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Domenica 24 Settembre 2017 | 19:45

Calcio / Serie A - Palermo-Lecce 3-2

Partita-spettacolo in Sicilia: rigore parato con tecnica strepitosa dal portiere dei salentini, Sicignano, al 19° minuto del primo tempo. In testa alla classifica, ieri il Milan ha raggiunto la Juventus a 54 punti • Tutti i risultati della 25ª giornata del campionato • La classifica cannonieri
Calcio / Palermo  - Lecce: il rigore parato da Sicignano PALERMO-LECCE 3-2 (2-1)

• Palermo (4-3-2-1): Guardalben 6, Zaccardo 6, Biava 6, Barzagli 6.5, Grosso 4.5, Barone 6.5, Corini 6.5, Santana 7.5, Zauli 6.5 (35' st Conteh sv), Brienza 5.5 (16' st M. Gonzalez 6), Toni 6.5. (1 Santoni, 6 Terlizzi, 26 Balistreri, 28 D'Aiello, 94 F. Milano). All.: Guidolin 6.5.

• Lecce (4-3-3): Sicignano 6.5, Cassetti 6 (41' st Angelo sv), Diamoutene 4.5, Stovini 5.5, Rullo 6.5, Giacomazzi 6, Ledesma 6, Dalla Bona 6.5, Konan 7, Vucinic 5, Pinardi 7 (28' st Valdes sv). (22 Rosati, 23 Marianini, Camisa, 81 Abruzzese). All.: Zeman 6.

• Arbitro: De Santis di Roma 6.
• Reti: nel pt 6' Konan, 42' Santana, 45' Santana; nel st 22' Konan, 31' Toni.
• Angoli: 6-1 per il Palermo.
• Recupero: 1' e 3'.
• Ammoniti: Barone, Zauli e M. Gonzalez per gioco falloso; Toni e Ledesma per reciproche scorrettezze; Santana per essersi tolto la maglia dopo il secondo gol; Pinardi e Rullo per proteste.
Spettatori: paganti 33.559, per un incasso di 555.241,19 euro, presenti 35 mila circa.
• NOTE: al 19' pt Sicignano ha parato un rigore calciato da Corini.

** I GOL - 6' pt: azione personale di Rullo sulla sinistra, tunnel su Corini e cross rasoterra verso il secondo palo. Sul pallone di avventa Konan, che anticipa Grosso e batte Guardalben.
- 42' pt: batti e ribatti in area con i rosanero che vanno un paio di volte al tiro, ma trovano il muro del Lecce. Risolve tutto Santana con un sinistro a rientrare che si insacca nell' angolo a mezz'altezza alla destra di Sicignano.
- 45' pt: Toni supera con un tunnel Diamoutene e serve sulla destra dell'area Santana che batte con un preciso rasoterra Sicignano.
- 22' st: cross dalla destra per Vucinic che, da posizione defilata, dalla parte opposta impegna Guardalben; la difesa del Palermo è ferma e allora riprende Konan, che controlla, inquadra la porta e trova lo spiraglio per firmare il 2-2.
- 31' st: bella azione del Palermo sulla destra: Zauli di tacco serve Barone che crossa per Toni, la cui girata da breve distanza sorprende Sicignano.

PALERMO - Messina-Juventus? Milan-Cagliari? Udinese-Inter? No, la partita della settimana è Palermo-Lecce 3-2. Appuntamento a fine stagione, poi, per sapere se possa ambire alla nomination per l'Oscar di migliore gara della stagione 2004-05 di serie A. Sarà un caso, ma da una parte c'è Zeman, il profeta del calcio offensivo e dall'altra Guidolin, che è maestro della fase difensiva, ma che conosce anche l'arte dell'attacco, soprattutto se le condizioni lo ispirano e gli interpreti lo assecondano.
Ne esce dunque un confronto con cinque gol, un rigore sbagliato (anzi parato da uno strepitoso Sicignano, in passato per 11 anni giocatore del Palermo), una caterva di occasioni da gol e una corsa alla palma del protagonista dal match, cui hanno partecipato perlomeno Santana (doppietta), Toni (gol decisivo), Corini (che sembra aver trovato l'elisir di eterna giovinezza), Zauli e Barone per i siciliani e Konan (altra doppietta), Pinardi (un trottolino fino a quando non ha esaurito le forze), Vucinic (meno concreto del solito però) e i tre della linea mediana (Giacomazzi, Ledesma e Dalla Bona) per i pugliesi.
I difensori, il cui rendimento è stato comunque elevato, pagano l'eccezionale pressione alla quale sono stati sottoposti. Sarà pure trovare il pelo nell'uovo al cospetto di una interpretazione così liberamente costruttiva del gioco del calcio. È da sottolineare, però, se si considera che il Palermo finora aveva subito in casa solo cinque gol su diciassette complessivi e se si pensa che i salentini erano riusciti, a partire dal girone di ritorno, a limitare molto sia le reti subite sia le sortite altrui (fatta eccezione per la partita di Cagliari giocata in emergenza).
Stavolta, nonostante le indisponibilità (per infortuni e influenza), Zeman non è costretto a rivoluzionare la formazione, anche se è a corto di alternative in panchina (dove siede Camisa, giovane difensore e capitano della Primavera). Rientra Sicignano e tra i rincalzi il secondo portiere è Rosati, grande protagonista contro il Chievo nel giorno del suo esordio. Anche il tecnico Guidolin, che festeggia le 300 gare in serie A, deve fare i conti con alcuni assenti, ma lo schieramento iniziale è esattamente quello della gara di Bologna.
Nella gara di andata, la partenza del Palermo fu bruciante e produsse occasioni a ripetizione, ma senza esito (i salentini punirono lo sciupìo con una doppietta di Vucinic). In questo caso, piazzando i centrali difensivi (perlopiù Stovini) sulle tracce di Toni e riducendo gli spazi a disposizione di Brienza e Zauli, il Lecce dà inizialmente conferma della solidità difensiva mantenendo la peculiarità di essere micidiale davanti. Dopo un lancio di Cassetti per Vucinic (5'), che costringe Biava a un pericoloso colpo di testa all'indietro, al 6' i giallorossi passano con una combinazione da manuale: Rullo scambia sulla sinistra con Dalla Bona, tunnel a un avversario e assist sull'altro palo per il puntuale Konan, che dà lustro a se stesso (terzo sigillo in campionato; alla fine saranno quattro) e al club (record di reti segnate in un campionato di serie A, arrivato dopo appena 25 giornate).
La risposta del Palermo, ammazza-Juve nella precedente gara interna e in corsa per un posto in Champions League nella prossima stagione, è immediata e veemente: una punizione a lato di Corini al 10' precede un salvataggio sulla linea di Diamoutene (11') su colpo di testa di Zaccardo, servito da un cross di Corini misurato male da Sicignano. La gara sale di tono e i capovolgimenti si sprecano: al 13' torre di Toni per Santana che conclude fuori; al 16' contropiede del Lecce finalizzato da un destro di Vucinic parato da Guardalben; al 17' tiro dalla distanza di Dalla Bona.
La pressione dei siciliani non ha pause, ma è premiata nella maniera meno limpida quando l'arbitro De Santis concede un calcio di rigore per un contatto tra Stovini e Toni. Sicignano non ci sta e si trasforma in Superman (19'): para il tiro di Corini, respinge la ribattuta di Toni e sul cross successivo è aiutato prima dal palo su tiro di Brienza e poi da Stovini che si frappone tra palla e Zaccardo. Le emozioni si sprecano. Non sono, però, solo i tifosi del Palermo a imprecare perché in sette minuti ai tifosi giallorossi (bene accolti in virtù del gemellaggio) resta l'urlo in gola almeno tre volte sull'asse Pinardi-Vucinic: clamoroso al 28' l'errore del montenegrino che, messo da Pinardi davanti al portiere, calcia fuori.
A questo punto comincia l'assalto dei rosanero, che nell'ultimo quarto d'ora tolgono il respiro agli avversari, schiacciandoli sempre più nella loro area. Al 32' c'è un dubbio intervento di Diamoutene su Grosso, che il direttore di gara ritiene regolare; al 34' Toni imita Vucinic e fallisce davanti a Sicignano (che ci mette del suo chiudendogli lo spazio). Poi, in tre minuti, gli uomini di Guidolin raccolgono quello che hanno seminato. Al 42' Brienza allarga per Barone, che da destra mette in area: Diamoutene rimpalla di petto prima la conclusione di Zauli, poi quella di Brienza, ma nemmeno Sicignano può nulla sul sinistro a girare di Santana. L'argentino si ripete al 45' su assist di Toni, che, in area sul settore di sinistra, salta Diamoutene con un tunnel e serve il compagno all'indietro cogliendo in controtempo la difesa: 2-1.
Le squadre tornano negli spogliatoi tra gli applausi scroscianti. Ma non è finita. Nella ripresa si riparte subito con le marce alte. Il Palermo ha due opportunità per allungare, ma Sicignano è ancora protagonista: al 51' Zauli per Zaccardo, il portiere esce e rimedia; al 55' è Corini ad allargare per Brienza, tocco sotto e deviazione impercettibile. Sarebbe angolo, ma gli arbitri non se ne avvedono. È l'ultima percussione del piccolo trequartista dei siciliani, visto che al 61' Guidolin lo richiama per far posto a Gonzalez (va a destra e si passa di fatto a un 4-4-1-1 con Santana a sinistra e Zauli in appoggio a Toni) da cui si aspetta le accelerazioni per mettere in crisi il dispositivo difensivo di Zeman.
Al contrario, è il Lecce a riguadagnare terreno. La gara non ha il ritmo del primo tempo, anche perché sarebbe impensabile, ma i salentini hanno ancora energie per tentare una rimonta sfiorata al 65' da Konan e perfezionata al 67' sempre dall'ivoriano: traversone di Cassetti sul secondo palo a scavalcare il portiere, colpo di testa di Vucinic, Barzagli toglie il pallone dalla porta, ma interviene l'attaccante africano e pareggia: 2-2. Zeman, forse, pregusta il colpaccio (al 71' dentro Valdes al posto di Pinardi), ma l'incontro cambia ancora direzione. Al 76' tacco di Zauli per Barone e palla dentro nella zona di Toni, affiancato da Diamoutene. Entrambi cercano di intervenire, ma Toni è più veloce a toccare con la punta del piede e a battere Sicignano.
Sul 3-2 Guidolin si copre, inserendo Conteh per Zauli (5-4-1), mentre il boemo tenta il tutto per tutto mandando in campo Angelo al posto di un affaticato Cassetti. L'impresa potrebbe anche riuscire. Al 79' Dalla Bona, servito da Giacomazzi, trova il… muro Guardalben; al 91' Vucinic ha di nuovo sul piede il colpo del 3-3: stop di destro e diagonale di sinistro di poco a lato. Poi la partita finisce per essere archiviata tra quelle da ricordare. Certo, per i salentini sarebbe stato meglio vincere. Accantonati (per adesso?) i sogni europei, resta però una consolazione nell'ottica salvezza: il distacco dalla terz'ultima (+ 7 rispetto al Siena) rimane rassicurante.
G. Flavio Campanella

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