ottava zona pugliese Alberico Albano, il delegato regionale dell’Assolaser Giovanni Annicchiarico ed il presidente del Circolo della Vela Tarantino Bartolomeo Maugeri ascoltano attenti e compiaciuti la personalità che ha presieduto la regata nazionale e che prospetta il bis jonico della Coppa Italia, in agenda a fine febbraio prossimo. «Tra un paio di settimane - spiega Annicchiarico, che ha anche regatato per l’Sc Marina di Pulsano chiudendo 23° degli Standard - sapremo se la nostra candidatura, lanciata oggi da Macrì, avrà vinto la concorrenza di Palermo e Marsala. Tale riconoscimento ci spinge ad andare avanti con entusiasmo».

Il Comitato Circoli Velici Tarantini, sposando la politica dell’unione (sei associazioni accorpate ed il legame con Assonautica), ha vinto la scommessa della vela, «nonostante l’assenza delle istituzioni, che dimostrano come il territorio soffra di miopia sportiva - commenta Maugeri - visto che l’evento ha avuto un peso per il turismo, con le sue circa 400 unità, giunte da 20 regioni italiane, che hanno riempito dieci strutture alberghiere». La mancanza di un supporto logistico e morale degli enti «rappresenta un gap con altre realtà consolidate, come Trapani e Torbole, che sono cresciute grazie agli eventi velistici promossi» sottolinea Macrì. La chiosa è condivisa dal segretario federale Albano, il quale sostiene che «il nostro movimento agonistico, caratterizzato da un migliaio di atleti, va sfruttato unitamente alla risorsa del mare». L’ex militare, giudice dell’Italia Cup, guarda al golfo jonico e fa brillare gli occhi: «Qui il mitico Agostino Straulino si preparò per le Olimpiadi degli anni Cinquanta, nelle quali vinse un oro ed un argento. La città dovrebbe essere orgogliosa di un mare che è un giacimento, economico e sportivo. Ed invece Taranto ha la memoria corta, tanto che la imbarcazione Star di Straulino fu ritrovata nell’Arsenale ridotta in pezzetti... ».

Il salto da compiere con la vela è culturale. Sono d’accordo i coniugi Mario Cavallo e Daniela D’Addario, amministratori di Italia Servizi, gestore del Molo Sant’Eligio: «Lo sport è un mezzo per far crescere il territorio. Questa manifestazione, dopo le tappe del Giro d’Italia del passato e dell’Italia dei porti, lo ha dimostrato, sfatando il mito elitario della vela. Da parte nostra siamo felici e soddisfatti di aver messo gratuitamente a disposizione dei protagonisti il porticciolo turistico che, con le sue 200 barche ormeggiate, dimostra di essere stata una scelta amministrativa felice».

Nonostante i capricci del vento, ieri la Italia Cup ha avuto la sua conclusione. La brezza leggera su Mar Grande ha fatto disputare una delle due prove previste. I verdetti hanno premiato i più forti. Giacomo Bottoli (Marina Militare) ha vinto nella classe olimpica Standard, nella quale il primo dei tarantini è stato Fabrizio Pisanelli, nono, che ha primeggiato negli Over 35. «È una nuova soddisfazione per me che veleggio da bambino - dice l’atleta 41enne del Centro Velico Alto Jonio - dopo aver fatto un Mondiale Optimist in Canada. Allora avevo 14 anni ed il mare si presentava come il mondo dei sogni. Oggi il blu mi emoziona ancora, ma della vela, qui al sud, non si può vivere. Faccio infatti l’ingegnere. Resta la soddisfazione come appassionato tarantino di essere stato tra i protagonisti di un bellissimo evento».

Adrenalina a mille anche per il conterraneo Francesco Bellucco. Il regatante 30enne di Ondabuena ha chiuso al 10° posto la Coppa Italia Standard. «È stata una nuova esperienza in carriera, nella quale - commenta Bellucco - rispetto ad altri colleghi che fanno questo sport solo per passione, io ci guadagno qualcosa. Si perché ho collezionato presenze in competizioni internazionali per barche d’altura come la SB3 Laser. Oggi sono felice, perché Taranto ha dimostrato di saperci fare con la vela».

Gli altri verdetti dell’Italia Cup hanno seguito la scia del Nord Italia: Marco Benini (Fv Riva) ha vinto nella classe Radial, Maximilian Kuester (Cv Bellano) è stato il protagonista della 4.7. La Coppa Campioni, competizione a squadre, ha visto i gardesani (zona 14) alzare la voce nelle classi Standard e 4.7. Il Friuli Venezia Giulia (zona 13) ha primeggiato nella Radial.

La copertina finale va a Cecilia Zorzi. Sedici anni, trentina, in acqua sei giorni su sette, veniva a Taranto col biglietto da visita di campionessa mondiale 4.7. Nonostante il celere salto di categoria, l’atleta dell’Fv Riva si è imposta nel Radial Olimpico femminile. «Sono felice - racconta la Zorzi - il risultato è figlio della preparazione». Resta intatto il suo sogno: «Partecipare alle Olimpiadi del 2016. In Brasile voglio esserci anche io». Che Taranto, alla ricerca di un porto con la sua vela, le porti fortuna.

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