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Il Bari non supera l'esame a Padova

di FABRIZIO NITTI
PADOVA - Un colpo di testa di Trevisan consegna tre punti primato al Padova e frantuma i sogni e le speranze del Bari. Partita crudele, decisa da un episodio che però premia la squadra che di più ha creduto nella vittoria. Un Bari che ancora una volta, però, lascia un po’ perplessi. Primo tempo quasi del tutto consegnato ai veneti, ripresa più viva, senza però che si sia mai alzato il tasso di pericolosità. E questo sta diventando un pericoloso limite per la squadra di Torrente. Perché se si subisce gol e poi non si è capaci di recuperare, vuol dire che qualcosa non quadra
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Il Bari non supera l'esame a Padova
PADOVA-BARI 1-0 (1-0 già nel primo tempo)

PADOVA (4-3-3): Pelizzoli 6; Legati 6.5, Schiavi 6.5, Trevisan 7, Renzetti 7; Cuffa 6.5 (29’ st Osuji 6), Milanetto 6.5, Marcolini 6.5; Cacia 6 (19’ st Lazarevic 6.5), Ruopolo 6.5, Drame 6.5 (34’ st Cutolo sv). In panchina: Perin, Donati, Portin, Italiano Allenatore: Dal Canto 6.5.

BARI (4-3-1-2): Lamanna 6; Garofalo 5,5, Borghese 56, Dos Santos 6, Crescenzi 5,5; Kopunek 5 (1’ st Forestieri 5), Donati 5,5, De Falco 5,5; Bogliacino 5 (34’ st Defendi sv); De Paula 4,5, Marotta 4,5 (21’ st Caputo 5). In panchina: Koprivec, Polenta, Gonzales, Cepitelli. Allenatore: Torrente.

ARBITRO: Massa di Imperia.

RETI: 17’ pt Trevisan.

NOTE: 10153 spettatori (4487 abbonati) per un incasso paganti di 51247, 90 euro. Ammoniti: Marcolini, Donati, Garofalo, Cuffa, De Paula, Drame, De Falco, Crescenzi, Ruopolo, Dos Santos. Angoli: 6-3 per il Padova. Recupero 1’, 4’.

di FABRIZIO NITTI

PADOVA - Un colpo di testa di Trevisan consegna tre punti primato al Padova e frantuma i sogni e le speranze del Bari. Partita crudele, decisa da un episodio che però premia la squadra che di più ha creduto nella vittoria. Un Bari che ancora una volta, però, lascia un po’ perplessi. Primo tempo quasi del tutto consegnato ai veneti, ripresa più viva, senza però che si sia mai alzato il tasso di pericolosità. E questo sta diventando un pericoloso limite per la squadra di Torrente. Perché se si subisce gol e poi non si è capaci di recuperare, vuol dire che qualcosa non quadra.

La seconda sconfitta consecutiva non può essere un campanello d’allarme, ma è il chiaro segnale di una formazione che, ancora, senta a carburare. Poca personalità nei primi 45 minuti, poi la scossa d’orgoglio. Ma nel complesso la squadra non è piaciuta. Avrà pure deciso un semplice episodio, ma la realtà dei fatti è che il Padova l’episodio se l’è cercato e lo ha poi difeso con ordine.

Era nell’aria l’esclusione di Forestieri, così come il rilancio di Crescenzi, all’esordio in campionato dopo l’incidente-piatto occorso poco prima della sfida di Coppa Italia contro l’Avellino. L’assenza dell’argentino diventa propedeutica al riposizionamento delle pedine a centrocampo e sulla linea d’attacco. Torrente sceglie Kopunek per puntellare il centrocampo e Bogliacino quale esterno alto a sinistra, «costruendo» un 4-3-3 più «abbottonato» rispetto alle puntate precedenti.

Il primo tempo è denso di sofferenze. Il Bari fa fatica ad entrare nel match, ad aggredirlo come si dovrebbe fare in serate del genere, davanti ad un avversario di rango. Non è una questione di singoli, è una questione di squadra che non gira. Fasce mai sfruttate e consegnate ai veneti, centrocampisti che raramente accompagnano le rare azioni offensive, squadra che non alza mai la soglia difensiva, schiacciandosi su se stessa e allungandosi.

Il Padova fa quello che deve, avventandosi sulla preda quasi impaurita. L’incedere dei veneti è costante, deciso, vario. Renzetti e Legati affondano sulle fasce, Marcolini e Milanetto dettano i tempi delle giocate senza trovare validea opposizione. E il match si fa in salita anche sotto l’aspetto del risultato poco dopo il un quarto d’ora. Palla dalla bandierina, Trevisan senza difficoltà supera Crescenzi in acrobazia e di testa fredda Lamanna. Il problema è che il resto della frazione procede seguendo lo stesso copione, con un Bari quasi imbarazzante quando riesce a sbagliare perfino disimpegni davanti alla propria area di rigore e Pelizzoli che non tocca mai palla. Un paio di guizzi di Bogliacino non incidono nell’economia del primo tempo.

Torrente prova a mutare il quadro tecnico della partita, a dare una scossa. Fuori Kopunek, dentro Forestieri, con Bogliacino riposizionato nei tre di centrocampo per alzare la qualità nella zona che dovrebbe partorire idee. L’approccio alla ripresa è decisamente migliore, squadra più corta e più «alta», Padova che finalmente deve anche preoccuparsi dell’avversario, pur andando vicino al raddoppio con una iniziativa personale di Drame (8’). Ritmo che sale, partita che si incattivisce (tre ammoniti dal 14’ al 16’: Cuffa, De Paula e Drame), ma il Bari questa volta c’è. Un tiro sbagliato di De Paula si trasforma in un assist per Marotta, che non riesce a cogliere l’attimo giusto. Lo trova invece De Falco, con una bomba da trenta metri circa, finalmente Pelizzoli è chiamato all’intervento volando a deviare in corner. Partita più viva e nervi tesi in campo. I biancorossi di Torrente attuano maggiore possesso palla, senza però trovare la verticalizzazione decisiva, un po’ per merito dell’atteggiamento difensivo del Padova, un po’ per propri demeriti. Pressione più o meno costante, ma la produzione è praticamente nulla. Come, d’altro canto, anche quella del Padova. Con la differenza, essenziale, che i veneti l’episodio cruciale lo avevano già timbrato. E su quello hanno costruito la vittoria che li mantiene, con merito, al comando della B.

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