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Calcio e ingaggi d'oro Ecco quanto dovranno pagare i big del Bari

di ANTONELLO RAIMONDO
La posizione del Bari è stata chiarissima fin dal primo momento. La tassa di solidarietà sarà di pertinenza dei lavoratori, in questo caso dei calciatori. Nessun biancorosso sfuggirà al pagamento. Nonostante si sia abbassato, e di parecchio, il monte ingaggi rispetto a quello della serie A tutti saranno chiamati a mettere mano al portafogli. E nel Bari sono due quelli con lo stipendio più alto Donati e Langella dall’alto dei 750mila euro netti
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Calcio e ingaggi d'oro Ecco quanto dovranno pagare i big del Bari
di ANTONELLO RAIMONDO

La posizione del Bari è stata chiarissima fin dal primo momento. La tassa di solidarietà sarà di pertinenza dei lavoratori, in questo caso dei calciatori. Nessun biancorosso sfuggirà al pagamento. Nonostante si sia abbassato, e di parecchio, il monte ingaggi rispetto a quello della serie A tutti saranno chiamati a mettere mano al portafogli. Sono tre quelli con lo stipendio più basso: Rivaldo, Galano e Bellomo che guadagnano 65mila euro (annuo) al netto delle tasse e che, quindi, dovranno versare nelle casse dell’erario altri 1.140 euro. Meno di loro solo Ceppitelli, che con un ingaggio netto di 60.000 euro, dovrà versare solo 855 euro l’anno. 

I contribuenti più «generosi» saranno, invece, Donati e Langella dall’alto dei 750mila euro netti di stipendio. Per loro il contributo è di 78.660. Meno di quello che sarebbe toccato, per esempio, a uno come Almiron (1 milione e 200 mila euro netti). Per fortuna del Bari tutti questi «Paperoni» non sono più sul libro paga. Magari sarebbero stati loro i primi a pretendere che a pagare fosse stata la società. 

Claudio Garzelli, l’amministratore unico del club biancorosso, ha lanciato messaggi chiarissimi: «Ho studiato la situazione sin da quando si è avuta notizia di questo decreto legge e mi è parso tutto fin troppo evidente. Gli accordi presi tra calciatori e società non saranno disattesi. E non è nemmeno giusto parlare di stipendio lordo e netto. Le buste paga contemplano una certa tassazione e parliamo di Irpef. La tassa di solidarietà è una cosa diversa. È un qualcosa che si chiede ai contribuenti, i datori di lavoro non avranno nessun obbligo». 
«Ho condiviso tutti gli interventi chiarificatori di Adriano Galliani, che da un certo punto di vista ha fatto bene a mettere subito le cose in chiaro al fine di evitare ulteriori contrasti con l’associazione dei calciatori - aggiunge Garzelli, seconda stagione al fianco della famiglia Matarrese alla guida del Bari - e ora mi sembra che un po’ tutte le componenti stiano convergendo su quella dei club. D’altronde basta riflettere su un particolare per schiarirsi le idee. Questa tassa potrà essere portata in deduzione dai contribuenti. Vi sembrerebbe normale che a pagare siano le società e poi ai calciatori tocchi anche giovarsi di agevolazioni fiscali? Senza contare che sarebbe quantomeno imbarazzante parlare di solidarietà di un lavoratore se poi a pagare non è il singolo».

«Sarebbe anche auspicabile che la gestione di tale tassa di solidarietà - l’ennesima precisazione dell’amministratore unico del Bari - venga discussa anche all’interno dell’i n f u o c at o dibattito circa il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori. Meglio fare chiarezza anche perché penso che il calcio abbia già tanti problemi da risolvere e che, dunque, la litigiosità vada ridotta al minimo». 

Ma a quanto ammonterebbe il totale della tassa di tutta la rosa biancorossa? Il calcolo va fatto sullo stipendio lordo. Chi supera i novantamila euro annui pagherà il 5% sull’eccedente. Il 10%, invece, per quelli che hanno un reddito superiore a centocinquantamila euro. Il totale è di 614 mila e 175 euro, ovviamente distribuito tra tutti i tesserati.

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