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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:00

Calcio / Serie A - Inter batte Lecce 2-1

I salentini beffati al 90° con un rigore segnato da Adriano
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Inter - Lecce 2-1 (1-1)

• INTER (4-4-2): Carini 5, J.Zanetti 6, Cordoba 6.5, Mihajlovic 6, Favalli 5.5 (26' pt Ze Maria 6), Van Der Meyde 5.5 (22' st Cruz 6), Cambiasso 6.5, Stankovic 5, Veron 6, Martins 6, Adriano 5.5. (1 Toldo, 23 Materazzi, 8 Davids, 18 Kily Gonzales, 21 Karagounis). All.: Mancini 6.

• LECCE (4-3-3): Sicignano 6.5, Angelo 6, Diamoutene 5, Stovini 5.5, Rullo 5.5, Cassetti 7, Dalla Bona 5, Giacomazzi 5, Konan 6, Bjelanovic 5 (26' st Valdes 5), Pinardi 6.5. (12 Anania, 26 Paci, 81 Abruzzese, 23 Marianini, 7 Eremenko, 9 Vucinic). All.: Zeman 6.

• Arbitro: Rodomonti di Roma 5.5.
• Reti: nel pt 21' Pinardi, 26' Cordoba; nel st 44' Adriano (rigore).
• Angoli: 16-2 per l' Inter.
• Recupero: 2' e 4'.
• Ammoniti: Dalla Bona e Angelo per gioco falloso. Spettatori: 50 mila.

** I GOL: - 21' pt: Pinardi tira da distanza ravvicinata, parata di Carini, sempre Pinardi anticipa Cordoba e segna.
- 26' pt - Cordoba colpisce di testa su angolo di Mihajlovic e insacca alla sinistra di Sicignano.
- 44' st - Adriano segna su rigore concesso per un fallo di Angelo su Cruz in area.

MILANO - Il Lecce è furioso, ma smaltirà presto la rabbia per la sconfitta (2-1) maturata sul campo dell'Inter. Perdere a un minuto dal 90' su rigore (e sono dieci a sfavore!) fa male, soprattutto quando, una volta in vantaggio, si viene raggiunti e poi superati per una decisione arbitrale ritenuta penalizzante. Visto il confronto nel complesso, però, c'è poco da recriminare. Per accettare l'esito di un confronto che solo per l'imprevedibilità del gioco del calcio si è sviluppato in modo tale da costringere i padroni di casa a inseguire, basti considerare le occasioni dei neroazzurri (innumerevoli) e quelle dei giallorossi (pochine), conseguenza di una supremazia netta della squadra di Mancini, a volte schiacciante (per conferma, chiedere a Sicignano). Presa coscienza del verdetto del campo, e dei motivi che lo hanno determinato, in Salento sapranno consolarsi (sempre che non abbiano ancora velleitarie prospettive europee) con l'aver contenuto in classifica gli effetti del risultato. I punti di vantaggio sulla terz'ultima (nell'occasione, il Brescia) restano congrui: erano dieci, sono nove dopo la ventisettesima giornata, cioè a undici partite dalla fine (e sabato 12 c'è la possibilità di rifarsi contro la Fiorentina nell'anticipo pomeridiano).
Come previsto, nel Lecce, oltre a Ledesma squalificato, non c'è Vucinic (problemi alla caviglia destra), che però va in panchina. Zeman schiera Angelo esterno destro di difesa, con Cassetti che sale a centrocampo, formato anche da Dalla Bona (in mezzo) e da Giacomazzi (per l'occasione a sinistra). In attacco, Konan, Bjelanovic e Pinardi formano il tridente. Mancini mette tra i pali Carini (Toldo è indisponibile per una forma allegica da antibiotici), in difesa Mihajlovic (e non Materazzi) e, vista l'assenza di Emre e, soprattutto, di Cristiano Zanetti (entrambi alle prese con l'influenza), decide di inserire a centrocampo Van Der Meyde a sinistra con Cambiasso e Veron centrali e Stankovic a destra (ma l'argentino e il serbo si scambieranno le posizioni). Fuori causa Vieri e Recoba, sono Adriano (100 partite in serie A) e Martins (entrambi in gol nella gara di andata in Salento finita 2-2 con doppietta di Bojinov) le bocche di fuoco nerazzurre.
Il ritmo è subito elevato. L'Inter, tagliata fuori definitivamente dalla lotta scudetto, è alla ricerca di un posto in Champions League. La voglia di riscatto contagia Adriano (immusonito per l'esclusione nel derby), che svaria lungo il fronte d'attacco con Martins in posizione di attaccante centrale. Dopo un paio di cross pericolosi (il primo al 3', deviato da Diamoutene, che rischia l'autogol; il secondo al 4', su cui Stankovic si avventa di testa), sono proprio le due punte a creare le occasioni migliori: al 7' il brasiliano scarica il sinistro costringendo Sicignano a respingere con i pugni; all'11' Martins imita il compagno e, sulla parata del portiere leccese, Cassetti toglie dalla porta la ribattuta di Cambiasso.
La mossa Van Der Meyde mette in crisi, almeno in fase difensiva, l'asse Angelo-Cassetti. E non solo. L'atteggiamento aggressivo dei neoazzurri è contenuto con affanno dai giallorossi, che al 15' rischiano nuovamente di capitolare: Martins serve Stankovic, il cui diagonale sfiora il palo opposto. Il Lecce stenta a uscire (si registra solo un sinistro di Konan al 6'), ma si ritrova inaspettatamente in vantaggio al 21': rapido ribaltamento di fronte (lancio di Dalla Bona per Cassetti), palla in area e Pinardi sbuca, dopo un rimpallo, segnando (era l'unico tra gli attaccanti ancora a secco), al secondo tentativo (Carini si oppone sul primo).
La reazione dell'Inter è immediata e veemente: pallonetto senza pretese di Stankovic al 23'; bolide di Adriano smanacciato da Sicignano al 25'; sempre il brasiliano, servito al 26' da Cambiasso, sbaglia il controllo e permette il recupero di Diamoutene, che intercetta il tiro. La rete del pareggio è nell'aria e giunge al 26', subito dopo l'ingresso in campo di Ze Maria (va a destra con Javier Zanetti che si sposta dall'altra parte al posto dell'infortunato Favalli): corner di Mihajlovic e stacco di Cordoba, su cui nulla possono Diamoutene (che si fa battere in elevazione) e Sicignano.
La forza d'urto dell'Inter è impressionante: induce la difesa avversaria anche a errori clamorosi, come quello di Diamoutene, che rimette in mezzo all'area un pallone con Sicignano fuori dai pali (per fortuna Stovini è piazzato al posto giusto); nello stesso tempo, rende sempre più rare le ripartenze del Lecce (al 35' ci prova dalla distanza Cassetti, che cresce col passare dei minuti). Cosicché si assiste a un forcing che assomiglia a un assedio, reso vano, fino al termine del primo tempo, da Sicignano, che manda in angolo al 36', su tiro da 35 metri di Ze Maria, e al 44', su un sinistro di Martins. Per completare l'opera, blocca una punizione di Mihajlovic al 47'. Solo su Stankovic (45') non è necessario intervenire.
Soltanto l'intervallo interrompe il martellamento. Tanto è vero che al rientro dagli spogliatoi l'Inter riprende il comando delle operazioni. Il filtro del centrocampo leccese non funziona, nemmeno con Giacomazzi in mezzo (sulle orme di Veron) e Dalla Bona a sinistra, nella posizione solita. Si avverte l'assenza di Ledesma, il suo senso della posizione e la capacità di rallentare il gioco e di accelerare a seconda delle necessità. Nel primo quarto d'ora della ripresa i salentini vanno in crisi: al 47' Martins in profondità per Adriano, che resiste al ritorno di Rullo e calcia sfiorando il palo; al 48' il diagonale è di Cambiasso, Sicignano si salva con i piedi; al 51' si accende il flipper nell'area leccese col portiere che si ritrova la palla, toccata da Cambiasso, tra le mani; al 57' Dalla Bona sbaglia un passaggio mettendo in moto Van Der Meyde, che si invola, si accentra e fa fare ancora un figurone a Sicignano (l'azione prosegue, ma Dalla Bona rimedia sfilando la palla a Martins prima che possa inquadrare la porta).
Un sinistro di Cassetti al 65' (Carini sventa) sembra modificare l'inerzia dell'incontro. L'Inter respira, il Lecce guadagna metri. Mancini (67') toglie Van Der Meyde (a corto di fiato) e inserisce Cruz (che fa da sponda, con ai lati Adriano, fasciato per un colpo alla testa, e Martins). Zeman (72') rinuncia a Bjelanovic per inserire Valdes (Konan diventa punta centrale) subito dopo un'iniziativa dell'ivoriano (71'), che al limite dell'area esegue un doppio dribbling su Cordoba e Mihajlovic senza riuscire però a completare l'azione personale. I salentini si rendono pericolosi anche al 79', quando Pinardi cerca di scavalcare Carini, intervenuto con le mani proprio sulla linea dell'area di rigore per fermare Konan, in posizione regolare su lancio di Giacomazzi.
Insomma, dopo tanto penare, il Lecce può addirittura sognare il colpaccio. Perché l'Inter continua a cercare il 2-1, ma tende a scoprirsi. Solo Cambiasso si mantiene basso per garantire equilibrio e accorciare la squadra. Anche Veron e Stankovic spingono. La squadra di Zeman, però, in grado per quasi tutta la gara di resistere, deve capitolare all'89' su calcio di rigore, il decimo fischiato contro, contestato dal tecnico boemo (che per protesta se ne va negli spogliatoi) e dai giocatori giallorossi: su assist di Adriano, Cruz si infila regolarmente tra Angelo e Diamoutene; l'argentino sta per controllare di petto la sfera, Angelo (sarà anche ammonito) interviene, secondo l'arbitro Rodomonti toccando, sia pure involontariamente, l'avversario (per il Lecce, invece, il difensore brasiliano prende il pallone). Stavolta a Sicignano non riesce il miracolo: Adriano trasforma dal dischetto e decide la gara tornando al gol (il quindicesimo) dopo quasi tre mesi (sempre dagli undici metri, aveva segnato al Siena il 12 dicembre).
G. Flavio Campanella

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