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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:22

Il Bari parte piano prima sprecone poi rischia grosso

di FABRIZIO NITTI
L’impatto con la Bwin racconta subito la dura realtà con la quale il Bari e Torrente dovranno fare i conti. Il pareggio senza reti nella serata torrida del San Nicola, un po’ per demerito di tutti, ma molto per merito di Lamanna soprattutto nellamezz’ora finale, va accolto con un sospiro di sollievo. Punto guadagnato e non ci sono dubbi, al di là del fatto, poi, che la palla gol più ghiotta sia capitata ai biancorossi. Un dettaglio, nell’economia della partita, comandata dal primo all’ultimo minuto da un Varese annunciato in difficoltà ed invece dimostratosi all’altezza
• A Torrente va bene così: «È un punto guadagnato»
Il Bari parte piano prima sprecone poi rischia grosso
BARI 0 VARESE 0 

BARI (4-3-3) Lamanna 7; Masi 5, Borghese 6,5, Sini 5,5, Garofalo 5,5 (32’s.t. Defendi ng.); Kopunek 5, Donati 6,5, Rivaldo 5 (17’s.t. Scavone 5,5); Caputo 5, Marotta 5,5, Forestieri 5,5 (25’ s.t.Rivas 5). In panchina: Zlamal, Bellomo, Galano, Stoian. Allenatore: Torrente. 
VARESE (4-2-3-1) Moreau 6; Pucino 6, Camisa 6, Figliomeni 6,5, Grillo 6 (19’s.t. Cacciatore
6); Corti 6,5, Kurtic 6; Nadarevic 6,5 Neto Pereira 6 (12’ s.t. Damonte 6), Carrozza 6,5; De Luca 6. In panchina: Milan, Gomes, Troest, Zecchin, Cellini. Allenatore: Carbone. 

Arbitro: Calvarese di Teramo 6 Reti: paganti 2.801, incasso di 38.938,00, abbonati 3.886, quota di euro 24.707,00. Espulso al 16' st il preparatore dei portieri del Bari Petrelli, per proteste. Ammoniti Grillo, Camisa, Kurtic, De Luca, Scavone. Angoli 10-3 per il Varese. Recupero: 2'; 5'.


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di FABRIZIO NITTI
L’impatto con la Bwin racconta subito la dura realtà con la quale il Bari e Torrente dovranno fare i conti. Il pareggio senza reti nella serata torrida del San Nicola, un po’ per demerito di tutti, ma molto per merito di Lamanna soprattutto nellamezz’ora finale, va accolto con un sospiro di sollievo. Punto guadagnato e non ci sono dubbi, al di là del fatto, poi, che la palla gol più ghiotta sia capitata ai biancorossi. Un dettaglio, nell’economia della partita, comandata dal primo all’ultimo minuto da un Varese annunciato in difficoltà ed invece dimostratosi all’altezza della formazione che Sannino ha guidato fino alle soglie della serie A. 

Qualche mugugno sonoro a fine partita e qualche timido applauso hanno «salutato» il primo punto di una stagione che si annuncia tosta da morire. Ci sarà da lavorare, da lottare a lungo, da migliorare il tasso qualitativo di una formazione che denuncia limiti evidenti. Assenze pesanti in difesa, condizione approssimativa, gente da recuperare, un mucchio di esordienti, quadro tattico da rifinire e aggiustare. La speranza è che strada facendo la squadra si compatti meglio e che i nuovi arrivi (De Paula e De Falco) riescano a dare qualcosa in più e di diverso, magari un pizzo di qualità. 

Non è il tempo dei giudizi definitivi, va tenuto in conto il «ribaltone» al quale il Bari è stato sottoposto. Ma i segnali non vanno mai trascurati e quelli emersi contro il Varese non sono del tutto positivi. Il carattere, quello almeno, c’è ed ha consentito di restare in vita. È una squadra che comunque lotta, combatte, prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Riesce, in un modo o nell’altro, a crearsi l’opportunità per vincere. E lì l’istinto del killer o ce l’hai oppure non lo compri. O meglio, volendo lo compri… Servirà crescere, e molto. Applausi al Varese. Ha giostrato a proprio piacimento, mettendo in mostra un gioco limpido ed anche piacevole, fondato sui movimenti che animano il 4-2-3-1. Giro palla e ricerca del lato opposto del campo, potendo contare su individualità di rilievo. Carrozza e Nadarevic su tutti. 

A centrocampo, insomma, i lombardi l’hanno fatta da padroni. Proprio dove è mancato clamorosamente il Bari. Donati, a tratti, è sembrato giocare da solo. Poco e male assistito da Kopunek e Rivaldo, il capitano si è dannato l’anima, piazzando toppe in copertura e tentando di cucire il gioco. Domanda: potrà farlo sempre da solo? E fino a quando? 

Un Bari che è andato avanti a strappi, non sempre seguendo un filo logico, ma gettando sul campo volontà e tensione agonistica, ovviamente fino a quando il fiato ha retto. Nonostante le assenze, la difesa ha retto. Ma anche in questa circostanza qualche interprete non ha convinto. Fra amichevoli, coppa e campionato, ad ogni modo, la retroguardia biancorossa ha incassato soltanto due gol, uno dal Bisceglie. Lamanovra non è stata quasi mai fluida: fasce poco sfruttate e difficoltà nella ricerca degli spazi; meglio, invece, quando il Bari è potuto ripartire in contropiede, per dirla come una volta, approfittando della linee allargate varesine. Due, tre lampi che avrebbero potuto condizionare l’esito della partita, ma che avrebbero punito eccessivamente il Varese. 

Tatticamente il 4-3-3 di Torrente deve recuperare compattezza e dinamismo interno, collegamenti fra i reparti e imprevedibilità (Forestieri si accende con molta intermittenza). A volte la squadra è sembrata spezzata, con i reparti troppo distanti. Palla al centro ed il Bari trova subito un inutile gol: Calvarese annulla il tap-in di Caputo per un fallo di Marotta su Moreau. Il Varese dà immediatamente la sensazione di essere più squadra e non può essere che così. Carrozza sulla sinistra mette in continua soggezione Masi, un centrale adattato nel ruolo di esterno basso. Prima deposita sulla testa di Nadarevic, dalla bandierina, un palla che il bosniaco gira di testa fuori di un soffio; poi dal fondo mette in mezzo una palla tesa e insidiosa spazzata via con affanno. Il Bari si agita, prova a creare qualcosa di positivo. Ci riesce con una lunga rimessa laterale, una torre di Marotta ed una conclusione timida, timida di Caputo fra le braccia di Moreau. Ancora Varese: Lamanna piomba sui piedi del piccolo e rapido De Luca. I lombardi si aprono inavvertitamente e rischiano il collasso

Forestieri azzecca l’unica cosa della sua serata (28’) e palla al piede si divora campo e avversari per una trentina di metri: Marotta fa il movimento giusto a incrociare, riceve l’assist e tira di sinsistro, palla intercettata dal numero uno varesino. La ripresa si apre all’inse gna del Bari. Una giocata bella, la migliore della serata, in profondità: Donati-Kopunek-Caputo; l’attac - cante perde tempo, arriva troppo sotto il portiere, che disinnesca (sulla ribattuta fallo di Kopunek e inutile rete di Marotta). Qualche attimo dopo, siamo, all’8’, il gol sembra fatto: Varese scoperto e Marotta che se ne va sulla destra; l’ssist è troppo avanti rispetto a Forestieri, che non aggancia a porta vuota.Dopo è soltanto Varese. Prende possesso del match e non molla più. Un tiro di Grillo, le incursioni di Carrozza, i tre tentativi di De Luca, la punizione di Kurtic, l’incrocio esterno di Carrozza. Il Bari è sulle gambe, Lamanna è in giornata e chiude in cassaforte il primo punto della stagione.

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