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Il Bari in trasferta  fila come un treno

di FABRIZIO NITTI
BARI - Vola il Bari da trasferta. Quattro partite lontano dal San Nicola, nove punti messi da parte. Tre vittorie ed una sola sconfitta, nella notte strana di Padova, nel curriculum di Torrente edizione 2012. I biancorossi, cioé, viaggiano ad una velocità doppia rispetto al rendimento interno: in casa sono stati raccolti soltanto cinque punti ed è ovviamente un dato da puntellare e migliorare sensibilmente per coltivare ambizioni. Nell’attesa, il Bari si gode la sua predisposizione alle gare esterne, secondo soltanto al Torino «adrenalinico» del «libidinoso» Ventura
Il Bari in trasferta  fila come un treno
di Fabrizio Nitti

BARI - Vola il Bari da trasferta. Quattro partite lontano dal San Nicola, nove punti messi da parte. Tre vittorie ed una sola sconfitta, nella notte strana di Padova, nel curriculum di Torrente edizione 2012. I biancorossi, cioé, viaggiano ad una velocità doppia rispetto al rendimento interno: in casa sono stati raccolti soltanto cinque punti ed è ovviamente un dato da puntellare e migliorare sensibilmente per coltivare ambizioni. Nell’attesa, il Bari si gode la sua predisposizione alle gare esterne, secondo soltanto al Torino «adrenalinico» del «libidinoso» Ventura, che ha messo a segno un quattro su quattro niente male. Pur se l’organico del tecnico ligure è decisamente più corposo, più forte e più «ricco» di quello barese. Ma questo è un altro discorso.

Il colpo di Modena firmato De Falco con una «bomba» da lontano a pochi attimi dal termine, il successo di rigore (doppio Marotta) sul campo del Sassuolo, magari «largo» ma non per questo immeritato, la vittoria di Crotone firmata dalla «testa» di Dos Santos. Un Bari di «corsari», insomma, una squadra che sembra aver trovato una precisa identità quando si tratta di giocare fuori casa. La vittoria di mercoledì sera a Crotone nella prima delle due consecutive tappe calabresi, ha confermato quanto difficile e complicato sia, adesso, affrontare il Bari da trasferta e la tendenza dei biancorossi a recitare meglio lo spartito. Squadra compatta, corta, almeno otto calciatori sempre dietro la linea del pallone, una barriera difficile da aggirare e sempre pronta a ripartenze pericolose. Merito anche del nuovo modulo voluto da Torrente: i due mediani davanti alla difesa garantiscono il filtro necessario ed allo stesso tempo consentono ai tre trequartisti di essere pronti alla proposta offensiva.

«Le tre vittorie in trasferta - dice Agostino Garofalo - non sono certo casuali. Giochiamo “corti”, compatti e questo rende il lavoro più facile anche a noi difensori. La nuova soluzione adottata da Torrente, poi, porta ulteriore giovamento. De Falco e Donati fanno un grande lavoro davanti alla linea difensiva. Soffriamo e ripartiamo, questa è una caratteristica che può fare il bene di tutte le squadre, non solo del Bari».

Scontato il turno di squalifica, il terzino sinistro campano ritroverà il posto da titolare in una difesa che non becca gol da 207 minuti: «La classifica della Reggina è bugiarda - commenta riferendosi agli undici punti degli amaranto -. È fra le formazioni più forti della B, per noi un altro esame durissimo. Siamo consapevoli delle difficoltà di questa trasferta, ma vincere aiuta a vincere... La Reggina, poi, mi porta fortuna: segnai il gol della vittoria quando ero a Livorno, al minuto numero 85... Chissà, magari dopo borghese e Dos Santos capita a me questa volta...».

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