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Domenica 24 Settembre 2017 | 06:57

Nuoto di gran fondo ponte tra Puglia e l'albanese Valona

di LUCA BARILE
BARI - L’impresa è destinata ad entrare nella storia dello sport. Un uomo che attraversa a nuoto, il primo a provarci dopo il tentativo di Paolo Pinto nell’agosto del 1985 naufragato a causa delle pessime condizioni del mare, l’Adriatico dalla Puglia all’Albania, ininterrottamente per ventiquattr’ore, contando solo sulla sua preparazione atletica e confidando nella clemenza delle acque. A sfidare gli elementi e la sua stessa resistenza fisica sarà Massimo Voltolina, campione parmense di triathlon, già detentore del record italiano di maratona in mare, che tra qualche giorno (la data dipenderà dalle condizioni meteo) partirà da Punta Palascìa, ad Otranto, per raggiungere le scogliere di Valona
Nuoto di gran fondo ponte tra Puglia e l'albanese Valona
di LUCA BARILE 

BARI - L’impresa è destinata ad entrare nella storia dello sport. Un uomo che attraversa a nuoto, il primo a provarci dopo il tentativo di Paolo Pinto nell’agosto del 1985 naufragato a causa delle pessime condizioni del mare, l’Adriatico dalla Puglia all’Albania, ininterrottamente per ventiquattr’ore, contando solo sulla sua preparazione atletica e confidando nella clemenza delle acque. A sfidare gli elementi e la sua stessa resistenza fisica sarà Massimo Voltolina, campione parmense di triathlon, già detentore del record italiano di maratona in mare, che tra qualche giorno (la data dipenderà dalle condizioni meteo) partirà da Punta Palascìa, ad Otranto, per raggiungere le scogliere di Valona.

Se tutto andrà come previsto, l’eccezionale nuotata si snoderà lungo un percorso di 50 miglia marine, quasi 90 chilometri in linea d’aria, che il nuotatore percorrerà da solo, cioè senza l’aiuto di nessuno in acqua, ma sotto il costante controllo di un team che lo seguirà a bordo di un’imbarcazione. Le regole di questa disciplina, però, vietano al nuotatore di appoggiarsi al natante: per compiere l’impresa bisogna restare in acqua fino al punto di arrivo. Oltre all’impresa personale di Voltolina, la traversata del Canale d’Otranto sarà la vittoria del grande sport in Puglia, che riparte con un appuntamento di richiamo internazionale, nonostante la scarsità dei fondi nel settore.

L’iniziativa è stata presentata ieri alla stampa a palazzo di Città dalla ex presidente della Camera dei deputati, Irene Pivetti, in qualità di fondatrice e presidente dell’associazione onlus «Learn to be free», che ha organizzato la manifestazione in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Bari, il Coni ed una serie di enti pubblici e privati, comprese quattro università italiane tre le quali gli atenei di Foggia e Lecce. Erano presenti gli assessori allo Sport del Comune, Elio Sannicandro e della Regione, Maria Campese.

La Pivetti ha elogiato l’impegno profuso da tutti i presenti per la riuscita della traversata, perché in realtà l’evento sportivo sarà l’occasione per ridare slancio alle politiche di collaborazione tra l’Italia e l’Albania. Allo stesso tempo, però, l’ex presidente della Camera ha sottolineato come l’organizzazione conti esclusivamente sugli sponsor dei privati, raccolti dall’associazione «Learn to be free», che promuove la creazione di occasioni di lavoro per soggetti svantaggiati, attraverso la sua rete di collaboratori. «Le Regioni ed i Comuni - ha detto Pivetti - non danno un euro». L’assessore Campese, quindi, ha spiegato come sia impossibile in questo momento, per la giunta regionale, «programmare investimenti seri nel settore dello sport, di fronte ai tagli del Governo nazionale che costringono le Regioni e gli Enti locali a ridurre i servizi essenziali». Ognuno come ha potuto, i partner istituzionali della Pivetti hanno messo a disposizione, invece, uomini e mezzi per assicurare la riuscita di tutte le fasi dell’impresa.

La Marina militare, per esempio, fornisce un’imbarcazione che scorterà Voltolina durante la sua traversata, mentre l’Università del Salento partecipa con un gruppo di studiosi di biologia marina, che hanno tracciato una mappa delle zone infestate dalle meduse. L’Università di Parma, ancora, si occupa della consulenza medico scientifica sullo stress motorio, a cui il nuotatore sarà sottoposto. Gli studiosi, infatti, hanno calcolato che il corpo dell’atleta produrrà, una bracciata dopo l’altra, circa 100mila contrazioni dei muscoli della spalla. La partenza dall’estremo capo est della Puglia è prevista per la prima settimana di settembre, forse il giorno 3 o il 4. In base al regolamento della maratona in mare, Voltolina non potrà appoggiarsi mai alla barca-scorta, ma potrà fermarsi in acqua per bere e risposarsi, galleggiando, e non potrà utilizzare attrezzature che non siano il costume e gli occhialini. L’ultima impresa dell’atleta è stata la traversata del canale della Manica, nel 2006, in tredici ore, un minuto e 43mila bracciate.

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