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Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:47

Calcio - Lecce-Fiorentina 2-2

Nel primo anticipo della 28ª giornata del campionato di serie A, i salentini, avanti di due reti (Dalla Bona e Vucinic), si fanno rimontare nel secondo tempo da Jorgensen e Maggio. Continua il testa a testa tra Milan (1-0 alla Samp) e Juve (1-0 sul campo del Chievo)
calcio, serie A Lecce-Fiorentina Lecce (4-3-3): Sicignano 6, Angelo 6 (31' st Giacomazzi sv), Stovini 6,5; Diamoutene 6, Rullo 6, Cassetti 6,5; Ledesma 6, Dalla Bona 6, Vucinic 6,5, Valdes 6 (42' st Konan), Pinardi. (27 Anania, 26 Paci, 81 Abruzzese, 7 Eremenko, 28 Bjelanovic). All. Zeman 6.

Fiorentina (4-4-1-1): Lupatelli 6, Ujfalusi 5,5, Viali 5,5 (1' st Maggio 6); Dainelli 6, Chiellini 6, Di Livio 5 (1' st Riganò 5,5); Piangerelli 5,5, Obodo 5,5, Ariatti 6, Jorgensen 6, Miccoli 5,5 (33' st Fantini sv). (1 Cejas, 6 Helguera, 10 Nakata, 29 Guigou). All. Zoff 5.

Arbitro: Gabriele di Frosinone 5,5.
Reti: 28' pt Dalla Bona; 30' pt Vucinic; 2' st Jorgensen; 41' st Maggio.
Angoli: 5-0 per il Lecce.
Recupero: 2'e 3'.
Ammoniti: Obodo, Ariatti, Chiellini e Ledesma per gioco falloso; Piangerelli per comportamento non regolamentare.

** I GOL **

- 28' pt - punizione dai 20 metri per fallo di Dainelli su Vucinic. Batte Dalla Bona: destro fortissimo, la palla buca la barriera, tocca il palo interno sinistro e finisce in rete.
- 30' pt - Ledesma recupera palla a centrocampo, lancio lungo per Vucinic che scatta sul filo del fuorigioco, stoppa la palla in corsa e infila Lupatelli di esterno destro.
- 2' st - Obodo lancia sulla sinistra Ariatti che quasi dal fondo crossa rasoterra. Dalla parte opposta Jorgensen colpisce al volo di destro e insacca con un tiro in diagonale
- 41' st - Dainelli scambia con Fantini, entra in area e crossa di sinistro per l'accorrente Maggio che di destro insacca a fil di palo.

LECCE - Due indizi non fanno (ancora) una prova, ma il Lecce dovrà riflettere e rimediare. Dopo la rimonta subita a San Siro contro l'Inter (1-2), arriva quella della Fiorentina al Via del Mare. Stavolta resta in dote almeno un punto, ma anche la spiacevole consapevolezza di aver gettato alle ortiche una vittoria che avrebbe forse chiuso il discorso salvezza. Il pareggio, che preclude qualsiasi altra prospettiva (proprio in settimana Zeman aveva accennato ad altri obiettivi) consente di muovere la classifica, ma rimette in discussione aspetti che sembravano accantonati: su tutti, la consistenza della difesa, che sembrava acquisita, se non altro nelle partite interne, visto anche l'andamento del primo tempo.
Non può passare inosservato che le reti al passivo siano nate da distrazioni arrivate dal settore di destra. Ai posteri stabilire se si è trattato di una coincidenza. L'aggravante è che il doppio vantaggio sia stato sprecato contro un avversario (bestia nera, se aggiungiamo il 4-0 dell'andata) capace nelle ultime dieci trasferte di raggranellare solo due risultati positivi (pareggi a Messina e Brescia). Di buono resta comunque un dato: i salentini, penalizzati principalmente per demeriti propri (oltre agli errori citati, hanno perso progressivamente smalto), mai hanno dato la sensazione di cedere e di perdere il controllo delle operazioni.
Nel 2-2 finale c'è però, la mano di Zoff, che ha avuto il merito di ricredersi, ripudiando le scelte iniziali. Costretto all'ultimo momento a rinunciare anche a Pazzini (influenza) e vista l'assenza di Donadel (fermato dal giudice sportivo), il tecnico dei viola opta per uno schieramento prudente: quattro difensori (da destra a sinistra, il rientrante Ujfalusi, Viali, Dainelli e Chiellini), quattro centrocampisti (Di Livio, Piangerelli, Obodo e Ariatti, preferito a Nakata) con Jorgensen in appoggio a Miccoli, salentino doc. Il 4-4-1-1 costringe Riganò (e Fantini) ad accomodarsi in panchina.
Nel Lecce, la novità dell'ultima ora è l'impiego in attacco di Valdes al posto di Konan. Vucinic riprende il posto al centro del tridente con Pinardi a sinistra. Per il resto, Zeman dà respiro a Giacomazzi (tranquillizzando così i tifosi: "Attento Giacomazzi, se fai fair play sono cazzi" recita uno striscione) e lo lascia tra i rincalzi: nella gara contro l'Inter ha avuto indicazioni positive e decide di riproporre l'asse Angelo-Cassetti. Il rientrante Ledesma e Dalla Bona, recuperato dopo l'influenza, completano la linea mediana.
La Fiorentina, quasi a voler scongiurare l'accerchiamento dei padroni di casa, mostra però un atteggiamento subito aggressivo. A turno, Chiellini (con più frequenza) a sinistra e Ujfalusi a destra si sganciano per sovrapporsi ad Ariatti e Di Livio. Troppo solo, però, Miccoli. Manca un finalizzatore (e si vede) come l'indisponibile Bojinov, presente in tribuna e salutato dalla curva (ma anche fischiato) prima dell'ingresso delle squadre in campo. Solo ricordi per gli altri ex Viali, Dainelli e Piangerelli, protagonisti al Via del Mare negli anni passati.
Non sorprende che la prima conclusione sia dei salentini, capaci di portarsi al tiro attraverso un ventaglio di soluzioni offensive: lavorano ai fianchi (molto attivo Pinardi, che ci prova un paio di volte, risultando pericoloso soprattutto all'8') oppure tentano centralmente (Vucinic al 9' supera Viali, ma è contrastato da Dainelli prima che arrivi davanti a Lupatelli). Tra i toscani solo Ariatti è nelle condizioni di battere a rete (11'): lo fa (emblematico) su un lancio che parte dalla difesa e che sorprende la difesa avversaria, ma la distanza e notevole e la palla passa sopra la traversa.
Spuntata in attacco, la Fiorentina paga a caro prezzo due disattenzioni difensive che i giallorossi sfruttano per piazzare l'uno-due decisivo. Nel primo caso (28'), la barriera si apre su un calcio di punizione di Dalla Bona, battuto da posizione leggermente defilata, ma vicina al limite dell'area di rigore: l'esterno destro del centrocampista è un bolide che passa diventando imprendibile (palo interno e gol, il terzo stagionale per l'autore). Poi, al 31', i viola si fanno sorprendere (ma anche qui vanno sottolineati i meriti altrui) dal lancio di Ledesma, che vede il movimento di Vucinic e lo serve nei 16 metri. Il montenegrino fa tutto con il destro prima che i difensori recuperino: elegante il controllo, morbido il tocco di esterno su cui il portiere deve inchinarsi (undicesimo centro, raggiunto Bojinov, finora capocannoniere dei salentini).
I toscani abbozzano una reazione senza mai impegnare Sicignano. Miccoli, l'unico che dà l'impressione di poter far male, è sistematicamente anticipato da una difesa che, pur essendo la peggiore del campionato (eredità degli inizi), in casa conferma di essere quasi impenetrabile dall'inizio del girone di ritorno (subita solo una rete: l'autogol di Giacomazzi contro la Roma). Chiuso il lucchetto, il Lecce potrebbe chiudere definitivamente la partita al 38', ma la rete di Pinardi, servito da Dalla Bona, è annullata per un fuorigioco millimetrico. I salentini non se ne crucciano. Ma Zoff durante l'intervallo si pente e nella ripresa dovranno maledire la segnalazione (comunque giusta) del guardalinee.
La Fiorentina cambia assetto. Entrano Riganò per Di Livio e Maggio per Viali: in difesa, Ujfalusi va in mezzo con Maggio a destra; in attacco, Miccoli trova finalmente un appoggio nell'ex punta del Taranto. E' però Jorgensen, che (paradossalmente) nel secondo tempo ha anche compiti difensivi, a dimezzare lo svantaggio al 47'. Angelo si dimentica di Ariatti che, indisturbato, può mettere in mezzo da sinistra: la palla attraversa l'area di rigore arrivando dove c'è il danese, il cui diagonale di destro supera Sicignano.
Il gol a freddo non toglie sicurezza (punizione di Ledesma al 49'), ma ha il potere di rendere il Lecce più apprensivo e, quindi, impreciso. Ne consegue che gli è più difficile impensierire gli avversari, nonostante gli inevitabili spazi concessi dalla Fiorentina nel tentativo di pervenire al pareggio (che al 55' Miccoli potrebbe raggiungere: il destro termina al lato). Tanto che Zeman richiama all'ordine Ledesma e ricompone difesa e centrocampo con l'inserimento di Giacomazzi al 76' (esce Angelo): Cassetti retrocede. Zoff, dal canto suo, non osa. Si limita a far entrare Fantini al posto di Miccoli.
Il Lecce, già in ripresa (Vucinic anticipato da Lupatelli al 69'; tiro di Dalla Bona deviato in angolo al 74'), sembra poter tornare a comandare il gioco: rischia il giusto e può anche arrotondare (all'83' destro di Valdes, molto motivato, anche se a volte caotico, contro gli ex compagni). Invece, pur cambiando i protagonisti, arriva la fotocopia della rete del 2-1. Stavolta è Chiellini a trovarsi solo in area (86'): potrebbe tirare e invece opta per un passaggio che permette a Maggio, nel frattempo sganciatosi dalle retrovie, di calciare il pallone del 2-2 definitivo. Zeman si gioca (87') la carta Konan, che sostituisce Valdes. E' troppo tardi per riprovare a vincere.
G. Flavio Campanella

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