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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:33

Luciano Navarra getta la spugna chiude storica palestra

di GIOVANNI LONGO
BARI - Luciano Navarra getta la spugna. Dopo un quarto di secolo vissuto sul ring facendo appassionare al suo sport generazioni di baresi, il «maestro», suo malgrado, chiuderà la palestra. «Non ce la faccio più a pagare l’affitto - dice quasi singhiozzando - sono costretto ad andare via». Già dallo scorso giugno l’attività si è ridimensionata. A fine mese, fisicamente, Navarra abbasserà la saracinesca della palestra che si trova sulla via di Bitritto, non lontano dallo stadio San Nicola
Luciano Navarra getta la spugna chiude storica palestra
di GIOVANNI LONGO

Luciano Navarra getta la spugna. Dopo un quarto di secolo vissuto sul ring facendo appassionare al suo sport generazioni di baresi, il «maestro», suo malgrado, chiuderà la palestra. «Non ce la faccio più a pagare l’affitto - dice quasi singhiozzando - sono costretto ad andare via». Già dallo scorso giugno l’attività si è ridimensionata. A fine mese, fisicamente, Navarra abbasserà la saracinesca della palestra che si trova sulla via di Bitritto, non lontano dallo stadio San Nicola. 

«Non oso immaginare quale sarà il mio stato d’animo quel giorno. Preferisco concentrarmi sul lavoro che stiamo facendo con la mia ultima allieva». Nicoletta Lobascio, 20 anni, 14 combattimenti alle spalle si sta preparando in vista dei campionati italiani assoluti. «Nicoletta come gli altri miei ragazzi mi seguirà nelle piscine comunali di Modugno o nella palestra di Carbonara dove, anche grazie all’interessamento di Elio Sannicandro, ho trovato lavoro». 

Il presidente regionale del Coni, nonchè assessore della giunta Emiliano, ha dato una mano a Navarra. Ma il maestro, in qualche modo, si sente «tradito» dalle istituzioni. «Fino a quando sono arrivati contributi pubblici - dice Navarra - ho potuto andare avanti riuscendo a stare nelle spese, specie nei mesi estivi quando in palestra non viene nessuno. Ma adesso non ce la faccio più a pagare 1.850 euro di affitto, più acqua, luce e gas». 

E’ dal 1985 che Navarra, prima nella storica palestra di via Mandragora nelle vicinanze del Policlinico, poi, da 12 anni, sulla via di Bitritto, trasmette a chi varca quella soglia l’amore per il suo sport. «Ho allenato persone importanti come il sindaco Michele Emiliano, come i magistrati Carlo Maria Capristo e Lorenzo Lerario e persone umili come tanti ragazzi che venivano da quartieri e situazioni famigliari e private difficili e che, grazie allo sport, grazie alla boxe, non sono caduti nel baratro della malavita. Ho convinto sul ring decine di ragazzi ad abbandonare strade che avrebbero portato loro nel precipizio». 

Ma adesso, a quanto pare, tutto è cambiato. «Non c’è più “fame”. Manca quella “cattiveria” di chi vuole farcela. Ho dato anima e corpo a questo sport. Continuerò a farlo». 

Navarra, 57 anni, ex campione italiano nel 1980 nella categoria Superleggeri, non vuole mollare i guantoni. Grazie alla sua disponibilità, oltre che a quella del tribunale di sorveglianza, Goran Gogic, 32 anni, montenegrino, ex campione di Germania, è potuto uscire dal carcere di Bari dove era detenuto per allenarsi. La «Gazzetta» seguì quell’incontro tra l’uomo che aveva sbagliato e che cercava il riscatto (Goran) e il maestro che sul ring non concedeva sconti al suo allievo (Luciano). 

Il sudore e la fatica di chi ha frequentato la sua palestra li porterà via con sè. Ma quando abbasserà quella saracinesca, dopo avere colpito per l’ultima volta il sacco con i suoi vecchi guantoni, c’è da scommetterci, gli scapperà una lacrima.

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