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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:42

Coach Bucchi basket Brindisi «Un buon team»

di FRANCO DE SIMONE
E' facile registrare come una sorta di “riflessione” nelle parole del tecnico bolognese quando afferma: «Non è un facile momento quello che attraversa la pallacanestro italiana. Sarebbe stato immorale, stante la crisi mondiale del basket, se avessimo agito sul mercato compiendo follie». Sull'Enel: «Non sarà semplice, ma la cosa è stimolante. È la squadra che noi abbiamo voluto perché su ogni elemento abbiamo scommesso. Sappiamo delle qualità tecniche e morali di ciascun componente. Sappiamo, inoltre, che il lavoro sarà il nostro credo da qui a maggio. Non ci resta che cominciare»
Coach Bucchi basket Brindisi «Un buon team»
di FRANCO DE SIMONE

«Adelante, Pedro, con juicio» (Avanti, Pietro, con giudizio). Chissà che non sia stata proprio la frase manzoniana usata dal patron dell’Enel Basket, Massimo Ferrarese per raccomandare attenzione e massima prudenza nell'allestimento della nuova squadra. In effetti, è facile registrare come una sorta di “riflessione” nelle parole del tecnico bolognese quando afferma: «Non è un facile momento quello che attraversa la pallacanestro italiana. Sarebbe stato immorale, stante la crisi mondiale del basket, se avessimo agito sul mercato compiendo follie». 

Però, ad occhio e croce, la squadra appena allestita... «È una buona squadra. Mi piace definirla equilibrata, formata da dieci giocatori che si troveranno insieme per la prima volta e che, logica vuole, dovranno lavorare tanto, ma davvero tanto, per uniformare il loro modo di intendere il coincetrto “squadra”». 

Nessuna scelta scriteriata, tutti obiettivi mirati. Qual è la sensazione che prova dopo aver chiuso il cerchio? «Non ho alcuna difficoltà ad ammettere che questo è un gruppo che riuscirà a crearsi delle belle soddisfazioni e che, di converso, si conquisterà le simpatie dei sostenitori dell’Enel Basket». 

Si sarà fatto, anche se è un po’ troppo presto per dirlo, un’idea di ciò che sta maturando in questi giorni nell’allestimento delle altre squadre di LegaDue. «A dire il vero di buone squadre ne vedo tante. Venezia e Veroli hanno già “ereditato” due buoni roster non per niente Venezia è arrivata alla finale e i laziali ci sono andati vicini. Inoltre, Venezia ha ricevuto anche le 500 mila euro da Teramo e la cosa non da poco conto. A tutto ciò è daaggiungere che hanno entrambe migliorato gli organici. Ma ammetto volentieri che ci siamo anche noi, sebbene il macigno dell’unica promozione è troppo grande».

Dunque, l’Enel Basket c’è. Vero? «Al di là di qualsivoglia considerazione e del rispetto che è per tutti i nostri avversari, noi vogliamo recitare fino in fondo la nostra parte». 

Il «dieci» prima pensato, poi allestito, a leggere l’età anagrafica dei componenti, sembra sia stata costruita pensando anche al futuro prossimo. È stato questo l’intendimento posto in pratica? «Diciamo che nel momento in cui l’abbiamo pensata, con Alessan - dro Giuliani, abbiamo ipotizzato sin da subito una miscela di gioventù e di esperienza. Soprattutto volevamo giocatori che intendessero identificarsi nella scelta che noi, io e Giuliani, abbiamo fatto scegliendo Brindisi quale piazza importante della pallacanestro italiana». 

Ciò significa che ogni componente ha accettato il “piano Brindisi” condividendo - lo senza dubbi? «Noi lo abbiamo spiegato molto chiaramente: abbiamo detto di Brindisi quale piazza che ama il basket, una città ed i suoi sostenitori che meritano il massimo rispetto. Quindi, abbiamo cercato di far capire loro in che posto sarebbero capitati se avessero accettato di giocare per Brindisi. Di più non potevamo fare. Non potevamo certamente rompere loro la testa per capire cosa frulla nel loro cervello. Allo stato, però, posso tranquillamente affermare che sono completamente convinto delle scelte compiute». 

Da oggi al giorno del raduno mancano dieci giorni. Poi siete attesi dal lavoro di assemblaggio. «Non sarà semplice, ma la cosa è stimolante. È la squadra che noi abbiamo voluto perché su ogni elemento abbiamo scommesso. Sappiamo delle qualità tecniche e morali di ciascun componente. Sappiamo, inoltre, che il lavoro sarà il nostro credo da qui a maggio. Non ci resta che cominciare».

Saranno parole al miele quelle pronunciate da coach Bucchi per gli appassionati dell’Enel Basket. Pensieri che hanno accompagnato tutta questa prima parte della stagione agonistica appena iniziata e tutta da vivere.

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