Giovedì 16 Agosto 2018 | 13:43

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Il Bari punisce la Ternana

A Terni. Grazie a un gol di Santoruvo su traversone di Dionigi il Bari, pur con qualche sofferenza, regola per 1-0 la Ternana apparsa subito nervosa e poco pungente • I risultati della 31ª giornata • La classifica
Ternana-Bari 0-1
• TERNANA (4-3-2-1): Moreau 5.5; Martinelli 6, Monaco 5.5 (31' st Fanasca sv), Troise 5.5, Peluso 5; Frara 6.5, Colasante 5 (1' st Di Deo 6), Giannone 6.5; Rabito 6, Salgado 5.5; Vieri 5.
In panchina: Berni, Wahab, Montero, Russo Allenatore: Brini 5.5 B
• BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Brioschi 6, Sibilano 6.5, Micolucci 6, Bellavista 6 (15' st Goretti 5.5); La Vista 6.5, Rajcic 6.5 (34' st Anaclerio M. sv), Carrus 6.5, Scaglia 6; Dionigi 6, Santoruvo 6.5 (28' st Anaclerio L. sv).
In panchina: Di Bitonto, Bianconi, Lipatin, Romanelli Allenatore: Carboni 6.5
ARBITRO Giannoccaro di Lecce
6 RETI: 9'pt Santoruvo
NOTE: cielo coperto, terreno di gioco in ottime condizioni.
Spettatori 4mila circa per un incasso di 25mila euro compresa la quota abbonati.
Angoli 5-4 per il Bari.
Ammoniti: Troise, Colasante, Santoruvo, La Vista, Goretti, D'Isanto. Recupero: 2'; 4'.

TERNI - Il Bari sbaglia (non potrebbe essere diversamente, vista la classifica), ma mai due volte di seguito. Persa la gara interna contro l'Ascoli, i biancorossi si rifanno ampiamente in Umbria, castigando la Ternana con un gol in apertura di Santoruvo. Sarà contento il presidente Matarrese, che aveva chiesto un immediato riscatto: con i tre punti conquistati, infatti, il Bari torna fuori dalla zona retrocessione, lasciando al quint'ultimo posto la Salernitana, distante una lunghezza, e può godersi in pace la resurrezione. Insomma, se la serie A è un progetto a lungo termine (almeno questa è l'intenzione sbandierata), la salvezza in serie B appare realisticamente alla portata, sempre che si riesca a sfatare il tabù San Nicola, a cominciare dal prossimo confronto di sabato 2 aprile (ore 20,30) con il Catania.
Se la vittoria di Terni (la quinta in trasferta su nove complessive) porta la firma di Santoruvo, è la prova del collettivo a giustificare le aspettative (di permanenza, è giusto ribadire): ottima la prova della difesa (Sibilano su tutti), diligente e intelligente quella del centrocampo, generosa (in Dionigi) e decisiva (in Santoruvo) quella dell'attacco, che potrà contare (questo hanno detto gli ultimi minuti) anche su Luigi Anaclerio. Di solito, quando tutto questo coincide, i meriti individuali (citazioni d'obbligo anche per Gillet e La Vista) vanno all'allenatore che, fermo restando le condizioni di emergenza degli avversari, ha vinto la sfida a distanza col collega.
Carboni, apparentemente indeciso alla vigilia, alla fine opta per una difesa a quattro (Brioschi, Sibilano, al rientro, Micolucci e Bellavista). A centrocampo (da destra a sinistra) ci sono La Vista, Rajcic, Carrus e Scaglia, anch'egli di nuovo disponibile. In attacco Dionigi e Santoruvo. Brini deve rinunciare a sei elementi: al centrocampista marocchino Kharja, al fantasista cileno Jimenez, che all'andata fu decisivo per la vittoria degli umbri, e all'attaccante del Liechtenstein Frick perché impegnati in Nazionale; al difensore Fattori, al centrocampista Bono e alla punta Comandini per infortuni. Giocano Monaco in difesa e Colasante a centrocampo (arrivati a gennaio, entrambi sono all'esordio). In avanti, Rabito e Salgado agiscono da esterni in appoggio a Vieri (modulo è il 4-3-2-1). Tra i pali, Moreau è preferito a Berni.
Una uscita a vuoto, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, del portiere francese regala il primo brivido. Gillet, invece, è pronto sulla conclusione di Giannone al 3'. La Ternana cerca subito di velocizzare la manovra, il Bari si difende e rallenta aspettando il momento propizio. Rabito e Giannone cercano la profondità centralmente, ma la difesa biancorossa chiude permettendo solo tentativi dalla distanza (Rabito all'8'). Quando al 6' Salgado reclama un calcio di rigore, Bellavista in realtà lo accompagna senza procurargli la caduta.
Il Bari da trasferta è notoriamente insidioso. Guai a concedere spazi ai biancorossi. I padroni di casa se ne accorgono al 9': Dionigi schizza sulla sinistra, va al cross basso e Santoruvo è abile a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto per segnare il sesto gol in campionato. La Ternana, colpita, va in confusione. Ne approfitta La Vista, che, palla al piede, comincia ad accentrarsi diventando imprendibile: all'11' se ne va in solitario, tagliando il campo, senza che nessuno gli impedisca il tiro, sfortunatamente debole; poi, dopo una punizione di Giannone (12'), se ne procura (16') una al limite dell'area (ammonito Troise), ma, su tocco di Carrus, Scaglia manda di sinistro oltre l'incrocio; inoltre, comincia a cercare con insistenza Dionigi (che però si fa fermare dalla difesa avversaria) senza che le incursioni gli impediscano la copertura difensiva (che curerà con puntiglio nella ripresa).
In pochi secondi, l'esterno biancorosso offre di nuovo un saggio delle potenzialità: blocca un'iniziativa della Ternana prima di involarsi e allargare per Santoruvo, il cui cross è deviato in corner. Dalla bandierina Carrus mette in area un pallone (30') che Dionigi calcia in mezza rovesciata: traversa sfiorata. In questo contesto, cui si aggiunge un altro paio di incertezze del portiere Moreau, il Bari si trova a meraviglia: continua a presidiare le fasce lasciando qualcosa solo in mezzo (al 33' Rabito ci prova e per poco Brioschi non fa autogol), ma sempre impedendo che Vieri, controllato a vista da Sibilano (o da Micolucci), possa entrare in partita.
Dovrebbe (non metaforicamente) uscire invece dal rettangolo di gioco, su decisione dell'arbitro Giannoccaro di Lecce, Colasante, che al 45' commette un fallaccio impunito nei confronti di Rajcic, colpito da una scivolata a gambe unite. Già gravato di un cartellino giallo, il centrocampista degli umbri meriterebbe di essere cacciato, se non per espulsione diretta, almeno per doppia ammonizione. Le proteste dei baresi sono decise ma civili, oltre che inutili, e proseguono anche nel tragitto che porta negli spogliatoi dopo la fine del primo tempo.
Ci pensa Brini nella ripresa a togliere Colasante, cui fa compagnia anche Rabito. Lo schieramento della Ternana diventa speculare rispetto a quello dei pugliesi. Nel centrocampo della Ternana ci sono ora Di Deo e D'Isanto: il primo fa coppia in mezzo con Giannone (ancora pericoloso da lontano, soprattutto al 51' e al 56', quando costringe Gillet a superarsi), il secondo fa l'esterno destro. Salgado diventa la spalla di Vieri, che gira spesso intorno per cercare di togliersi di dosso la marcatura dei centrali difensivi biancorossi.
La pressione della Ternana, come prevedibile, aumenta, ma i pericoli per il Bari continuano ad arrivare solo su conclusioni da lontano, principalmente su calci di punizione, come al 59': Giannone pesca Monaco, Vieri e Salgado davanti a Gillet (la difesa del Bari sbaglia la tattica del fuorigioco), ma nessuno dei tre arriva sul pallone. Il portiere biancorosso è una sicurezza (la conferma arriva su un bolide di Di Deo al 60'), ma Carboni si accorge che il dispositivo comincia a scricchiolare, anche perché Bellavista non è al meglio.
Cosicché il tecnico toglie proprio Bellavista (62') e ridisegna la squadra: la difesa passa a tre, i centrocampisti diventano cinque con l'innesto di Goretti (La Vista e Scaglia sempre larghi, Rajcic resta centrale, Carrus va sul centro-sinistra). La modifica va a bersaglio, visto che gli umbri tornano a sbattere contro il muro dei baresi arrivando al tiro con minor frequenza (al 73' Di Deo calcia, Gillet si oppone). Inoltre, per ridare sostanza e freschezza all'attacco, l'allenatore del Bari dà fiducia a Luigi Anaclerio (esce Santoruvo al 74'), che lo ripaga al 76' servendo, in azione di contrattacco, Dionigi: l'ex reggino controlla, si sposta il pallone sul destro e calcia a giro mancando però lo specchio della porta.
La Ternana è sotto scacco. Né servono i ritocchi di Brini, che al 77' richiama Monaco inserendo Falasca (3-5-2, col nuovo entrato prima posizionato a sinistra e subito dopo a destra con D'Isanto spostato sull'altro fronte). Azzeccato, invece, anche l'ultimo cambio dell'allenatore del Bari: Michele Anaclerio in luogo di Rajcic. I pericoli, infatti, si diradano ulteriormente (gli ultimi arrivano su incursioni di D'Isanto). Anzi, il Bari potrebbe chiudere in anticipo il confronto all'83', quando Scaglia imbecca Dionigi solo in area: il destro al volo, però, finisce fuori.
G. Flavio Campanella

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