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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:28

Maratona, la tarantina Console andrà alle Olimpiadi di Londra

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - L’amuleto di Berlino funziona ancora. Rosalba Console, sotto la porta di Brandeburgo, batte nuovamente se stessa nella maratona, firmando il nuovo record personale, che rappresenta il sesto primato italiano di sempre. All’arrivo-simbolo dell’unione tra Est e Ovest, l’atleta-mamma di Crispiano porta indietro le lancette del tempo ottenuto sugli stessi 42,195 chilometri nel 2009: 2 ore, 26 minuti e 10 secondi, in pratica 35 secondi in meno. «Sono felice non solo per il mio nuovo record, ma soprattutto perché questa prestazione mi lancia alle Olimpiadi di Londra che, dal dopo-maternità, sono il mio obiettivo principale»
Maratona, la tarantina Console andrà alle Olimpiadi di Londra
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - L’amuleto di Berlino funziona ancora. Rosalba Console, sotto la porta di Brandeburgo, batte nuovamente se stessa nella maratona, firmando il nuovo record personale, che rappresenta il sesto primato italiano di sempre.

All’arrivo-simbolo dell’unione tra Est e Ovest, l’atleta-mamma di Crispiano porta indietro le lancette del tempo ottenuto sugli stessi 42,195 chilometri nel 2009: 2 ore, 26 minuti e 10 secondi, in pratica 35 secondi in meno. «Sono felice non solo per il mio nuovo record - commenta dalla Germania Rosalba - ma soprattutto perché questa prestazione mi lancia alle Olimpiadi di Londra che, dal dopo-maternità, sono il mio obiettivo principale». Verissimo. A Berlino, dove Rosalba chiude in settima posizione (sesta la compagna Anna Incerti, che la scavalca nel ranking temporale italiano col suo nuovo 2:25:32) dopo aver interpretato un ruolo di primo piano sino ai 40 chilometri, si qualifica per la seconda Olimpiade della carriera, dopo Atene, quando firmò il sedicesimo posto. Allora aveva 25 anni, quasi 7 in meno di oggi (il 17 dicembre ne compirà 32), e onorò la «mamma» delle corse dell’atletica con il tempo di 2:35:36.

«Sembra un’eternità rispetto ad oggi - commenta la Console - ma nello sport è normale: il tempo può migliorare con gli anni, con la crescita tecnica e con l’esperienza. Oggi credo di più in me stessa. E questo grazie alla mia splendida figlia Francesca, che mi dà la carica, all’amore di mio marito Daniele - il maratoneta jesino Caimmi nato nello stesso giorno della moglie, che sulla soglia dei 40 anni dopo l’operazione ai tendini cerca lo strappo finale di carriera Ndr - e dei miei genitori che non smettono di darmi calore, nonostante siano giù al sud». Sì, perché quando possono, papà Domenico (pre-pensionato dell’Ilva) e mamma Antonietta (casalinga), lasciano la casa di via Verga per raggiungere la loro figliola e farle da baby sitter. «Ultimamente i miei genitori mi hanno seguito nel raduno azzurro di Livigno. Mentre lavoravo sotto la supervisione dell’allenatore della Nazionale Luciano Gigliotti - il “padre” dell’olimpionico Baldini Ndr - mia figlia era con i suoi nonni».

Berlino soddisfa Rosalba, che arricchisce il suo 2011 positivo. Il nuovo record sulla gara più lunga dell’atletica arriva dopo il quinto posto di Roma (2:29:15 a marzo) ed il record personale sui 10mila metri (32:47:70) che ad Oslo all’inizio di giugno aveva contribuito alla Coppa Europa delle azzurre. «Questo risultato mi fa credere in me stessa. Ora mi concentro unicamente su Londra».

Da qui all’appuntamento coi cinque cerchi, Rosalba effettuerà un programma mirato e non sfiancante. Non ci saranno altre maratone, ma una «mezza» nella vigilia della trentesima edizione dei Giochi. Il suo secondo appuntamento olimpico scatterà alle ore 11 inglesi del 5 agosto 2012. Allora, attorno alla «piccola» crispianese (è alta 160 centimetri, in strada fa il doppio del passo rispetto a molte concorrenti) ci saranno mostri sacri dell’atletica, come Florence Kiplagat, che ieri ha contribuito alla festa keniana a Berlino (record mondiale maschile di Patrick Makau Musyoki: 2:03:38), vincendo con il tempo di 2 ore, 19’ e 44”. Dato pesante rispetto al cronometro di Rosalba. «Non penso a questo gap. Le africane, lo sappiamo, sono fortissime, sebbene fugaci con le loro presenze. Io resto concentrata su me stessa. A Londra voglio arrivarci al massimo della condizione». Tenendo a bada anche i dolori all’addome che le si sono ripresentati negli ultimi due chilometri a Berlino. «Tutta colpa di un’appendicite operata non perfettamente da bambina all’ospedale di Taranto e che negli anni scorsi mi ha spinto a rioperarmi. Ma ora sto decisamente meglio. Penso di averlo dimostrato oggi… ».

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