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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:03

Taranto, notte stregata vince il Benevento

di LORENZO D'ALO'
BENEVENTO - Notte amara per il Taranto che rimedia la seconda sconfitta stagionale nella Prima Divisione di calcio, al culmine di una partita forse non gestita al meglio, sicuramente segnata dalla cattiva sorte. Guazzo segna un gol d’apertura illusorio, perché dopo 4’ il Benevento pareggia ed al 14’ della ripresa confeziona il definitivo 2-1. È questo il responso, amaro, del posticipo serale del Taranto sul rettangolo campano. Salta l'impianto d'illuminazione: l'arbitro sospende la partita per venti minuti
Taranto, notte stregata vince il Benevento
Benevento-Taranto 2-1 

BENEVENTO: Baican 5,5; Pedrelli 5,5, Siniscalchi 5, Signorini 6, Anaclerio 6; De Risio 6, La Camera 6,5 (31' st Vacca sv), Rajcic 5,5; Cia 6, Altinier 5,5 (36' st Sy sv), D'Anna 6. A disp. Mancinelli, Candrina, Rinaldi, Falzarano, Piroli. All: Simonelli.

TARANTO: Bremec 5; Sosa 5,5 Coly 6, Prosperi 6; Garufo 5,5 (15' st Antonazzo 6), Giorgino 5,5 (22' st Di Deo 6), Sciaudone 6, Rizzi 6,5; Chiaretti 6,5, Guazzo 6, Rantier 6 (13' st Maraglino 6). A disp. Colombini, Cutrupi, Russo, Girardi. All: Dionigi.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna.

RETI:pt, 12' Guazzo, 16' La Camera; st, 14' La Camera (rig.)

NOTE: ammoniti: Anaclerio, D'Anna, Baican, Pedrelli, Signorini e De Risio, Sciaudone e Sosa. Espulso: Bremec Recupero: 1' e 4'. Angoli: 3-2 per il Benevento

di Lorenzo D'Alò

BENEVENTO  - Gira male a Benevento. Naturalmente è una notte stregata. Notte amara per il Taranto che rimedia la seconda sconfitta stagionale, al culmine di una partita forse non gestita al meglio, sicuramente segnata dalla cattiva sorte.

Dionigi schiera i titolari, affidandosi alla formazione che, in questo momento, più efficacemente sviluppa la sua idea di calcio. Idea sintetizzabile in due concetti-chiave: aggressività e verticalità. Ovvero, difesa alta (torna Coly al centro) e pressing altissimo (a ondate programmate). Il Taranto è 3-4-3, anche se Chiaretti scivola spesso nella posizione di trequartista. Simonelli alza e allarga gli esterni di centrocampo (Cia e D'Anna). Ottiene così un 4-3-3 spurio. Nei contenuti, infatti, è una la punta di ruolo (Altinier). Variazione forse dettata dal momento arido. Nella fase di non possesso il Benevento è comunque 4-1-4-1.

Le urgenze del Benevento, la serenità del Taranto: stati d'animo che rischiano di essere travolti dalla fragile psicologia della partita. Le ruggini dell'ultimo precedente affiorano subito. Il Taranto, però, non si lascia intimidire. Nel suo approccio alla partita si legge il piglio della squadra matura. Ma è del Benevento la prima ripartenza bruciante. A viaggiare nello spazio è Rajcic, a sbagliare la conclusione è D'Anna. Il Taranto, però, ha in serbo due minuti elettrici. Sono i minuti di Guazzo che prima timbra la traversa (11') e poi porta in vantaggio la squadra rossoblù (12'). La prima azione l'avvia Chiaretti (pallone filtrante) e la perfeziona Rizzi (imbeccata sull'uscita maldestra di Baican). Guazzo è lì dove tutto dovrebbe diventare inevitabile: in mezzo all'area. Ma il suo destro coglie il montante. La seconda azione è, in realtà, un disimpegno sciagurato di Siniscalchi. Guazzo lo tramuta in gol, colpendo di sinistro. Baican, preso in contropiede, osserva il pallone che rotola in rete. Il Benevento sembra in crisi. Il Taranto potrebbe approfittarne. Invece incassa il gol del pareggio. A punirlo è un calcio piazzato per un inutile fallo di Sosa su Anaclerio. A battere, da posizione decentrata, è La Camera: il pallone taglia l'area affollata, infilandosi nell'angolo più lontano. È il 16'. La partita torna in equilibrio. Ma è solo apparenza. Perché il Taranto continua ad interpretarla con la richiesta lucidità. Mentre il Benevento arranca. Non riesce a reperire la necessaria profondità, ricorrendo spesso al lancio.

Ma nella ripresa cambia tutto. Il Benevento riparte con foga rinnovata. E il Taranto un po' subisce. A farlo crollare è una scoperchiante rifinitura dentro l'area di Cia per Altnier sul quale è forse troppo precipitosa l'uscita di Bremec. Contatto fatale. Altinier va giù. Il pallone viaggia verso la porta incustodita. Sosa evita che finisca la sua corsa gonfiando la rete. L'arbitro indica il dischetto ed espelle Bremec. Entra Maraglino, portiere di riserva. Esce Rantier. La Camera trasforma con freddezza (14'). Taranto è sotto. Dionigi lo corregge. Entra Antonazzo (fuori Garufo). Ora la squadra rossoblù è 4-3-2. E viene avanti con l'orgoglio del collettivo ferito. Il Benevento si abbassa. Chiaretti alza la mira sullo scarico puntuale di Guazzo. Dionigi si gioca l'ultimo cambio: entra Di Deo (fuori Giorgino). A spezzare la spinta dei rossoblù è, però, l'impianto d'illuminazione. Cala un po' di buio sul prato. L'arbitro sospende la partita. E' il 30'. Per venti minuti non si gioca. Si discute. Quando si riprende, il Taranto non appare ancora rassegnato. Cerca con ostinazione il pari. Non lo troverà, prendendo qualche rischio sulle repliche in campo aperto del Benevento.

LA NUOVA CLASSIFICA - Ternana 23, Taranto* e Sorrento** 19, Lumezzane 17, Como* e Carpi 16, Tritium 15, Pro Vercelli 14, Pisa 13, Foggia* e Avellino 11, Monza e Reggiana** 10, Benevento**** e Spal** 9, Pavia 8, Viareggio* 4, Foligno*** 1. Penalizzazioni:* Taranto, Como, Foggia e Viareggio 1 punto, **Reggiana, Sorrento e Spal 2 punti, *** Foligno 3 punti, **** Benevento 6 punti

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