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Cras, vendetta scudetto schiantato Schio tricolore

CERVIA - Riecco il basket del Cras. A cinque mesi dal ko che aveva consegnato a Schio lo scudetto, la formazione di Roberto Ricchini, ritoccata nel mercato, firma la vendetta nell’apertura del campionato sul campo unico del PalaCervia. Sulla riviera romagnola, dove Fip e LegA promuovono il battesimo-vetrina della pallacanestro femminile offrendo un menu di 6 partite nel weekend, la sfida tra le campionesse d’Italia e Taranto sfama la platea. La trama offre colpi ripetuti sotto le plance e fiammate di bel gioco, che ha nel Cras il collettivo funzionante, con Godin grimaldello continuo
Cras, vendetta scudetto schiantato Schio tricolore
SCHIO-CRAS TARANTO 51-58

FAMILA WUBER SCHIO Pastore 6, Erkic 9, Macchi 6, McCarville 4, Ford 8; Cohen 6, Consolini, Masciadri 10, Ramon 2, Nadalin. All. Lasi.
CRAS TARANTO Sottana 4, Greco 6, Siccardi, Godin 16, Pascalau 4; Gianolla 6, Ballardini 10, Masoni ne, Giauro 8, Dacic 4. All. Ricchini.
ARBITRI Wassermann di Pordenone e Barone di Brescia.
PARZIALI13-13, 23-21, 32-34, 51-58.

CERVIA - Riecco il basket del Cras. A cinque mesi dal ko che aveva consegnato a Schio lo scudetto, la formazione di Roberto Ricchini, ritoccata nel mercato, firma la vendetta nell’apertura del campionato sul campo unico del PalaCervia.

Sulla riviera romagnola, dove Fip e LegA promuovono il battesimo-vetrina della pallacanestro femminile offrendo un menu di 6 partite nel weekend, la sfida tra le campionesse d’Italia e Taranto sfama la platea. La trama offre colpi ripetuti sotto le plance e fiammate di bel gioco, che ha nel Cras il collettivo funzionante, con Godin grimaldello continuo e Ballardini pedina fantasiosa uscita alla distanza. Da parte sua Schio, che giovedì aveva ipnotizzato in Eurolega Nadezhda, offre individualità pregiate, ma fallose ed un coro non molto intonato.

La partita è bagnata dal primo canestro di Cheryl Ford (figlia d’arte: la paternità è del mitico olimpionico Karl Malone). Taranto risponde con Godin. La francese, dopo essersi liberata dal male del piede che l’ha tormentata nel finale della scorsa stagione, torna a fare la spadaccina sotto canestro. C’è molto di suo nel 13 pari del 10’ dopo che Taranto aveva gustato il primo vantaggio al 6’ con la tripla di Sottana. Accanto al play trevigiano, Ricchini piazza la pari ruolo Gianolla. E’ questo uno degli esperimenti finalizzati a trovare l’identità del gioco, che ha nelle campionesse d’Italia l’ispirazione delle rossoblù.

Taranto è tosto in difesa, ma Schio ha «geniette» del canestro come Macchi. Le joniche reggono e chiudono il primo tempo a -2.

Nella ripresa Schio parte forte: +7 al 24’. Qui Taranto sale in cattedra dopo un timeout nel quale Ricchini ricarica le batterie nervose del gruppo. La risposta è sia delle veterane Godin (8/14 da sotto e 11 rimbalzi), Greco (una iena, memore dello scalpo tricolore) e Gianolla (bella prova in regia, in sinergia con la nuova Sottana), che delle facce nuove. Il Cras diventa un corpo unico (difesa asfissiante e transizioni intelligenti) e per la Famila sono dolori. La risposta è il break di 35-21 che sorprende e polverizza la squadra campione d’Italia. Ma l’aspetto più importante è che il Cras ritrova il suo basket.

A. Salv.

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