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Angelozzi: Bari, bene ma non tutto è risolto

di FABRIZIO NITTl
BARI - Vittoria che allontana i cattivi pensieri e consente al Bari di restare nella «pancia» della classifica. Aspettando tempi migliori, quando magari la squadra «girerà» a pieno regime, avrà recuperato una sua precisa identità, riuscirà a soffrire meno e proporre un calcio un po’ più piacevole. Perchè, comunque, il successo sul campo del Sassuolo non cancella le perplessità emerse nel corso del primo mese di campionato. Tre punti che servono, però
Angelozzi: Bari, bene ma non tutto è risolto
di FABRIZIO NITTl

BARI - Vittoria che allontana i cattivi pensieri e consente al Bari di restare nella «pancia» della classifica. Aspettando tempi migliori, quando magari la squadra «girerà» a pieno regime, avrà recuperato una sua precisa identità, riuscirà a soffrire meno e proporre un calcio un po’ più piacevole. Perchè, comunque, il successo sul campo del Sassuolo non cancella le perplessità emerse nel corso del primo mese di campionato. Tre punti che servono, però. Al morale della squadra, ammaccato da tre giornate di magra (due sconfitte e un pareggio); a recuperare il sorriso; a lavorare con minore pressione. 

Angelozzi, cosa significa la vittoria sul campo del Sassuolo? «Ci regala un pizzico di fiducia in più, autostima. E consentirà alla squadra di affrontare la settimana con maggiore tranquillità». 
Tre punti d’oro, ma non tutto è risolto. Il Bari non è piaciuto molto. «Certo, c’è da lavorare. E tanto». 
Condizione atletica ancora precaria. Quando il Sassuolo nella ripresa ha alzato il ritmo, il Bari è andato in sofferenza. «Siamo stati meno brillanti, è vero, pur se siamo riusciti a procurarci due rigori. Ho parlato con Boggia (il preparatore atletico, ndr), mi ha assicurato che la squadra verrà fuori». 
Primo tempo con maggiore presenza, concorda? «Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra. Ha giocato con personalità».
Il portiere del Sassuolo però è rimasto inoperoso. «Non si crea molto, va perfezionata la fase propositiva. Serve magari maggiore cattiveria» . 
Un caso che il Bari abbia trovato maggiore compattezza con un modulo diverso? «Io credo che i “mali” del Bari siano addebitabili all’aspetto fisico e mentale». 
Sarà anche così, ma Torrente non ha schierato il consueto 4-3-3. «Diciamo che era un 4-3-3 con il vertice rivoltato».
I due mediani davanti alla difesa, cioé De Falco e Donati, hanno soddisfatto le aspettative? «Erano più “stretti” rispetto al solito e Donati ha avuto la possibilità di “alzarsi” un po’ di più. Poi due ali e un centrocampista in posizione più avanzata. Torrente, comunque, ha provato due-tre sistemi di gioco nel corso di questi mesi». Marotta. Finalmente si è sbloccato, anche se su calcio di rigore. «Sono felice per il ragazzo. Ha mostrato personalità entrando e realizzando dal dischetto dopo pochi minuti. Devo fargli i complimenti. Un segnale di grande carattere, proprio nel momento in cui era al centro di un periodo negativo. Speriamo che non si fermi più». 

Forestieri, croce e delizia. È entrato bene in partita, poi il cartellino rosso... «Sarà multato. Ha commesso due ingenuità, lasciando la squadra in dieci nel momento cruciale della partita, negli ultimi infuocati minuti. Deve crescere».
Diamogli però il merito di aver provocato il secondo rigore, quello decisivo. «È stato bravissimo. Non solo nella circostanza del calcio di rigore, ma nel modo di porsi, di giocare quando è stato chiamato in causa da Torrente».

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