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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:02

Lecce, a Siena   serve gara intensa

di MASSIMO BARBANO
SIENA - Una serie di accorgimenti per evitare di dover giocare, come spesso sta accadendo in questo inizio di campionato con una «partenza ad handicap» e chiede ai suoi giocatori di mantenere ritmi elevati. Così Eusebio Di Francesco ha preparato questa partita con il Siena, avversario che tiene sotto osservazione da diversi giorni. «Li ho visti giovedì sera con la Roma - dice il tecnico del Lecce - e ho tratto l'impressione che avrebbero anche potuto raccogliere il bottino pieno.
Lecce, a Siena   serve gara intensa
di MASSIMO BARBANO

SIENA - Una serie di accorgimenti per evitare di dover giocare, come spesso sta accadendo in questo inizio di campionato con una «partenza ad handicap» e chiede ai suoi giocatori di mantenere ritmi elevati. Così Eusebio Di Francesco ha preparato questa partita con il Siena, avversario che tiene sotto osservazione da diversi giorni. «Li ho visti giovedì sera con la Roma - dice il tecnico del Lecce - e ho tratto l'impressione che avrebbero anche potuto raccogliere il bottino pieno. 

Il Siena ha interpretato la partita nel migliore dei modi, aspettando gli avversari ametà campo. Ha giocato con molta fisicità rispetto alla partita che aveva fatto contro la Juventus domenica scorsa, cercando di partire sugli esterni. Tuttavia con noi sarà un'altra partita».

Di Francesco prova a prevedere quale sarà l'atteggiamento che i bianconeri riserveranno al Lecce. «Saranno meno attendisti - dice - anche perché giocano in casa e dovranno fare loro la partita. Poi, se dovesse rientrare D'Agostino perderebbero qualcosa in fisicità, ma avrebbero di più sul piano della qualità e delle geometrie in mezzo al campo».

Così le contromisure che l'allenatore ha chiesto ai suoi. «Ho chiesto una condotta di gara molto forte sul piano della intensità e dell'aggressività - continua - da parte loro, sono una squadra che sta molto bene dal punto di vista fisico, credo che ne verrà fuori una partita ad alti ritmi, specialmente nel primo tempo».

L'altra esigenza indilazionabile è quella di «chiudere la porta» ed evitare quelle amnesie iniziali che mettono la strada in salita. Ma Di Francesco sottolinea che questo problema non è dovuto alla carenza difensiva. «Almeno non ad una carenza di reparto - rimarca l'allenatore - contro l'Atalanta il primo gol è frutto di più valutazioni individuali sbagliate. Non si può battere così un fallo laterale in una fase “schiacciata” della partita, quando hai addosso la pressione degli attaccanti avversari. Lo stesso rinvio del portiere è un esempio di questo. È vero che io chiedo di giocare sempre la palla e di non gettarla, ma è un concetto che va letto nelle singole situazioni e va adeguato. Anche a Bologna stava per accadere qualcosa del genere con quel retropassaggio di Tomovic all'inzio della partita. Anche in quel caso non possiamo parlare di errore di reparto, ma di valutazione sbagliata del singolo giocatore».

L'altro problema evidenziato dalla partita con l'Udinese e dalla dicotomia di rendimento fra il primo e il secondo tempo non è, ad avviso di Di Francesco, indicatore di una carenza di tenuta atletica della squadra che pure, aveva speso molto nella prima frazione di gioco. Nega quindi che, per Siena, abbia dato una consegna di dosare le forze per non trovarsi in debito di ossigeno nella seconda parte della gara. «Intanto mi chiedo se, una volta andati in svantaggio dopo tre minuti non avessimo messo in campo quella intensità di gioco. Che cosa si sarebbe detto? Che eravamo una squadra senza spina dorsale ed incapace di reagire. Invece, non ci siamo intimoriti ed abbiamo condotto un primo tempo a livelli elevatissimi. È evidente che in una situazione del genere, c'è un notevole dispendio di energie, ma non potevamo giocare come se fossimo stati ancora sullo zero a zero. E nel secondo tempo non è vero che non si è giocato - prosegue l'allenatore - al contrario, si è tenuta in piedi la partita fino all'ultimo, con la squadra in inferiorità numerica e con gli avversari che, pur in undici contro dieci, si mantenevano ben coperti e puntavano sul contropiede. La squadra ha tenuto e se avesse avuto un pizzico di fortuna, alla fine, avrebbe anche potuto pareggiare la partita».

Infine uno sguardo ai quadri del Siena e agli uomini da tenere maggiormente sotto controllo. «In primo luogo Brienza - sostiene l'allenatore - è un giocatore che ho inseguito l'anno scorso. Un elemento dotato di fantasia che può decidere la partita con una giocata. Attenzione poi a Calaiò ed a Gonzalez, un attaccante quest'ultimo che ha forza e tecnica, bisognerà tenerli d'occhio».

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