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Taranto strapazza  anche il Carpi  e resta in testa

di LORENZO D'ALO'
REGGIO EMILIA - Partita-compendio contro il carpi (0-2): di tutte le qualità (tecniche e tattiche) e di tutte le risorse (fisiche e temperamentali). A Reggio Emilia, nel giorno dedicato a Iacovone, il Taranto si laurea grande della Prima Divisione di calcio. Di una grandezza oggettiva, tangibile, documentata. Grande nei fatti: sesto risultato utile consecutivo e primato consolidato. Grande sul campo: non c'è un momento della contesa in cui la squadra rossoblù non sia padrone del proprio destino
Taranto strapazza  anche il Carpi  e resta in testa
CARPI-TARANTO 0-2 

CARPI: Bastianoni 6; Laurini 5,5; De Paola 5; Cioffi 5; Lorusso 5,5; Concas 6; Perini 6; Sogus 5 (15' st Potenza 5,5); Memushaj 5,5 (37' st Perrulli sv); Eusepi 5 (30' st Pietribiasi 6); Cesca 6. A disp.: Mandrelli, Bova, Marchi, Di Gaudio. All.: Maddaloni.

TARANTO: Bremec 6; Sosa 7; Di Bari 6,5; Prosperi 6,5; Garufo 7; Sciaudone 7; Vicedomini 5,5 (25' st Di Deo 6,5); Rizzi 5,5; Chiaretti 7; Guazzo 7 (28' st Russo 6); Rantier 6 (9' st Antonazzo 6). A disp.: Faraon, Cutrupi, Colombini, Girardi. All.: Dionigi.

ARBITRO: Maresca di Napoli.

RETI: st 2' Guazzo, 33' Di Deo.

NOTE: angoli 3-2 per il Carpi. Ammoniti: Memushaj e Lorusso del Carpi; Prosperi e Sciaudone del Taranto. Espulsi: al 7' st Rizzi (fallo da ultimo uomo), al 9' st Dionigi dalla panchina (proteste). Spettatori paganti 1.360 (178 abbonati) per un incasso di 16.500 euro. Recupero: 1' pt, 4' st.

di Lorenzo D'Alò

REGGIO EMILIA - Partita-compendio: di tutte le qualità (tecniche e tattiche) e di tutte le risorse (fisiche e temperamentali). A Reggio Emilia, nel giorno dedicato a Iacovone, il Taranto si laurea grande. Di una grandezza oggettiva, tangibile, documentata. Grande nei fatti: sesto risultato utile consecutivo e primato consolidato. Grande sul campo: non c'è un momento della contesa in cui la squadra rossoblù non sia padrone del proprio destino. Non ce l'abbia in pugno. Mentalità giocante, spirito vincente, senso di appartenenza: il Taranto che schianta il Carpi, spezzando un'imbattibilità interna che durava da quasi due anni, è questo. Un concentrato di muscoli e giocate, corsa e talento, cuore e cervello. Difficile resistergli. E, infatti, il Carpi non ci riesce. Barcola nel primo tempo. Va giù nella ripresa.

Il Taranto pensa sempre alla vittoria e si adopera per ottenerla. Spinge e domina in pienezza d'organico. Lotta e s'impone in inferiorità numerica. Niente lo turba, nulla lo infastidisce. Ha un compito e lo porta a termine.

Quella del «Giglio» non è solo una prova di forza. E' una risposta corale e perentoria. Qualcosa di definitivo. E' calcio che funziona. Manovra che scorre. Situazioni che s'incastrano. E' un'officina il Taranto. Si sente l'eco. Si avverte la fatica. Di una bellezza istruttiva la frazione iniziale, benché priva di attimi taglienti. Di un'efficacia risolutiva la ripresa, contemplando i passaggi più significativi: il vantaggio fulmineo di Guazzo (2'), l'espulsione iniqua di Rizzi (7') e il raddoppio rassicurante di Di Deo (33').

Parte forte il Taranto. Si vede che ha uno scopo. Si capisce che ha una strategia. Gli impegni ravvicinati consigliano il turnover. Dionigi ne fa buon uso, immettendo forze fresche in ogni reparto. Di Bari in difesa (per Coly). Garufo e Vicedomini a centrocampo (per Antonazzo e Giorgino). Guazzo in attacco (per Girardi). Non varia il modulo: 3-4-3. Non cambia, soprattutto, l'atteggiamento. E' un ringhiare continuo. E' un pressare forsennato. E' un rullare ripetuto. Ma ad impressionare maggiormente è la velocità con la quale il Taranto riconquista il pallone. Lo fa con tempi e modalità che non lasciano alcuno sviluppo alla manovra del Carpi (4-4-2). Attacca il Taranto. Una punizione di Rantier finisce di poco a lato. Un'inzuccata di Sosa sorvola la traversa. Una girata di testa di Rantier non sorprende Bastianoni. E' un temporale d'insidie quello che si abbatte sul Carpi che proprio non ce la fa a rompere l'assedio. Giusto allo scadere trova qualcosa simile ad un'occasione con Eusepi che, però, spreca banalmente.

Nella ripresa il Taranto sintetizza la supremazia lasciata in sospeso. Accade dopo due minuti. Garufo si allunga sulla destra e mette palla in mezzo, dove Guazzo ha un'intuizione da grande centravanti: colpisce di prima intenzione, infilando di potenza. Il vantaggio non placa il Taranto. Lo induce, anzi, ad osare di più. Generosità che, però, quasi paga. Concas, armato dagli esiti sporchi di una punizione a favore del Taranto, sfugge a Rizzi che lo atterra. E' fallo da ultimo uomo, anche se l'ala emiliana sta viaggiando verso l'esterno. L'arbitro estrae il cartellino rosso (7'). Dionigi protesta: espulso. Un uomo in meno e ancora tanta partita davanti. Entra Antonazzo per ripristinare le corrette dinamiche difensive: ora il Taranto è 3-4-2. Il sacrificato è Rantier. Il Carpi s'ingolosisce. La squadra rossoblù non si perde d'animo. Fa massa e riparte. Dionigi si gioca gli ultimi cambi in sequenza simbolica: prima Di Deo (per Vicedomini), poi Russo (per Guazzo). E' un segnale per la squadra. Nasce così il gol del raddoppio, quello che spegne le velleità residue del Carpi. In realtà non è un gol. E' il prodotto finale di una catena di montaggio. C'è tutto. La caparbietà di Russo che va disturbare Cioffi. L'abilità di Chiaretti che gli soffia il pallone e attacca lo spazio. La sagacia di Sciaudone che lo riceve e lo smista nell'area sgombra. La freddezza di Di Deo che lo controlla e lo indirizza in porta. E' il 33'. Risultato archiviato. Partita finita. Resta aperta solo l'officina-Taranto.

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