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Conto alla rovescia Bari incrocia le dita

di FABRIZIO NITTI
BARI - Conti alla mano e... conto alla rovescia. Due giorni ancora per salvare il soldato Ryan, per evitare che sul capo di Torrente e della sua nuova, incolpevole squadra, si abbatta un mini ciclone, cioé la penalizzazione in classifica. Domani scadono i termini per il pagamento degli stipendi del secondo trimestre 2011 (aprile-maggio-giugno, un totale di circa nove milioni di euro) e se il club biancorosso non sarà in grado di adempiere agli obblighi, la scure si abbasserà sui biancorossi. Due punti di penalizzazione se non saranno saldati stipendi, contributi e ritenute; un punto soltanto se ai giocatori sarà versato lo stipendio. Il Bari, insomma, potrebbe ritrovarsi a quota 6-7 punti
Conto alla rovescia Bari incrocia le dita
di Fabrizio Nitti

BARI - Conti alla mano e... conto alla rovescia. Due giorni ancora per salvare il soldato Ryan, per evitare che sul capo di Torrente e della sua nuova, incolpevole squadra, si abbatta un mini ciclone, cioé la penalizzazione in classifica. Domani scadono i termini per il pagamento degli stipendi del secondo trimestre 2011 (aprile-maggio-giugno, un totale di circa nove milioni di euro) e se il club biancorosso non sarà in grado di adempiere agli obblighi, la scure si abbasserà sui biancorossi. Due punti di penalizzazione se non saranno saldati stipendi, contributi e ritenute; un punto soltanto se ai giocatori sarà versato lo stipendio. Il Bari, insomma, potrebbe ritrovarsi a quota 6-7 punti, senza tenere in conto il «colpo» al morale degli uomini di Torrente, già alla ricerca di una precisa identità e del decollo in campionato.

Ci risiamo. A distanza di qualche mese torna l’incubo, la paura di non farcela. Esorcizzata nel maggio scorso dal ricorso alla «spalmatura». Questa volta l’escamotage non sarà più possibile ed ecco che la situazione si è fatta molto più complicata. Come ha confermato anche Claudio Garzelli, amministratore unico del club biancorosso dopo che i Matarrese si sono defilati: «L’assemblea dei soci che si è tenuta ieri (martedì, ndr) ha confermato il totale disimpegno della famiglia Matarrese. Siamo in una situazione più difficile rispetto a quella che abbiamo affrontato nei mesi scorsi. La proprietà ha ribadito l’intenzione di passare la mano e quindi a soggetti interessati al Bari calcio, direi che questo è il momento di uscire allo scoperto. Sapevamo - continua Garzelli - di andare incontro a un periodo gravoso, particolarmente impegnativo per il monte ingaggi. Nel maggio scorso il momento fu superato grazie al sostegno dei Matarrese, ora non è più così. Siamo in attesa di risposte da parte di alcune banche (Popolare di Bari e Apulia, ndr), ma i tempi sono ristretti».

Se Garzelli non recita una parte, siamo vicini ad una sorta di parziale «de profundis». I margini di manovra sono ristrettissimi, il count-down è scattato inesorabile. Nel maggio scorso ci fu l’intervento massiccio del Gruppo Veneto, dietro la presentazione di garanzie della famiglia Matarrese. Questa volta l’unica via percorribile davanti al «disimpegno totale della famiglia», pare essere la «cessione dei crediti» vantati dallo stesso club biancorosso. Cioé il Bari si impegnerebbe a «cedere» le entrate del mercato estivo condotto da Angelozzi (poco più di 14 milioni di euro diluiti in tre anni) a fronte di una nuova copertura degli stipendi (più o meno totale). Non è un’operazione di semplice attuazione per una serie di motivazioni tecniche, ma la speranza è l’ultima a morire.

E comunque la scadenza di domani non sarà l’ultimo ostacolo per il Bari. A fine novembre ci sarà da fare fronte al trimestre luglio-agosto-settembre. Monte ingaggi ovviamente più circoscritto rispetto a quello della serie A, ma ugualmente oneroso, anche a causa di vecchi contratti pesantissimi ancora in essere (Castillo, Kutuzov, Donati, Masiello, Rivas). Fra due mesi il Bari dovrà sborsare una cifra che oscilla fra i 3.5 e i 4.5 milioni di euro. Un quadro a tinte scure, come si può ben intuire.

Dall’altra parte c’è una squadra che va alla ricerca della prima vittoria interna (al San Nicola non si vince da un anno) e dopodomani affronterà un vero e proprio «esamone» contro il Livorno di Novellino.

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