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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:19

Lecce, in serie A un inizio da incubo 0-2 con l'Udinese

di MASSIMO BARBANO
LECCE – Aveva sognato un esordio diverso, fatto di gioco, grinta, applicazione degli schemi provati e riprovati in questi mesi, e perché no di un risultato positivo. Ma la prima nella serie A di calcio per Eusebio Di Francesco è stato un autentico incubo. Un tremendo uno-due firmato Basta e Di Natale, confezionato in appena sedici minuti, ha riportato alla dura realtà della massima serie il debuttante tecnico pescarese. I valori tecnici ci saranno pure, la spina dorsale no
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Lecce, in serie A un inizio da incubo 0-2 con l'Udinese
LECCE-UDINESE 0-2 (0-2 già nel primo tempo)

Lecce(4-3-3): Julio Sergio 5,5, Tomovic 5,5 Esposito 4, Ferrario 4,5, Mesbah 5, Giacomazzi 6, Giandonato 4 (s.t. 6’ Bertolacci 4,5), Obodo 5,5, Cuadrado 5,5 (s.t. 31’ Piatti s.v.), Corvia 5 (s.t. 19’ Ofere 5), Di Michele 5,5. All. Di Francesco 

Udinese (3-5-2): Handanovic 6, Ekstrand 6, Danilo 6, Domizzi 6, Basta 7, Pinzi 6,5, Badu 6,5, Asamoah 6,5, Pasquale 6,5 (s.t. 44’ Neuton s.v.), Torje 6 (s.t. 23’ Abdi 6), Di Natale 7 (s.t. 31’ Barreto). All. Guidolin

Arbitro: Damato di Barletta

Reti: p.t. 2’ Basta, 16’ Di Natale 

Note - Spettatori 8.578 (abbonati 3.853; paganti 4.725). Incasso totale 101.797,68. Ammoniti Giacomazzi e Mesbah (L); Ekstrand (U). Angoli 8-5 per il Lecce. Recupero 3’ e 3’

di Massimo Barbano

LECCE - I valori tecnici ci saranno pure, la spina dorsale no. Il Lecce traballa pericolosamente in difesa, è insufficiente in fase di interdizione a centrocampo e gli attaccanti sbagliano quelle rare occasioni che capitano loro a tiro.

Nè si possono accampare preconfezionate attenuanti come il caldo o la preparazione anticipata dell’Udinese, visto che la squadra di Guidolin ha vinto praticamente giochicchiando e senza imprimere particolare intensità agonistica alla gara; un indicatore in tal senso è l’unico cartellino giallo a suo carico che Ekstrand si è andato a cercare con un fallo da tergo a centrocampo.

Certo, per una serie di ragioni, la squadra completamente rinnovata ed ultimata nella fase finale del mercato (anzi, ancora si attende l’arrivo di Muriel), il progetto tattico nuovo, ed altro ancora, impongono di dover concedere a Di Francesco ed alla società un’apertura di credito più ampia che non si fermi alla prima giornata. Perché se la valutazione definitiva dovesse cristallizzarsi alla partita di ieri con l’Udinese, non si potrebbe fare a meno di rilevare che il Lecce non può, in quelle condizioni, reggere l’impatto della serie A.

C’è ancora molto da fare per registrare i meccanismi e moltissimo per omogeneizzare le componenti di una squadra che, al momento, non è ancora una squadra.

E se il caldo può essere un attenuante per ciò che riguarda pressing e determinazione agonistica, non lo può essere quanto a carattere ed identità che sono ancora molto lontani da raggiungere.

Insomma, si è ripetuta la partita di Coppa Italia con il Crotone con una prima fase accettabile e poi il crollo totale. Infatti, quel poco che, con un certo sforzo, si può salvare di questa partita con l’Udinese è tutto nel primo tempo quando, nonostante le clamorose falle difensive che hanno consentito il doppio vantaggio a Di Natale e compagni, si è visto qualche spunto accettabile e qualche sprazzo di contropiede mandato in fumo in fase di finalizzazione.

Ma gli effetti degli errori e di un’insipienza agonistica che si palpava anche nell’aria avevano prodotto il fardello di due gol da recuperare già dopo appena un quarto d’ora. Al 2’ la difesa del Lecce va in bambola con un controcross di Pasquale che aveva ricevuto il pallone dalla parte opposta, Basta (un ex incompreso a Lecce) infila di piatto indisturbato nonostante avesse due avversari addosso. Il Lecce ha due lampi per pareggiare ma sbaglia misura. Al 10’ Giacomazzi manda fuori da buona posizione innescato da Di Michele, al 12’ Corvia colpisce alto di testa un pallone scodellato da Mesbah.

Dall’altra parte però, Di Natale non sbaglia un analogo pallone messo in mezzo dalla destra da Torje. Siamo al 16’ e la partita si mette terribilmente in salita per i giallorossi che, per altro, sprecano in fase conclusiva quei pochi palloni buoni che capitano sotto rete. Così un contropiede di Di Michele concluso alto al 24’. E nell’unica occasione in cui il Lecce riesce a centrare lo specchio della porta (colpo di testa du Giacomazzi servito da Di Michele al 39’), Handanovic, fino a quel momento mai severamente impegnato, si allunga per smanacciare in calcio d’angolo.

Se il primo tempo è deludente, il secondo è totalmente fallimentare. Mai si ha l’impressione che il Lecce possa riuscire a riequilibrare il risultato. L’Udinese controlla la partita senza grossi affanni ed ha qualche occasione per rendere più larga la vittoria. Al 3’ Domizzi smarcato in area da Di Natale manda alto di testa. Al 12’ l’Udinese segna con Asamoha che infila di testa un cross dalla sinistra di Pasquale, ma l’arbitro annulla per carica ai danni del portiere Julio Sergio. Al 14’ in contropiede, rapida triangolazione fra Asamoah, Di Natale e Torje e quest’ultimo solo davanti alla porta tira alto. E il Lecce? Praticamente quasi nulla. L’unico tiro in porta è una debole traiettoria di Tomovi da fuori area al 27’, davvero molto poco. E alla fine affiora qualche fischio.

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