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Vinci è una favola eliminata Ivanovic

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - La tennista tarantina continua a ballare il rock. Che sia terra, erba o cemento, non fa differenza. Nella prestigiosa «Rogers Cup», arricchisce il suo copione da «star». Dopo aver stregato l’altroieri la numero uno del mondo Caroline Wozniaki in due set, la storia è tornata subito a fare i conti con la ventottenne azzurra. Robertina fa bere il suo calice amaro ad un’altra «balena» del circuito, la serba Ana Ivanovic, ex «regina» mondiale, in un’ora e diciannove minuti. Risultato chiaro: il 7-6, 6-2. Ora nei quarti l’australiana Stosur
Vinci è una favola eliminata Ivanovic
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Roberta Vinci continua a ballare il rock. Che sia terra, erba o cemento, non fa differenza. A Toronto, nella prestigiosa «Rogers Cup», la tennista tarantina arricchisce il suo copione da «star», che il 2011 le ha consegnato partita facendo.

Dopo aver stregato l’altroieri la numero uno del mondo Caroline Wozniaki in due set, ieri sera (in Italia, il primo pomeriggio in Canada) la storia è tornata subito a fare i conti con la ventottenne azzurra. Robertina fa bere il suo calice amaro ad un’altra «balena» del circuito, la serba Ana Ivanovic, ex «regina» mondiale, attualmente sulla poltrona numero 16. La bella «pin-up» di Belgrado finisce al tappeto in un’ora e diciannove minuti. Risultato chiaro: il 7-6, 6-2 svela l’equilibrio della prima parte (due servizi persi a testa, poi il tie-break che dal 3-3 fa rompere gli indugi all’italiana, che firma il 4-0 decisivo) e il monologo «vinciano» della seconda.

La Vinci si porta sul 2-0 negli scontri diretti del 2011 con la Ivanovic. La sua forza provoca l’inversione di tendenza di questa particolare sfida italo-serba, visto che i precedenti, alla fine del 2010, consegnavano il poker dell’avversaria. È questo un’ulteriore segno della buona salute della Vinci, le cui palle arrotate, gli affacci da fiorettista a rete sempre più sicuri, il rovescio in back ed il dritto pulito ma avvelenato ad uscire, costituiscono le armi da killer seriale.

I numeri del 2011 rendono palpabile il «miracolo» dell’atleta che con il suo stile elegante mette in discussione una disciplina votata alla potenza. I quarti raggiunti ieri a Toronto, risultato inedito per lei, coincidono con la trentunesima vittoria su cinquanta singolari giocati dall’inizio dell’anno.

Nelle tasche di Roberta ci sono tre tornei Wta vinti nella stessa stagione. Il record è storico per il tennis femminile italiano, arricchito dal successo inedito (sempre per un’azzurra) sull’erba, che nel suo caso è stata quella olandese di s-Hertogenbosch nel giugno scorso. In precedenza, ad Aprile, Roberta conquistava per la seconda volta in carriera Barcellona, sulla «terra». Stessa superficie nella quale pescava il tris d’oro stagionale a Budapest. Era il 10 luglio e la tarantina finiva per dominare un torneo da 220mila dollari. Quasi degli «spiccioli» rispetto ai 2 milioni e 50mila dollari presenti nella cassa del torneo canadese, attuale scenografia del tennis «rosa».

Sul cemento di Toronto, la Vinci raggiunge i quarti battendo tutte per 2-0 tre avversarie posizionate più in alto di lei in classifica: la belga Wickmayer (19), la danese Wozniaki (1) e la serba Ivanovic (16). Oggi cosa accadrà nel match inedito con l’australiana Samantha Stosur, ex 4 mondiale, ora scesa al numero 11, ma che ieri ha piegato la 6 Na Li in appena due set (6-2, 6-4)? «Difficile prevederlo, io so solo che ho ancora fame... ». Il pensiero, lanciato da Toronto, è chiaro. Roberta Vinci vuol continuare a mietere vittime e rendere ancora più splendido questo 2011. Comunque vada oggi, lunedì sarà tra le prime 20 del mondo. Arriverà il suo nono miglior ranking ottenuto dal 22 febbraio ad oggi. Sembra un sogno.

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