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Un Bari da brivido sbanca Modena e scaccia le paure

di FABRIZIO NITTI
MODENA - Un blitz tipo «Marines» nelle loro missioni di guerra. Rapido, crudele, mortale come il morso di un cobra. Il Bari lo firma al culmine di un secondo tempo di sofferenza, trascorso più nella propria metà campo che in quella modenese. Il gol che stende un Modena generoso ed incredulo per l’epilogo, lo firma uno degli ultimi arrivati, proprio quel De Falco che su questo terreno, nel campionato scorso, ha vissuto un’annata altalenante con il Sassuolo
• Torrente gonfia il petto: «La vittoria del carattere»
Un Bari da brivido sbanca Modena e scaccia le paure
MODENA 0 - BARI 1 

MODENA (4-3-1-2) Caglioni 6.5; Turati 6, Perna 5.5, Carini 6, Rullo 6.5; Dalla Bona 5.5, Spezzani 6 (20'st Ciaramitaro, 6), Giampà 6.5; Di Gennaro 6 (44’st Gilioli 6.5); Greco 6.5 (33’st Carraro, sv), Bernacci 6. In panchina: Guardalben, Milani, Bassoli, Diagouraga. All: Bergodi. 

BARI (4-3-3) Lamanna 6,5; Kopunek 5,5, Borghese 6,5, Dos Santos 6,5, Garofalo 6,5; Rivaldo 5,5, (20’st Scavone 6), Donati 6,5, De Falco 6.5; De Paula 6, Marotta 6 (26’st Caputo 5,5), Forestieri 6 (40’st Defendi, sv). In panchina: Zlamal, Bellomo, Rivas, Masi. All: Torrente. 

Arbitro: Candussio di Cervignano 
Reti: 48’st De Falco 
Note: ammoniti: Greco, Forestieri, Garofalo, Carini. 
Angoli: 5-2 per il Bari 
Spettatori: 4000 circa 
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dal nostro inviato FABRIZIO NITTI

MODENA - Un blitz tipo «Marines» nelle loro missioni di guerra. Rapido, crudele, mortale come il morso di un cobra. Il Bari lo firma al culmine di un secondo tempo di sofferenza, trascorso più nella propria metà campo che in quella modenese. Il gol che stende un Modena generoso ed incredulo per l’epilogo, lo firma uno degli ultimi arrivati, proprio quel De Falco che su questo terreno, nel campionato scorso, ha vissuto un’annata altalenante con il Sassuolo. Un destro dalla distanza che manda nella disperazione l’intero «Braglia», già convinto di essere in debito con la fortuna per la traversa colpita da Gilioli qualche attimo prima. Vittoria d’oro, forse larga. Ma che importa? Il Bari ha mostrato di crederci fino alla fine, se è vero, come è vero, che al minuto 93 era in possesso di palla nella trequarti emiliana. Torrente fa «bingo», incarta la prima pesantissima vittoria in campionato, consapevole che c’è ancora qualcosa da registrare per poter aspirare a un campionato d’alta quota. 

Intanto, va segnalata l’imperforabilità della difesa. Seconda partita di campionato, seconda volta imbattuti. Avanti così, aspettando miglioramenti e rinforzi. Torrente non perde tempo. Bari cambiato tecnicamente e, in qualche modo, anche tatticamente pur se il modulo di riferimento resta il 4-3-3. Subito dentro i due ultimi arrivati. De Paula si inserisce nel tridente, largo a destra a rifinire il reparto avanzato accanto a Marotta e Forestieri; De Falco è il puntello di centrocampo, sulla sinistra di Donati con Rivaldo dall’altra parte. La mossa «trasporta» Kopunek sulla linea dei difensori, esterno destro in linea con Borghese, il rientrante Dos Santos e Garofalo. Il Bari ne esce migliorato, più squadra rispetto al 4-3-1-2 del Modena. 

Quella che scende in campo nel primo tempo è una squadra più quadrata, equilibrata e con maggiore personalità rispetto a quella timida di sabato scorso contro il Varese. Compatto, subisce poco o nulla il Modena, soffocando il raggio d’azione della «mente» avanzata Di Gennaro e rischiando con il contagocce. I biancorossi girano bene la palla, facendola scivolare da una parte all’altra del campo anche con i difensori. Peccato che manchi la convinzione giusta nella rifinitura o nella concretizzazione dell’azione. Qualche sofferenza sulla fasce in fase difensiva, in particolare quando De Paula e Forestieri tardano o evitano il rientro. Ma tutto sommato è un Bari che trasmette una buona immagine di se stesso, lasciandosi preferire per tenuta e organizzazione, rivelandosi più pericoloso quando riesce a dare profondità con i terzini. 

Nello «score» di metà partita un lungo pallonetto di Donati di poco alto (16’), una fucilata di Di Gennaro dai venti metri disinnescata con un tuffo da Lamanna (18’), un destro di Marotta messo in angolo da Caglioni (21’), un tentativo di Rivaldo in mischia stroncato da una serie di gambe (28’), un erroraccio di Forestieri che innesta il contropiede modenese chiuso malissimo da Di Gennaro (34’) e ancora due conclusioni biancorosse con Rivaldo (punizione da trenta metri messa in angolo) e Marotta. 

Nella ripresa c’è meno Bari e più Modena soprattutto nel primo quarto d’ora di partita, con i biancorossi forse a risentire per quanto speso nei 45’ iniziali. La squadra di Torrente è meno reattiva, un po’più lunga del solito. La fiammata di Forestieri dopo un minuto appena (Caglioni para la conclusione da dentro l’area) e il cross di Garofalo ciccato clamorosamente da Marotta (7’) scatena il Modena, che si riversa nella metà campo barese. Lamanna decisivo sul diagonale di Di Gennaro e in uscita su Dalla Bona dopo torre di Bernacci. Lo stesso Di Gennaro (15’) si fa cinquanta metri palla al piede tipo Maratona ai mondiali del Messico, fallendo egoisticamente il tiro con Greco tutto solo davanti a Lamanna. 

Il Bari capisce che il momento è duro e tira fuori il carattere. Torrente rafforza fisicamente il centrocampo tirando fuori Rivaldo e inserendo Scavone, poi tocca allo stanco Marotta lasciare spazio a Caputo. La condizione fisica approssimativa di De Paula toglie poi ai biancorossi la possibilità di sfruttare gli inevitabili spazi. Un sinistro di Greco parato in tuffo da Lamanna e la clamorosa traversa colpita da Gilioli al 45’. Ma non è finita qui. Il Bari mostra di avere sette vite come un gatto. E al terzo dei cinque minuti di recupero De Falco stende con un destro da venti metri il Modena.

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