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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:31

Bari da trasferta a Crotone arriva il terzo successo

di FABRIZIO NITTI
CROTONE - Terza vittoria di fila, quarto risultato utile consecutivo, terzo successo in trasfeta e quinto posto in classifica, cioè zona playoff. Questo è il Bari dei «penalizzati». Sbanca Crotone meritatamente, in un misto di sofferenza, umiltà e estrema concretezza. E vola sempre più in alto in classifica, a stretto contatto con le migliori. Una serata perfetta: il gol di Dos Santos e i passi falsi di quasi tutte le concorrenti. La missione calabrese, domenica sera gran confronto a Reggio Calabria, è cominciata nel migliore dei modi. Con un prologo positivo anche per i calciatori, ai quali è stato pagato uno dei tre mesi di stipendio accumulati
Bari da trasferta a Crotone arriva il terzo successo
CROTONE-BARI 0-1 (0-0 nel primo tempo)

CROTONE 4-3-3: Belec 5; Correia 5, Tedeschi 5.5, Abruzzese 5.5, Migliore 5; Eramo 5, Loviso 5, Calil 5 (20’ st Galardo); De Giorgio 6 (27’ st Caccavallo  s.v.), Djuric 5, Sansone 5 (14’st Gabionetta 5). All. Menichini. A disp. Bindi, Ligi, Mazzotta, Galardo, Macello, Caccavallo, Gabionetta.
BARI 4-2-3-1: Lamanna 5.5; Ceppitelli 6, Borghese 6.5, Dos Santos 6.5, Polenta 6; De Falco 6, Donati 6.5; De Paula 6, Bogliacino 5.5 (29’ st Rivaldo s.v.), Rivas 6.5 (20’ st Defendi); Marotta 6 (36’ st Caputo s.v.). All. Marotta. A disp. Koprivec, Kopunek, Rivaldo, Masi, Forestieri, Defendi, Caputo.
Arbitro: Giacomelli di Trieste.
Rete: st 27’ Dos Santos
Note: ammoniti De Falco, Borghese, Migliore, Galardo

di FABRIZIO NITTI

CROTONE - Terza vittoria di fila, quarto risultato utile consecutivo, terzo successo in trasfeta e quinto posto in classifica, cioè zona playoff. Questo è il Bari dei «penalizzati». Sbanca Crotone meritatamente, in un misto di sofferenza, umiltà e estrema concretezza. E vola sempre più in alto in classifica, a stretto contatto con le migliori. Una serata perfetta: il gol di Dos Santos e i passi falsi di quasi tutte le concorrenti. La missione calabrese, domenica sera gran confronto a Reggio Calabria, è cominciata nel migliore dei modi. Con un prologo positivo anche per i calciatori, ai quali è stato pagato uno dei tre mesi di stipendio accumulati.

Nessun calo di tensione, nessun peccato di presunzione. Il Bari gioca come una provinciale qualsiasi, ma dalla sua ha le armi che contano. Voglia di vincere e un tasso qualitativo mediamente superiore. Vero, di fronte ha un avversario di fascia non eccelsa, con assenze importanti. Ma è sul proprio campo che il Crotone ha messo insieme tutto ciò che ha in classifica. Il Bari non ha sottovalutato il dato, giocando con una feroce determinazione e attenzione. Soffrendo quando c’era da farlo, aggredendo ogni centimetro del campo con «fame».

Primo tempo sul filo dell’equilibrio. Il Crotone cerca di più il giro palla e lo schema, il Bari parte discretamente e poi si assesta per sfruttare gli spazi aperti. L’uomo in più a centrocampo dei calabresi (4-3-3) viene in pratica annullato dalla compattezza dei biancorossi (4-2-3-1, con i due esterni difensivi nuovi nuovi, e cioè Ceppitelli a destra e Polenta a sinistra considerate le assenze di Crescenzi in nazionale e Garofalo squalificato) e dal lavoro di sponda di Rivas e Bogliacino soprattutto. Liberare un uomo diventa difficile, da una parte e dall’altra.

Molta attenzione, pochi fronzoli, in attesa che l’avversario commetta l’errore fatale. Capita, ad esempio, a Ceppitelli (minuto 24’) sbagliare il tempo dell’impatto con il pallone e liberare involontariamente De Giorgio davanti a Lamanna: con mestiere e qualche rischio il giovane difensore perugino riesce a frapporsi fra palla e attaccante ed a rimediare al precedente errore. In una frazione di gioco movimentata ma avara di emozioni, caratterizzata soprattutto dai calci da fermo (lo specialista Loviso quale assist man per Sansone, testa alta, o esecutore, con Lamanna a respingere in tuffo); la bomba di De Paula di sinistro messa in corner), capitano però al Bari le occasioni migliori, nell’arco dei cinque minuti di chiusura tempo: contropiede di Donati, palla illuminante per Bogliacino, che controlla e scarica il sinistro su Belec; poi è lo stesso uruguaiano a orchestare la ripartenza (quattro baresi contro tre calabresi), scegliendo forse l’appoggio più complicato, su Rivas a sinistra, chiuso dai centrali di casa. Situazioni che si sarebbero potute sfruttare meglio, considerando la tecnica di base e la maggiore esperienza dei biancorossi.

La ripresa si apre subito con un brivido nei pressi dell’area barese: retropassaggio di Donati sul quale Lamanna pecca di eccessiva confidenza, riuscendo solo in scivolata a togliersi dagli impicci su Djuric. Il Bari sembra soffrire la partenza veemente del Crotone e per una decina di minuti se ne resta buono buono a ridosso della propria area, l’intento è quello di far sfogare i calabresi. E al minuto undici crea una limpidissima palla gol sull’asse Bogliacino-Marotta-De Paula: splendido l’assist della punta campana, maldestra la conclusione dell’attaccante brasiliano a due passi dal portiere.

È il preludio al gol: De Falco calcia una punizione, palla che si impenna dopo un colpo di testa di un difensore calabrese, Belec non esce e Dos Santos si inventa un pallonetto con la testa che non lascia scampo.

Partita in discesa, il Bari ora non deve fare altro che gestire e provare a ripartire negli ampi spazi lasciati dal Crotone. Torrente irrobustisce la squadra senza variare la disposizione tattica. Fuori Rivas per Defendi e Bogliacino per Rivaldo, squadra da combattimento per portare a casa un successo preziosissimo. Avanti così, Bari. Alla faccia della penalizzazione che arriverà. E, soprattutto, sperando di non rimpiangerla mai.

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