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Lecce, parla Cuadrado «Eccitato dal tridente»

di MASSIMO BARBANO
LECCE - «Se potessi decidere io in che ruolo giocare» - dice «sceglierei quello di attaccante, mi vedrei bene nel 4-3-3 di mister Di Francesco». In realtà, nel campionato scorso nell’Udinese, Cuadrado ha giocato quasi sempre come terzino destro, nonostante la squadra di Guidolin giocasse con la difesa a tre. Con un assetto difensivo a quattro, le possibilità per gli esterni di spingersi in avanti sono maggiori. Fra l’altro, il Lecce ha voluto questo giocatore soprattutto per a sua versatilità tattica, potendolo utilizzare come esterno sia in attacco che in difesa
• Sette gol al Castelfranco
Lecce, parla Cuadrado «Eccitato dal tridente»
Massimo Barbano

LECCE - Cuadrado si candida nel «tridente». Il ventitreenne esterno colombiano, ultimo arrivato nelle fila del Lecce manda un chiaro messaggio all’allenatore Eusebio Di Francesco.

«Se potessi decidere io in che ruolo giocare» - dice «sceglierei quello di attaccante, mi vedrei bene nel 4-3-3 di mister Di Francesco».

In realtà, nel campionato scorso nell’Udinese, Cuadrado ha giocato quasi sempre come terzino destro, nonostante la squadra di Guidolin giocasse con la difesa a tre. Con un assetto difensivo a quattro, le possibilità per gli esterni di spingersi in avanti sono maggiori. Fra l’altro, il Lecce ha voluto questo giocatore soprattutto per a sua versatilità tattica, potendolo utilizzare come esterno sia in attacco che in difesa. Ma, considerato che il ruolo di terzino è già ben coperto da Tomovic e che un’alternativa arriverà dal mercato, ne consegue che il giovane colombiano sarà destinato molto più vicino alla porta avversaria.

«Una delle mie caratteristiche è la velocità» - prosegue - «è per questo che mi vedo meglio in avanti, come esterno della linea di attacco».

Se il Lecce ha puntato quest’anno su giocatori che abbiano voglia di riscatto e di conferme, l’analisi delle motivazioni di questa fase estiva del campionato riscontra in Cuadrado una forte presenza di voglia di visibilità, probabilmente accumulata l’anno scorso in Friuli dove ha avuto poche possibilità di mettersi in evidenza (solo 14 presenze, per lo più spezzoni di partite). E questo è un elemento che non gli fa rimpiangere la decisione.

«Già dall’anno scorso a Udine, ho maturato la convinzione che sarebbe stato meglio trasferirmi in un club dove avrei avuto maggiore spazio» - continua - «ecco perchè non ho avuto alcuna esitazione quando si è trattato di trasferirmi in Salento. Ho detto subito sì con molto entusiasmo. E poi qui in ritiro con i nuovi compagni si è formato un bel gruppo e sono pronto a fare del mio meglio per contribuire alle fortune della squadra. Lottare per la salvezza? Non sarà un problema, anzi, cerchiamo di assicurarcela quanto prima e poi potremo anche prenderci qualche soddisfazione».

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