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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:35

Lecce, col Novara manca l'acuto

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Il risultato di parità (1-1, gol di Strasser e Rigoni su rigore) rispecchia la mediocrità espressa dalle due squadre in campo nella decima giornata della serie A di calcio, ma basta a mantenere l’esile filo che lega ancora Di Francesco alla panchina giallorossa. Per ora il suo posto regge, ma sembra ormai come un rapporto improntato alla massima «flessibilità», rinnovabile di partita in partita e quanto mai sub iudice della prossima a Cesena
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Lecce, col Novara manca l'acuto
LECCE-NOVARA 1-1 (1-1 già nel primo tempo)

LECCE(4-4-1-1): Benassi 6, Oddo 5, Carrozzieri 6, Esposito s.v. (15’ p.t. Tomovic), Mesbah 5,5, Cuadrado 6, Giandonato 4,5 (29’ s.t. Pasquato 4,5), Strasser 6,5, Olivera 6, Bertolacci 5,5, Corvia 5 (10’ s.t. Muriel 6). A disposizione: Gabrieli, Giacomazzi, Grossmuller, Piatti. All. Di Francesco

NOVARA(4-3-1-2): Fontana 6,5, Morganella 6, Paci 5,5 (21’ s.t. Dellafiore 6), Centurioni 6, Gemiti 6, Marianini 6, Porcari 6, Rigoni 6,5, Mazzarani 6,5 (35’ s.t. Giorgi s.v.), Jeda 5, 5, Meggiorini 6,5 (24’ s.t. Radovanovic 6). A disposizione: Coser, Garcia, Gramoche, Morimoto. All. Tesser

ARBITRO: Romeo di Verona

RETI: 32’ p.t. Strasser, 44’ p.t. Rigoni (rig.)

NOTE - Spettatori 6.223 (paganti 2.318, abbonati 3.905. Incasso totale 70.851,54. Ammoniti Carrozzieri, Mesbah, Giandonato, Oddo (L); Marianini (N). Corner 9-8 per il Lecce. Recupero 2’ e 4’.

di Massimo Barbano

LECCE - Il risultato di parità rispecchia la mediocrità espressa dalle due squadre in campo, ma basta a mantenere l’esile filo che lega ancora Di Francesco alla panchina giallorossa. Per ora il suo posto regge, ma sembra ormai come un rapporto improntato alla massima «flessibilità», rinnovabile di partita in partita e quanto mai sub iudice della prossima a Cesena.

Ieri il Lecce doveva assolutamente vincere, contro una diretta concorrente e per altro contro una squadra di modeste potenzialità tecniche. Invece non è andata oltre uno striminzito pareggio, dopo un primo tempo sconfortante per la povertà di gioco espressa e dopo un secondo tempo sconfortante per altri aspetti, consistenti in almeno tre clamorose occasioni da retesciupate malamente. E, anche se siamo ancora alla nona giornata, è inutile nascondere che dopo questa mancata vittoria, il campionato prende una brutta china.

Contro il Novara si è ripetuto un copione già noto. Intanto, un tempo, il primo, completamente abulico e senza idee. Il Lecce non è riuscito quasi mai ad arrivare alla conclusione, nonostante la pochezza del’avversario. A dimostrazione che sarebbe bastato poco per vincere la partita, il fatto che al primo vero affondo per il quale si è dovuto aspettare oltre mezz’ora di gioco, il Lecce è andato in gol. Troppo poco per una squadra che doveva fare la partita e che aveva bisogno dei tre punti ad ogni costo. Ed invece, è bastata la scolastica manovra della squadra di Tesser, non solo per resistere all’offensiva dei padroni di casa, ma anche per ben figurare e primeggiare nello score della prima frazione di gioco, complice forse anche uno schieramento molto cautelativo del Lecce sceso in campo con una sola punta di ruolo, Corvia e cin Bertolacci che doveva fare da rifinitore davanti ad un centrocampo a quattro dove si dovevano sganciare gli esterni, Cuadrado da una parte e Olivera dall’altra. Ma, in realtà, chi ha creato azioni più pericolose è stato il Novara.

Al 18’ infatti, ci è voluto uno scatto di reni del portiere Benassi che si deve inarcare per ribattere un pallone pericolosamente allungato in porta da Mazzarani che aveva corretto un traversone di Rigoni. Poi, al 32’, sull’unica vera azione in profondità del primo tempo, il Lecce è passato in vantaggio: rapida verticalizzione di Bertolacci che ha aperto sulla destra per Cuadrado, cross di prima al centro dell’area dove si è inserito Strasser che di testa ha messo alle spalle del portiere Fontana. Sembrava finalmente mettersi in discesa la partita per il Lecce e invece giallorossi ancora costretti a subire la manovra degli avversari che vanno in rete al 39’ con una spettacolare rovesciata in area di rigore di Meggiorini, rete però, annullata dall’arbitro per un fuorigioco sul quale le successive immagini televisive hanno evidenziato grossi dubbi. Ma è solo questione di minuti per il pareggio: doppio fallo in area di rigore da parte del Lecce, sul primo, di Carrozzieri, l’arbitro lascia correre, ma non può sorvolare sul secondo (Mesbah che falcia la progressione di Rigoni). Dal dischetto lo stesso Rigoni riporta il risultato in equilibrio.

Nel secondo tempo Di Francesco tenta di dare una sveglia alla squadra con gli inserimenti di Muriel e Pasquato e con uno schieramento più aggressico, a tratti è sembrato un 4-3-3. Ma, a vanificare tutto ci sono stati questa volta gli errori sotto porta. Ad inauguare la serie è Corvia al 4’: solo davanti alla porta, «appoggia» il cross di Mesbah al portiere. Al 9’ Strasser tira bene da posizione angolata un pallone ricevuto dal calcio d’angolo, ma è bravo Fontana a chiudere lo specchio. Al 15’ Carrozzieri spreca di testa davanti alla porta e poi ancora Corvia e infine nei minuti di recupero Bertolacci. Niente da fare e, con cinque punti in nove partite, la media è decisamente fallimentare.

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