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Bari, l'urlo di Marotta «Mi sono tolto un peso»

di FABRIZIO NITTI
BARI - È stato come liberarsi di un peso, prendere una bella boccata d’aria. È stato come tornare a vivere, ricucire un discorso interrotto dal campionato scorso. Il gol, tutto per un attaccante. Puoi anche non beccare una palla, ma se segni sei il migliore. Puoi anche giocare divinamente, ma se non segni... cambia mestiere. È il destino di chi di mestiere fa il bomber, il centravanti. «Mi sono tolto un bel peso. Doppietta dedicata a Maddalena , arrivata da poco in casa Marotta
• Forestieri squalificato per un turno
Bari, l'urlo di Marotta «Mi sono tolto un peso»
di Fabrizio Nitti

BARI - È stato come liberarsi di un peso, prendere una bella boccata d’aria. È stato come tornare a vivere, ricucire un discorso interrotto dal campionato scorso. Il gol, tutto per un attaccante. Puoi anche non beccare una palla, ma se segni sei il migliore. Puoi anche giocare divinamente, ma se non segni... cambia mestiere. È il destino di chi di mestiere fa il bomber, il centravanti. «Mi sono tolto un bel peso. Doppietta dedicata a Maddalena , arrivata da poco in casa Marotta. È stata premiata la mia tranquillità, la voglia di fare. Mi sono sempre allenato con impegno, senza mai creare problemi, far gol è il giusto premio al mio lavoro. Credo che la vittoria di sabato scorso sia stata molto importante, per il morale e per il sottoscritto. Non lo nascondo, per un attaccante non è bello restare a secco per un po’ di tempo. Far gol invece dà fiducia».

Torrente ha sempre detto che, rotto il ghiaccio, Marotta non si fermerà più.

«Una frase per darmi coraggio, è impossibile che adesso non mi fermi più. Ma affronterò le prossime partite con molta piu calma».

Due vittorie, entrambe in trasferta. In casa, invece...

«Credo sia un caso. Il Bari è tutto nuovo. Solo Donati qui non vince da un anno».

La danza dopo il secondo gol. Ha ringraziato gli dei del pallone?

«Mi è venuta sul momento. Ero contento, avrei fatto qualsiasi cosa. Un gesto istintivo, non preparato. Mai segnato due volte dal dischetto nella stessa partita».

Chi è il rigorista designato?

«Il rigorista sono io. Ma domenica sarebbe toccato a De Paula. È stato quasi un segno del destino, l’ho sostituito e ho calciato».

Marotta non segna, Marotta non fa gol. Troppe critiche?

«Ho mangiato tanta m... in passato, sono stato in categorie molto inferiori rispetto alla B, sono abituato a lottare. Per me Bari era il massimo, volevo essere il titolare. Spero di diventare un attaccante importante per questa società».

Vita dura per le punte nel Bari.

«Sassuolo è stata importante per il risultato, ma sappiamo che non è stata una grande gara, non abbiamo mostrato un grande gioco. Si crea poco, non riusciamo a far girare bene la palla, a tenerla, per gli inserimenti di attaccanti, esterni, centrocampisti. Torrente è molto preparato, sa bene come far segnare... È questione di tempo, molti nuovi si sono adattati, devono capire cosa chiede il mister».

Fisicamente come è messo il Bari?

«Credo che non siamo al massimo, ma non si migliora da una settimana all’altra, in un lampo. Crediamo molto in Boggia, secondo lui piu avanti staremo meglio noi degli altri. Ci fidiamo e speriamo bene. Sennò...».

La rivolta dei “panchinari”. Lei e Forestieri decisivi.

«Un po’ è stato così. Capita a tutti “fare” panchina. Ma quando fai parte di una squadra, devi sentirti sempre importante. E farti trovare pronto e concentrato».

Modena ha fatto registrare anche un modulo nuovo.

Ma per me non è questione di modulo. Ma cambiando, giocando col tre quartista, la gestione della palla è stata un po’ piu fluida. A proposito, complimenti a Bellomo: 20 anni, ottimo esordio, ha giocato con personalità. Bravo Nicola».

Continua a correre spesso a vuoto, però.

«La mia caratteristica è quella di correre, tanto. Ma correre a vuoto non piace a nessuno. Bisogna migliorare nel pressing, tutti quanti assieme. Il pressing della punta deve essere seguito dal centrocampo e dalla difesa che sale. Se salta un movimento, diventa inutile tutto. Dobbiamo muoverci come se fossimo un corpo unico, non undici giocatori».

Cosa manca per vedere il calcio di Torrente?

«La fisicità. Il calcio del mister è dispendioso, ma se stai bene fisicamente ti dà grandi soddisfazioni. Riesci a creare tanto, a divertirti. Noi crediamo totalmente nel lavoro di Torrente»

Adesso servirebbe un gol su azione.

«Ma quelli dal dischetto sono buoni, eh... Spero comunque di riuscirci subito, non sono soddisfatto al cento per cento nonostante la doppietta».

Controprova al San Nicola, Livorno in arrivo.

«Il campo dirà se noi siamo carne o pesce».

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