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Martedì 24 Ottobre 2017 | 05:46

Calcio/Serie B - Il Bari fermato dal Crotone

Nell'anticipo della 29ª giornata, i biancorossi hanno pareggiato 0-0 contro i calabresi. Recriminazioni per due fuorigioco inesistenti. Santoruvo due volte vicino al gol della vittoria • L'Empoli a valanga, la Salernitana ferma il Torino • I risultati di C1, C2 e D
BARI-CROTONE 0-0 (0-0)

Bari (4-3-2-1): Gillet; Brioschi, Sibilano, Micolucci, Michele Anaclerio; La Vista, Gazzi (82'Lipatin), Rajcic; Romanelli (46' Antonioni), Luigi Anaclerio (85' Pagana); Santoruvo. All. Carboni.
Crotone (3-5-2): Mirante; Maietta, Porchia, Scardina; Foggia (69' Ciarcià), Cardinale, Paro, Konko, Galardo; Russo, Vantaggiato (54' Guzman, 89' Cevoli). All. Agostinelli.
Arbitro: Cruciani di Pesaro.
Espulso: Paro (C) per doppia ammonizione.
Ammoniti: Maietta, Cardinale, Paro (C); Brioschi, Sibilano (B).

BARI - Nessuno si scandalizzi. Il Bari che pareggia (o perde) al San Nicola non è una novità. Stavolta a beneficiarne è il Crotone, che, pur essendo una delle peggiori squadre del campionato (così dice la classifica: 27 punti dopo l'anticipo della ventinovesima giornata di serie B), riesce a non prendere gol e a portarsi a casa uno 0-0 messo in serio pericolo soltanto nell'ultimo quarto d'ora (recupero di 5' compreso) giocato in inferiorità numerica per l'espulsione di Paro. I biancorossi possono addurre attenuanti, visto che hanno affrontato l'impegno in emergenza, così come hanno da recriminare (per due volte sono stati fermati per fuorigioco inesistenti). Restano, però, un'occasione persa (con 35 punti in saccoccia, la zona retrocessione resta sempre vicina) e la consapevolezza di aver impegnato davvero il portiere avversario soltanto al 91'.
Di buono c'è che Carboni ormai ha plasmato una squadra che, anche se largamente rimaneggiata, perlomeno mantiene un'identità. Non sarà di qualità eccelsa, di sicuro è inadatta a lottare per un obiettivo che non sia quello della permanenza, ma non si smarrisce e ha imparato ad adattarsi alle circostanze, anche tattiche. Contro i calabresi il tecnico dei baresi deve rinunciare a Bellavista, Scaglia, Carrus e Dionigi per squalifica e a Doudou e Goretti per infortunio. Decide per uno schieramento che possa dare sostegno a Santoruvo in attacco, ma che impedisca agli avversari di godere della superiorità numerica a centrocampo: fermo restando i quattro difensori (che, da destra a sinistra, sono Brioschi, Sibilano, Micolucci e Michele Anaclerio), Carboni presenta una linea mediana a tre con la Vista, Gazzi e Rajcic. Il 4-3-2-1 inedito si completa con Romanelli (che parte prevalentemente dal versante destro) e Luigi Anaclerio: sono loro a scambiarsi posizione e a dover fare da raccordo tra il centrocampo e l'unica punta.
Anche Agostinelli deve cambiare, visto che mancano per squalifica i difensori Rossi e Gastaldello. Il rientrante Porchia va al centro della retroguardia composta anche da Maietta a destra e Scardina a sinistra. In mezzo sono in cinque se il possesso di palla è del Bari, in quattro in fase offensiva. E' a destra che Agostinelli gioca inizialmente le sue carte. Chiede a Foggia di fare l'ala quando si tratta di costruire e a Cardinale (che all'occorrenza è pronto anche a fare il quarto di difesa) di coprirgli le spalle. Poi, intorno alla mezz'ora (due sole conclusioni intanto: al 4' di Russo per il Crotone e al 6' di Santoruvo per il Bari) pensa di lasciare Foggia libero di fare il trequartista a tutto campo.
Sembra una partita di scacchi più che di calcio. Quando Carboni risponde al collega rispolverando il 4-4-2 (La Vista si sposta a sinistra e Romanelli indietreggia a destra), Agostinelli riporta Foggia nella posizione iniziale. Stavolta l'allenatore del Bari non si fa indurre in tentazione e mantiene il modulo che i giocatori preferiscono. Tanto che, con La Vista cursore e Luigi Anaclerio più a suo agio da seconda punta, la pericolosità dei biancorossi aumenta. Per esempio, si arriva più spesso sul fondo: al 40' traversone di La Vista, colpo di testa di Luigi Anaclerio in mezzo all'area, dove però non ci sono compagni; al 41' cross di Michele Anaclerio e incornata di Sibilano, che per l'arbitro si appoggia a un avversario.
Conclusioni nello specchio della porta, dunque, non se ne vedono. Fa eccezione Santoruvo, che controlla, si gira e tira al 38', ma il tentativo è debole e centrale. A dire il vero, una volta il pallone termina in rete (succede al 30'), ma viene messo da Santoruvo alle spalle di Mirante dopo essere uscito nella tipica traiettoria a rientrare proveniente da calcio d'angolo. Semmai le recriminazioni arrivano per un fuorigioco inesistente segnalato al 22': su lancio di Romanelli, Santoruvo (ancora lui) elude la tattica, ma deve fermarsi quando è a tu per tu con il portiere.
Il duello a distanza tra le panchine continua nella ripresa. Stavolta inizia Carboni, che inserisce sin dal rientro dagli spogliatoi Antonioni al posto di Romanelli. L'esordiente centrocampista si piazza a sinistra con La Vista che si sposta a destra, nella posizione classica (successivamente si alterneranno). Poi, al 54' viene richiamato da Agostinelli l'ex Vantaggiato (deludente prestazione), che cede il posto a Guzman. I pericoli, però, giungono sempre da Foggia (inaspettatamente sostituito al 69' da Ciarcià): al 60' è fermato provvidenzialmente da Sibilano, al 62' prova dalla distanza, ma trova, ad evitare complicazioni per Gillet, la testa di Santoruvo. Proprio quest'ultimo è protagonista prima vera occasione del Bari: al 66' punizione di Micolucci e incornata che termina a lato di un soffio.
Il Bari lotta col cuore, regge fisicamente, ma perde inevitabilmente in lucidità. Ci vorrebbe un episodio per cambiare il corso del confronto. Potrebbe essere quello del 79': Paro, precedentemente ammonito, merita un secondo cartellino giallo per un fallo su Gazzi e viene espulso. Carboni cerca di approfittarne: all'82' esce Gazzi (che ha giocato non al meglio della condizione fisica) ed entra Lipatin, cui viene data un'ulteriore possibilità di riscatto; all'85' fuori Luigi Anaclerio e dentro Pagana. Ci sono maggiore freschezza in attacco e più qualità a centrocampo. Il forcing è conseguente, ma vano fino al termine: all'88' cross di Michele Anaclerio per Antonioni che, anziché controllare, tenta il tiro al volo sbagliando l'impatto con la palla; all'89' un traversone di La Vista scavalca tutti gli attaccanti; al 91' colpo di testa a botta sicura di Santoruvo su cui Mirante è attento. Infine, al 93' il guardalinee ferma ancora ingiustamente per fuorigioco Lipatin lanciato a rete. Sibilano si innervosisce, si fa ammonire e salterà Bari-Ascoli del 13 marzo, seconda gara interna consecutiva prevista dal calendario.
G. Flavio Campanella

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