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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 22:59

Il Bari si sgonfia De Paula-gol solo un’illusione

di FABRIZIO NITTI
BARI - Una delusione profonda, cocentissima come il sole che ha attanagliato il San Nicola. Il Bari sprofonda nella terza di serie B, l’Albinoleffe (2-3) si prende partita e tre punti. Un secondo tempo da incubo cancella 45 minuti apprezzabili e soprattutto riporta sulla terra i biancorossi. La «Celeste», che non è la nazionale uruguaiana che ha vinto la Coppa America ma semplicemente la formazione bergamasca della Val Seriana, impartisce un’autentica lezione nella ripresa, mandando letteralmente in tilt l’apparato di Torrente
Il Bari si sgonfia De Paula-gol solo un’illusione
BARI-ALBINOLEFFE 2-3 (1-0 nel primo tempo)

BARI (4-3-3): Lamanna 5.5; Kopunek 4.5, Borghese 5.5, Dos Santos 5.5, Garofalo 6; De Falco 5.5 (31' s.t. Rivas s.v), Donati 5.5, Bogliacino 5.5 (21' s.t. Rivaldo 5); De Paula 6.5, Marotta 5, Forestieri 4.5 (20' s.t. Caputo 4.5). In panchina: Koprivec, Polenta, Ceppitelli, Defendi. Allenatore: Torrente 5.

ALBINOLEFFE (4-2-3-1): Tomasig 5.5; Daffara 6, Bergamelli 6, Piccinni 6, Cristiano 5.5; Hetemaj 6, Previtali 6.5; Pacilli 6 (21' s.t. Cisse 6.5), Girasole 6.5, Laner 5.5 (1's.t. Foglio 7); Cocco 6.5 (31' s.t. D’Aiello s.v). In panchina: Offredi, Salvi, Torri, Taugourdeau. Allenatore: Fortunato 6.

ARBITRO: Palazzino di Ciampino 5.

RETI: 30’ De Paula; st 15’ Cocco (r), 23’ Cisse, 44’ Girasole, 49’ De Paula.

Spettatori paganti 1.717, incasso di 24.006,00, abbonati 4.386. Espulso: Bergamelli per doppia ammonizione al 41' s.t. Ammoniti: Previtali, Piccinni, Cissè, Donati, Kopunek. Angoli: 5-6. Recuperi: 1'; 6'. 

di FABRIZIO NITTI

BARI - Una delusione profonda, cocentissima come il sole che ha attanagliato il San Nicola. Il Bari sprofonda, l’Albinoleffe si prende partita e tre punti. Un secondo tempo da incubo cancella 45 minuti apprezzabili e soprattutto riporta sulla terra i biancorossi. La «Celeste», che non è la nazionale uruguaiana che ha vinto la Coppa America ma semplicemente la formazione bergamasca della Val Seriana, impartisce un’autentica lezione nella ripresa, mandando letteralmente in tilt l’apparato di Torrente e rifilando tre reti tutte assieme ad una difesa fino a ieri imbattuta. Ci sono anche le incertezze arbitrali a condire la prima sconfitta in campionato (fallo di mano di Bergamelli nella ripresa, sull’1-2), episodi che a volte condizionano il match, ma la questione non può essere messa davanti al resto. Ci sarà anche un filo profondo e invisibile che lega l’Albinoleffe al San Nicola (terza vittoria di fila in Puglia), ma questo Bari è apparso davvero fragile.

Errori difensivi, un pizzico di sfortuna, poca incisività in attacco, incertezze tattiche. Un cocktail velenosissimo che il Bari si è in sostanza iniettato da solo, consentendo all’Albinoleffe di restare in partita, di tenersi in bilico fra la vita e la morte, prima di resuscitare e cominciare una nuova partita, più coraggiosa, più solida, più corposa. Una speranza: che questo Bari, soprattutto quello visto nella ripresa, non sia il vero Bari. Altrimenti ci sarebbe davvero da preoccuparsi pensando al futuro. I bergamaschi vincono e non rubano nulla, il Bari perde ed è giusto che alla fine sia così.

Una metamorfosi vera e propria, la classica medaglia a due facce. Piglio autoritario nella prima parte della partita, giocate di qualità, ricerca del possesso palla, una buona pressione nella metà campo avversaria. Un palo, uno splendido gol firmato da De Paula, una buona situazione in area bergamasca (Marotta, tocco debole dopo punizione di De Falco), un’ottima opportunità vanificata da Forestieri con una conclusione inguardabile dall’altezza del dischetto del rigore. Il prologo di una giornata trionfale, considerata anche la «pochezza» degli ospiti, pericolosi solo in una circostanza (colpo di testa di Cocco su uscita a vuoto di Lamanna), spesso costretti a girare a vuoto davanti al continuo scambio di ruoli dei centrocampisti e degli attaccanti biancorossi. I ritmi non eccelsi consentono anche all’ultimo arrivato Bogliacino di trovare qualche buona iniziativa.

Un’illusione. Perché nella ripresa il Bari praticamente non scende in campo. E perché, merito al merito, Daniele Fortunato, passato da Bari anche da calciatore, azzecca le mosse giuste, quelle che colgono impreparato Torrente. L’ingresso di Foglio, ad esempio, autentico dominatore della fascia sinistra; oppure quello di Cissé sull’1-1, una punta per un esterno. Il Bari prima sbanda e poi esce di scena. L’approccio feroce di inizio partita è un ricordo lontano. È un’altra squadra. Molle, senza personalità e carattere. Il centrocampo si sfalda, le misure si allungano, l’interpretazione cambia totalmente. I pericoli sgorgano immediatamente, la fascia destra barese è quella debole. Foglio imperversa e nel giro di 5 minuti Lamanna trema tre volte. Il Bari scricchiola, prova a scuotersi con Forestieri che perde l’equilibrio a due passi dal portiere avversario Tomasig. Ma qualcosa non quadra e il peggio è dietro l’angolo. Il pareggio è un piccolo giallo. Donati allunga palla all’indietro, Girasole sfrutta l’assist involontario prima di essere atterrato dallo stesso capitano. Il segnalinee segnala un fuorigioco inesistente, l’arbitro fischia la punizione, poi cambia decisione e assegna il giusto rigore. Gol di Cocco e dal quarto d’ora della ripresa il Bari evapora. Si disunisce, fa acqua, perde la concezione del campo. Foglio, sempre lui, e Cissé confezionano il sorpasso, legittimato da altri contropiede sciupati banalmente. Ordinata e grintosa, la formazione seriana regge anche in inferiorità numerica, trova il terzo gol (Girasole in contropiede; poco prima protesta baresi per un mani di Bergamelli), subisce il gol di De Paula nei minuti di recupero, porta a casa un successo d’oro. E il Bari? Bocciato. Da rivedere. Da riaggiustare.

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