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Zeman: «Chi bara deve restituire il maltolto»

Il tecnico dopo le motivazioni del processo alla Juventus: «Ha cancellato 4 anni di calcio in Italia, 4 anni di passione. Se un atleta alle Olimpiadi viene trovato positivo deve restituire la medaglia. Perché una squadra non deve restituire una coppa?» • Il commento
ROMA - «Questa sentenza non chiude un caso, lo apre nuovamente. Ora la giustizia sportiva ha il dovere di intervenire, indaghi, riapra i fascicoli, interroghi nuovamente quei giocatori che, dice Casalbore, hanno mentito. Vada a fondo. Scopra e punisca. Chi bara deve restituire il maltolto. Se un atleta alle Olimpiadi viene trovato positivo deve restituire la medaglia, anche a distanza di tempo. Perché una squadra non deve restituire una coppa?».
Durissimo Zdenek Zeman, in una intervista a Il Romanista che la pubblica domani e ne ha anticipato alcune parti, dopo le motivazioni del processo Juventus che ha contribuito ad avviare con le sue dichiarazioni dell'agosto 1998, quando era sulla panchina della Roma. «E' una sentenza bruttissima, per il calcio e per chi ne fa parte - dice ancora l'allenatore del Lecce -. La Juventus ha cancellato 4 anni di calcio in Italia, 4 anni di passione». «Ci sono condanne penali e condanne morali. Alle prime si può sfuggire, alle seconde no», prosegue così Zdenek Zeman nell'intervista al quotidiano. Zeman si riferisce alla posizione di Antonio Giraudo, l'amministratore delegato della Juventus assolto per insufficienza di prove.
Il boemo poi commenta la posizione dei giocatori bianconeri: «Per la salute loro e di quelli che fanno calcio, per amore della verità: parlino». Su Vialli definito fumoso da Casalbore: «Abbiamo una cosa in comune, il fumo. Solo che io non lo uso nelle aule di tribunale». Il tecnico del Lecce poi parla anche dei controlli antidoping: «Bisognerebbe fare controlli a sorpresa durante la settimana, senza preavviso. Magari esaminando i giocatori infortunati...».
In una precedente intervista ad inizio campionato Zeman aveva detto che lui avrebbe aspettato la fine del processo prima di nominare Lippi ct.: e ora? «Che avrei scelto un altro ct - continua nell'intervista a Il Romanista -. Permettimi una battuta, dopo le mie dichiarazioni nel '98 lui chiese per me 5 anni di squalifica. Oggi io quanto dovrei chiedere per lui?».
Zeman poi risponde a quanti tra giocatori e dirigenti in passato lo attaccarono per le sue denunce: «Nessuno subì nulla per quegli attacchi. Io invece sono stato sempre deferito e multato. mi hanno screditato. Ad alcuni dirigenti hanno detto: non prendete Zeman, ve la faranno pagare. Non ho mai fatto la vittima ma dico: non è stato giusto».
«La speranza - conclude Zeman - di non dover più vedere un processo come questo. Che i dirigenti, i medici, gli allenatori, i giocatori, quindi il sistema calcio diventino più coscienti dei problemi che il doping può portare. Non c'è vittoria, coppa o campionato, che valga la salute di un ragazzo».

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