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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:33

Foggia, niente da fare in casa non si vince

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Ai punti il Foggia avrebbe ampiamente meritato la vittoria con l'Avellino e con almeno un paio di gol di scarto. Invece deve accontentarsi nella gara di Prima Divisione di calcio di un pareggio (1-1) conquistato nel finale a conclusione di una gara che i rossoneri hanno condotto per quasi l’intera partita. Lo «Zaccheria» rimane al momento un tabù (una vittoria, due pareggi e due sconfitte in cinque gare)
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Foggia, niente da fare in casa non si vince
FOGGIA - AVELLINO 1-1 

Foggia: Ginestra sv; D’Orsi 6, Lanzoni 6, Gigliotti 6; Molina 6, Venitucci 5 (dal 37’ st Cruz 6), Wagner 5.5 (dal 1’ st Meduri 6), Tomi 5.5 (dal 12’ st Frigerio 6); Defrel 6, Tiboni 6, Agodirin 6.5. In panchina: Botticella, Traore, Cortesi, Giovio. All: Stringara 6

Avellino: Fumagalli 7.5; Zammuto 6, Labriola 5.5, Cardinale 6, Ricci 4; D’Angelo 6, Correa 5.5, Malaccari 6.5; Herrera 6 (dal 9’ st Falzerato 5.5), De Angelis 5 (dal 17’ st Lasagna 5), Thiam 6.5 (dal 24’ st Porcaro 6). In panchina: Fortunato, Zappacosta, Justino, Zigoni. All: Bucaro 6

Arbitro: Borriello di Mantova.

Reti: nel pt al 33’ Thiam; nel st al 40’ Agodirin.

Note: angoli 5-4 per l’Avellino; espulso al 22 del st Ricci; ammoniti: De Angelis, D’Angelo, Tomi, Wagner, Lasagna, Fumagalli. Spettatori paganti 3288 per un incasso di 45 mila 362 euro compreso quota abbonati.

di Filippo Santigliano

FOGGIA - Ai punti il Foggia avrebbe ampiamente meritato la vittoria e con almeno un paio di gol di scarto. Invece deve accontentarsi di un pareggio conquistato nel finale a conclusione di una gara che i rossoneri hanno condotto per quasi l’intera partita. Lo «Zaccheria» rimane al momento un tabù (una vittoria, due pareggi e due sconfitte in cinque gare) al pari dell’Avellino che fa riaffiorare tristi ricordi (quattro anni fa la sconfitta nella finale per la promozione in serie B).

Se da un lato la partita consegna un solo punto alla classifica, dall’altro evidenzia il cambiamento di mentalità di un Foggia apparso decisamente più proiettato all’attacco e comunque «vivo», capace magari di essere poco lucido nelle conclusioni, ma sicuramente più in palla della precedente gestione Bonacina.

Stringara cambia rispetto a Foligno. Fuori Traoè rientra Gigliotti nella difesa a tre. Anche Meduri va in panchina perché a centrocampo gioca Molina (schierato attaccante a Foligno) che a sua volta fa posto a Defrel negli ultimi sedici metri. Avellino in formazione tipo, assente solo Millesi (squalificato). Sul piano dinamico la squadra non dispiace perché cerca di più la verticalizzazione, ma non mancano neanche gli «errori» di misura, forse traditi anche anche da quella voglia di fare bene.

Finisce in parità perché il Foggia paga altissimo il prezzo di una partenza ad handicap che è stata frutto soprattutto dei propri errori: un calcio di rigore fallito da Venitucci al 24’ (è il secondo consecutivo sbagliato dal centrocampista rossonero dopo quello di domenica scorsa a Foligno) ed il gol degli irpini consegnato su un piatto d’argento per via di una sfortunata scivolata di Lanzoni (era in possesso di palla e neanche tanto pressato) che ha consentito a Thiam (33’) di battere a rete con facilità il portiere Ginestra rimasto per l’intera gara praticamente disoccupato.

Tuttavia, il Foggia alla distanza è piaciuto proprio per questa capacità di saper costruire la «reazione», di non piegarsi agli eventi negativi ma, al contrario, di premere sull’acceleratore convinto anche quando era sotto di un gol, di far propria la partita.

Così nel secondo tempo non c’è stata storia. Un monologo dei rossoneri costretti a trovare i varchi giusti nelle doppie «mura» allestite dall’ex Bucaro: un attaccante, cinque a centrocampo e quattro difensori. Eppure il Foggia è riuscito ad allestire azioni e a tirare in porta forse più in questa seconda frazione di gioco che non nell’intero campionato fin qui disputato.

La squadra di Stringara, nel suo complesso, ha trovato tuttavia di fronte un Fumagalli strepitoso in almeno un paio di palle gol. Poi ci si è messa anche l’imprecisione e perché no la sfortuna prima di cogliere il gol del pari. L’estremo irpino si esalta su due conclusioni di Tiboni (in miglioramento rispetto alle precedenti prestazioni) che avrebbero meritato migliore fortuna, poi rimedia ad una insidiosa punizione di Venitucci e quando non può arrivarci ci pensa la traversa che respinge un tiro a colpo sicuro di Agodirin. Insomma, è un assalto che si concluderà solo ad una manciata di minuti dalla fine (40’) quando Cruz (subentrato a Venitucci apparso troppo lezioso) si inventa un assist per Agodirin che è impossibile da fallire. E’ il gol del pareggio. L’assalto del Foggia era stato facilitato anche dall’espulsione di Ricci (22’ del secondo tempo) per un brutto fallo su Molina. La squadra foggiana ha poi provato a vincere ma nel finale di tempo gli irpini sono riusciti a tenere lontana la palla dalla propria porta grazie ad un paio di punizioni e favore e a qualche calcio d’angolo che hanno rallentato la pressione del Foggia. Altri due punti «smarriti» allo Zaccheria, ma forse una squadra ritrovata. Non è poco.

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