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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:08

Bari, vincere è un imperativo

di FABRIZIO NITTI
BARI - Ferito dalle due sconfitte consecutive, il Bari prova a rimettersi in marcia per evitare che si dilati il cuscinetto di punti che separa dall’alta classifica. Il cliente, scomodo, è la Nocerina di Auteri, tecnico emergente avvicinato in passato alla panchina biancorossa. Quattro punti a testa in classifica, campani che in trasferta hanno vinto una volta e lasciato buona impressione anche nella sconfitta di Modena contro il Sassuolo
Bari, vincere è un imperativo
di FABRIZIO NITTI

BARI - Ferito dalle due sconfitte consecutive, il Bari prova a rimettersi in marcia per evitare che si dilati il cuscinetto di punti che separa dall’alta classifica. Il cliente, scomodo, è la Nocerina di Auteri, tecnico emergente avvicinato in passato alla panchina biancorossa. Quattro punti a testa in classifica, campani che in trasferta hanno vinto una volta e lasciato buona impressione anche nella sconfitta di Modena contro il Sassuolo.

Momenti abbastanza simili per biancorossi e campani, considerato che sia Bari che Nocerina giungono al faccia a faccia sulla scia di sconfitte «pruriginose». In entrambe, dunque, si agita la voglia di rivalsa, di ripartire, di recuperare il terreno perduto.

SCOSSE DI ASSESTAMENTO -Torrente è il primo a non cercare alibi e il fatto non può che fargli onore. Ma un’analisi approfondita e serena, scevra da preclusioni, non può non tenere in debito conto che «questo» Bari è un altro Bari rispetto a quello sul quale il tecnico ha lavorato fino alla fine di agosto. Metà squadra, per la precisione. Partendo da Crescenzi, menomato nel suo inserimento dalla vicenda «piatto volante», fino a Bogliacino, «toccando» De Falco, De Paula e Garofalo. Gente che si è ritrovata in un contesto tattico e ambientale completamente nuovo. Ma le stesse difficoltà le ha incontrate l’allenatore, passato da un organico più «grintoso» ad uno decisamente col tasso tecnico più elevato. Il tempo, quindi, non potrà che giocare a favore di Torrente. Fermo restando, ovviamente, che meno se ne sprecherà e meglio sarà nell’economia del campionato. 

VOTARE LA FIDUCIA - È il minimo che si possa fare. Concedere fiducia ad un Bari rinnovato in sostanza due volte. La partenza lenta in campionato, i quattro punti in quattro giornate, di certo non rappresentano il top delle aspettative. Ma è il dazio da pagare alla ricerca di una nuova e precisa identità di squadra, di una squadra in grado di giocarsela con gli altri ad armi più o meno pari. Anche fra alti e bassi (il secondo tempo contro l’Albinoleffe e il primo di Padova) i biancorossi hanno comunque mostrato spirito di sacrificio e carattere. Ingredienti ai quali andrà aggiunta la «qualità» degli ultimi acquisti e un più deciso quadro tattico, senza timore di andare verso opzioni nuove. Le scelte odierne vanno proprio in tal senso. Restano a casa Caputo e Kopunek, spazio a Rivas, in bilico sia Marotta che Forestieri, De Paula candidato a giocare da centravanti puro. 

IL NEMICO… IN CASA - San Nicola terra di conquista ormai da un anno. Una pressione invisibile e fastidiosa che rischia di andare a intaccare i circuiti mentali della squadra. In verità rispetto al settembre del 2010, quando si è fermato il tempo, ci sono soltanto Donati e Rivas. Ma è chiaro come l’argomento sia «sentito» e discusso anche da tutti gli altri. Un muro da abbattere, un incantesimo da spezzare. Siamo sicuri che una volta mandato in frantumi il tabù, questo Bari «giocherà con l’aria» anche in casa. Dove, non dimentichiamolo, si costruiscono le grandi vittorie.

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