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Domenica 22 Ottobre 2017 | 08:25

Calcio volento Vietato lo stadio a 7 tifosi del Nardò

NARDO' - Sette denunce e altrettanti Daspo per i disordini dopo l’amichevole Nardò-Gallipoli del 21 agosto scorso. Destinatari sono altrettanti tifosi granata, quattro dei quali, maggiorenni, puniti con il divietodi entrare negli stadi per due anni, gli altri tre, minorenni, per un anno. I teppisti si resero responsabili di lancio di pietre e bottiglie contro la polizia
Calcio volento Vietato lo stadio a 7 tifosi del Nardò
NARDO' - Stadio vietato per sette giovani. È arrivato il «conto» della Giustizia per la notte di violenza del 21 agosto scorso dopo l’incontro amichevole fra il Nardò e il Gallipoli.

Su segnalazione del commissariato di polizia di Nardò, la Questura di Lecce ha emenato per quattro di loro, maggiorenni, il Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive) di due anni; per gli altri tre, ancora minorenni, l’inibizione è di un anno. Per tutti e sette, anche una denuncia penale per il reato di lancio di materiale pericoloso.

Il provvedimento giunge a conclusione di un’attività investigativa condotta dagli agenti del commissariato di Nardò anche attraverso l’ausilio dei filmati effettuati in quella serata dal personale della polizia scientifica.

Gli episodi di intemperanza si verificarono al termine della partita, che fu vinta dal Gallipoli (0-1 con rete di Renis in apertura del secondo tempo), quando dalla tribuna dove erano sistemati i tifosi del Nardò, un gruppo di giovani (alcuni dei quali travisati) lasciavano gli spalti per dirigersi rapidamente verso il settore riservato ai tifosi ospiti, dove c’erano circa 60 gallipolini in attesa di essere convogliati nel deflusso.

A questo punto, gli agenti di polizia presenti allo stadio in servizio di ordine pubblico intervennero per evitare che le due tifoserie venissero in contatto fra di loro. Così, i poliziotti organizzarono uno sbarramento in prossimità dell’incrocio del distributore Agip adiacente allo stadio, per evitare disordini. Ma, sprezzanti delle forze dell’ordine, i teppisti iniziarono a lanciare pietre e bottiglie contro la polizia. Gli incidenti si protrassero per oltre un’ora, tanto da rendere necessario l’intervento di un contingente del reparto Mobile grazie al quale la polizia riuscì a riportare la calma e a mettere in sicurezza la tifoseria ospite che potè finalmente lasciare lo stadio. Intanto c’è da registrare che uno dei giovani destinatari dei Daspo ha già ricorso contro il provvedimento in quanto era a lavorare e non poteva essere quella sera allo stadio. E il gip Ines Casciaro gli ha dato ragione e non ha convalidato l'obbligo di firma. Probabilmente si tratta di uno scambio di persona. Infatti, quel giorno lavorava come commesso in un paese vicino, e, in quanto giorno di festa, il suo impegno si è protratto fino a tarda serata. Del suo “alibi” c'è una dichiarazione del datore di lavoro. Ora i suoi avvocati, Pinuccio Milli e Giuseppe Ienuso, ottenuta la revoca dell'obbligo di firma) chiederanno anche la revoca del Daspo che è, invece, un provvedimento amministrativo emesso dal questore.

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