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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:31

Taranto, un punto per ricominciare

dal nostro inviato LORENZO D'ALO'
VERCELLI - Il Taranto riparte pareggiando 0-0 sul difficile campo della Pro Vercelli dopo la sconfitta interna con la Ternana, che ha centrato la quarta vittoria di fila e ha portato a 3 i punti di vantaggio sui rossoblù. Gara senza grosse emozioni. La manovra ha risentito dell’assenza di Chiaretti. Domenica arriva il Monza
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Taranto, un punto per ricominciare
PRO VERCELLI-TARANTO 0-0
 
PRO VERCELLI: Valentini 6; Cancellotti 6,5; Ranellucci 6; Masi 6; Armenise 6; Disabato 6; Rosso 6; Murante 6; Di Piazza sv (8' pt Tripoli 6, 34' st Santoni sv); Fabiano 6,5; Iemmello 5,5 (27' st Malatesta sv). A disp.: Dan, Nocciola, Pigoni, Bencivenga. All.: Braghin.
TARANTO: Bremec 6; Sosa 6; Di Bari 6,5; Prosperi 6,5; Garufo 5,5; Giorgino 6; Sciaudone 5 (14' st Vicedomini 6); Rizzo 5,5; Rantier 5,5; Guazzo 6 (28' st Girardi sv); Russo 5 (36' st Di Deo sv). A disp.: Faraon, Colombini, Antonazzo, Dalì. All.: Dionigi (in panchina Spagnulo).
ARBITRO: Merlino di Udine.
NOTE: angoli 6-2 per la Pro Vercelli. Ammoniti: Armenise, Disabato, Tripoli e Malatesta della Pro Vercelli; Sciaudone del Taranto. Spettatori paganti 2.300 (650 abbonati) per un incasso complessivo di 15.500 euro circa. Recupero: 3' pt, 5' st. 

di Lorenzo D’Alò

VERCELLI - Partita stressante, gioco cattivo, risultato inevitabile. Finisce 0-0, cioè quasi niente. Qualcosa di indefinito. La Pro Vercelli non ci riesce. Il Taranto non ce la fa. La differenza è sottile e va colta. Dalla sua prova inespressa la squadra rossoblù spreme il punto che forse cercava, dopo gli impacci e le dispersioni di mercoledì con la Ternana. Un pretesto per rimettersi in corsa. Una ragione per non deprimersi. Il pareggio, alla fine, serve proprio a questo: tiene agganciato il Taranto alla realtà del proprio campionato di vertice, anche se la resa sembra vacillare. La qualità complessiva delle ultime prestazioni, infatti, segnale una piccola decrescita. Una fase involutiva che, però, non ridimensiona il valore della squadra e non mortifica la bontà della classifica. C'è solo da capire che cosa stia rallentando il funzionamento degli ingranaggi: per rimuovere l'intoppo e ripartire alla velocità di prima.

Il Taranto frena sotto gli occhi di Dionigi (squalificato). Le rotazioni annunciate restituiscono un po' di compattezza ma siamo ancora distanti dall'efficienza collettiva e della produttività individuale che consentirono di schiantare il Carpi appena una settimana fa. Segno che il turnover, per quanto spesso strumento necessario, non è uno schema. Non intercetta i cali di rendimento, non neutralizza i passaggi a vuoto. Resta una possibilità, in attesa di chiudere il cerchio delle scelte. Ora Dionigi lo sa.

A Vercelli l'impotenza è diffusa. Non appartiene soltanto al Taranto. Investe, condannandola all'inconcludenza, anche la formazione locale. Il pari senza gol è una conseguenza legittima di ciò che si vede in campo: azioni che non si chiudono, tiri che si strozzano, trame che si spezzano. Il Taranto resta più a lungo imbozzolato nel suo palleggio sotto ritmo e senza sbocchi. Penalizzante l'assenza di Chiaretti, unico sintetizzatore di gioco sulla trequarti. Non esiste una controfigura del brasiliano in organico. L'asse creativo che sposta la partita del Taranto, rendendola giocabile, non c'è. E si nota, specie nella frazione iniziale, quella più ricca di ribaltamenti ma anche drammaticamente povera di spunti decisivi. La ripresa è una prolungata e indistinta attività di presidio. Non è previsto affanno, perché la difesa tiene: ed è forse questa la nota più lieta. Fare gol al Taranto continua ad essere difficile (in trasferta nessuno c'è riuscito).

Partita di viscida interpretazione. Erba sintetica e dimensioni ridotte del campo accelerano ogni giocata. Il Taranto (3-4-3) insegue uno sviluppo più ragionato. La Pro Vercelli (4-3-1-2) ricorre sistematicamente al lancio lungo. Ma non sono indizi destinati a durare. Dionigi cambia abbastanza. In difesa torna Prosperi (bocciato Coly). A centrocampo ci sono Garufo e Rizzi ai lati, mentre tocca nuovamente a Sciaudone (nervoso) chiudere la cerniera centrale con il riconfermato Giorgino. In attacco si rivedono Guazzo (per Girardi) e Russo (per lo squalificato Chiaretti). Braghin, invece, è costretto a riproporre la stessa - rimaneggiata - formazione di mercoledì scorso. L'avvio è vibrante. Sembra promettere ma non mantiene. La Pro Vercelli attacco con foga. Perde subito Di Piazza che si infortuna dopo il primo tiro in porta della partita. Il Taranto replica con il sinistro piazzato di Rantier sulla sponda puntuale di Guazzo. Sul tocco ravvicinato di Tripoli, è invece provvidenziale l'uscita di Bremec. È tutta qui la cronaca scarna di un primo tempo avaro di occasioni.

Più movimentata la ripresa. A cercare di scuoterla è la Pro Vercelli che si butta in avanti nel tentativo di sfondare. Ma il Taranto resiste. L'inserimento di Vicedomini (fuori Sciaudone) ha anche questo scopo. Alla puntigliosa pressione dei vercellesi la difesa del Taranto concede poco: una situazione complicata in area (spintonato Prosperi) e un tiro velenoso di Murante (respinto da Bremec). Poca roba. Dalla panchina si muovono Girardi (fuori Guazzo) e Di Deo (fuori Russo). Il Taranto chiude con il 3-5-2 (fase di possesso), lasciando incolume il glorioso «Silvio Piola». 

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