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Bari, così non va solo pari con la Nocerina

Il secondo pareggio interno del Bari al San Nicola contro la Nocerina (1-1) è stato salutato dai fischi della tifoseria di casa delusa dalla prova degli uomini di Torrente. Al 31' Rivas ha portato in vantaggio il Bari al termine di un’azione costruita da Bogliacino e De Paula. Nella ripresa il pareggio di Farias al 28' al termine di un’azione insistita
Bari, così non va solo pari con la Nocerina
Bari-Nocerina 1-1

BARI (4-3-3): Lamanna 6; Crescenzi 7, Borghese 6, Dos Santos 5.5, Garofalo 5 (33'st Marotta sv); De Falco 5, Donati 6, Bogliacino 5.5 (9'st Rivaldo 6); Defendi 5.5, De Paula 6, Rivas 6.5 (24'st Polenta 6). In panchina: Koprivec, Ceppitelli, Scavone, Forestieri. Allenatore: Torrente 5 
NOCERINA (3-4-3): Gori 5.5; Nigro 5 (20'st Plasmati 6), Di Maio 5, Filosa 5; Del Prete 6, Bruno 6 (18'st Marsili 6), De Liguori 6.5, Bolzan 6; Negro 6.5 (34'st Alcibiade sv), Castaldo 6, Farias 6.5. In panchina: Russo, Scalise, Sacilotto, Catania. Allenatore: Auteri 6.5 
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa 6 

RETI: 31'pt Rivas, 29'st Farias NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori: Paganti 1.921, incasso di 25.563,00, abbonati 4.440, quota 28.000 euro. Ammoniti: Donati, Rivaldo, De Falco, Farias. Angoli: 7-1 per la Nocerina. Recupero: 1'; 4'.

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di FABRIZIO NITTI

BARI - Un punto guadagnato. Il Bari riesce a non perdere ed è una buona notizia. Piovono fischi sul San Nicola quando Tommasi mette fine ad una partita che lascia ancora una volta interdetti e sconcertati. Perché vedere la Nocerina neopromossa dominare, in particolare nel secondo tempo, giocare a calcio, seguire un filo logico, non scomporsi mai, non può lasciare indifferenti. Attenzione: Nocerina che, poi, non è certo «gonfia» di valori tecnici di primo livello. Una squadra organizzata, questo sì. Che si muove, bene, come fosse un unico corpo con qualche falla in difesa. Il blocco rossonero si piazza lì è alla fine non può non recriminare per una vittoria che sarebbe stata sacrosanta, per il volume di gioco offerto, per le occasioni prodotte, per il modo di porsi, per la gestione di tutto il match, per aver voluto con forza e convinzione rimontare. E così come accaduto con Fortunato dell’Albinoleffe, anche Auteri tira fuori dalla panchina quella mossa (Plasmati per un 4-2-4 dal 3-4-3 iniziale) che dà alla partita la scossa giusta. Un pizzico di qualità in più in avanti, una «lettura» diversa in qualche occasione e la Nocerina avrebbe festeggiato con merito la seconda vittoria esterna. C’è poi il Bari. 

Così come è questa squadra difficilmente potrà ambire a qualcosa di diverso da un campionato di mezza classifica. Un Bari senza una identità precisa, alla ricerca di una idea di gioco convincente, forse ancora inconsciamente sicuro di poter fare una passeggiata in serie B. Inizia discretamente, costruendo qualche buona opportunità: Gori respinge su Defendi e Rivas in avvio di partita, replicando un intervento salva risultato sullo stesso ex atalantino quasi a metà del primo tempo; passa in vantaggio anche con merito se vogliamo (De Paula se ne va in contropiede e pesca Rivas, esecuzione con il batticuore e palla in rete), pur subendo la maggiore quadratura tattica avversaria e rischiando ugualmente la rete nocerina (Del Prete rimpallata da Garofalo, Farias bloccato da Lamanna, Di Maio sprecone su azione da calcio d’angolo). Ma l’impressione è che vada avanti a strappi, denunciando limiti in fase di interdizione, ma anche lacune in fatto di proposta offensiva. Mai i biancorossi hanno dato la sensazione di essere padroni del match, di potersi impossessare della partita, di mettere il marchio su quella che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere la sfida del rilancio. Il 4-3-3 di Torrente, è in una fase molto, ma molto embrionale. 

Difetta di movimenti interni, di geometrie, soprattutto di dinamismo. La «luce» non si accende e per le punte, Marotta o De Paula che siano, la vita lì davanti si fa sempre più dura. È il congegno Bari che non va, non funziona. Si muove e corre male, «pensa» poco, gioca di meno, si sfalda, regala campo e imbarca dosi di insicurezza, paura. E quando finisce la benzina, poi, troppo presto rispetto agli avversari e non è la prima volta che succede, resta sul campo come un pugile in attesa del colpo del kappaò. Dovrebbe quindi aggrapparsi all’esperienza dei suoi uomini, giocare con intelligenza, limitare i danni e provare a ripartire. Non fa neppure quello. Il pareggio degli ospiti sgorga naturale, al culmine di un periodo di dominio inequivocabile. Farias facile, facile dopo scambio con Plasmati. E per fortuna si divora letteralmente la palla del sorpasso a 10’ dal termine, sparando alto a porta praticamente vuota. Capirete, quindi, come il quadro clinico di questo Bari non sia dei migliori, almeno in questo momento storico. Tante le cose che non vanno, le situazioni che Torrente dovrà analizzare e far sue, magari «ripensando» anche il modulo iniziale, viste le caratteristiche globali di una squadra che fa fatica a metabolizzare i movimenti del 4-3-3. Il quinto in cinque giornate, alla fine, è accolto con un sospiro di sollievo dal San Nicola. Resta una sola vittoria, all’ultimo minuto sul campo del Modena. Troppo poco, così non va.

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