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La rincorsa del Lecce all’esame Atalanta

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Il Lecce atteso alla conferma dei progressi mostrati nella serie A di calcio nella partita di Bologna. Stasera contro un’Atalanta che è partita a razzo nel tentativo di annullare l’handicap della penalizzazione, Giacomazzi e compagni devono dimostrare che quella di Bologna non è stata la rondine isolata che non fa primavera, ma, al contrario, un sigificativo segnale di crescita. L’allenatore Eusebio Di Francesco conferma che la crescita c’è e ne scandisce le modalità e la tempistica
La rincorsa del Lecce all’esame Atalanta
di Massimo Barbano

LECCE - Il Lecce atteso alla conferma dei progressi mostrati nella partita di Bologna. Stasera contro un’Atalanta che è partita a razzo nel tentativo di annullare l’handicap della penalizzazione, Giacomazzi e compagni devono dimostrare che quella di Bologna non è stata la rondine isolata che non fa primavera, ma, al contrario, un sigificativo segnale di crescita.

L’allenatore Eusebio Di Francesco conferma che la crescita c’è e ne scandisce le modalità e la tempistica.

«Difficile fare percentuali» - dice - «perchè si fa presto ad alzarle o ad abbassarle in base alle prestazioni ed ai risultati. Dico soltanto che la squadra ha ancora margini di crescita, nel senso che non ho voluto fare una preparazione “forte”, per partire subito al massimo, ma ho preferito cercare di mantenere un certo rendimento in maniera costante. Se avessi voluto partire a razzo avrei fatto lavorare meno la squadra per averla subitopiù brillante, ma ho creduto che fosse più giusto dare un equilibrio generale al lavoro per arrivare fino alla fine in buone condizioni. Questo, significa che dobbiamo ancora migliorare molto».

Quella di stasera è una partita da prendere con le pinze, perchè il Lecce ha la necessità di conquistare la prima vittoria davanti al proprio pubblico e per le credenziali con le quali l’avversario di turno si presenta in Salento.

«L’Atalanta è una squadra che ha grande fisicità, anche a livello di impostazione, reparti molto corti, cattiveria agonistica, aggressività, corsa» - dice Di Francesco che conosce molto bene i metodi di Colantuono - «è un allenatore che io ho avuto quando giocavo, a Perugia. A livello caratteriale la squadra rispecchia un pò il suo allenatore».

In più, sembra che quello che poteva essere un pesante fardello, cioè la penalizzazione in classifica, stia diventando uno stimolo ed una motivazione in più per la formazione neroazzurra.

«È una partita durissima in questo momento del campionato» - spiega il tecnico del Lecce - «anche perchè loro, hanno svolto una tipologia di lavoro per partire subito molto forte, dal loro punto di vista giustamente, perchè vogliono togliersi di dosso quanto prima il peso di quella penalizzazione e sono già arrivati a meno due».

A Bologna Di Francesco aveva indicato Diamanti come l’uomo da tenere d’occhio. Nell’Atalanta, il punto critico sarà invece tutto il reparto offensivo. «È un attacco da prendere con le molle» - dice - «in avanti hanno un giocatore come Denis che li fa girare e poi Moralez molto bravo ad attaccare gli spazi nei primi metri. È un brevilineo di grande rapidità e nei primi metri è veramente incontenibile».

Per battere l’Atalanta Di Francesco chiede ancora alla squadra di proseguire sulla strada del possesso di palla ben gestita nella trasferta di Bologna. Un copione che sarà la caratteristica del Lecce di quest’anno portato più a giocare la palla che non a lanciarla. «Ci sono sicuramente dei momenti in cui la verticalizzazione immediata può essere efficace» - continua Di Francesco - «ma come concetto non possiamo non proseguire su un certo sistema di gioco. Abbiamo dato una impostazione di base e dobbiamo portarlo avanti. Ci sono partite e partite. Forse l’Atalanta ci permetterà di meno di fare possesso di palla e di giocare con la facilità che abbiamo avuto contro il Bologna».

Allora anche il Lecce dovrà adeguarsi al gioco stretto e duro. «Quello che ho chiesto ai ragazzi è soprattutto di non concedere spazi e di mettersi subito sotto palla» - continua il tecnico - «è fondamentale, ma non solo con l’Atalanta. Anche perchè per fare un buon possesso di palla, occorre preventivamente non allungarsi, in pratica va evitato quello che è successo contro l’Udinese, ma di riuscire sempre ad essere corti, sia quando si va ad aggredire in avanti, che quando si va a difendere. Dobbiamo essere bravi a incidere lì dove sono le loro lacune».

Ma quali sono le lacune degli avversari?

«In avanti sono molto rapidi, ma anche in difesa sono molto massicci, per me i quattro difensori sono quattro centrali, quindi tutti portati a difendere. Con una difesa così ermetica quello che ci vuole è l’immediatezza nell’attacco degli spazi».

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