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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Carraro eletto presidente a... termine

L'assemblea della Federcalcio lo ha rieletto sino al 2006, data in cui già sapremo se l'Uefa avrà attribuito all'Italia la organizzazione degli Europei del 2012. Comunque vada, Carraro lascerà il suo posto all'attuale vice-presidente Giancarlo Abete
FIUMICINO (ROMA) - Un presidente con scadenza scritta sul retro. L'assemblea elettiva della Federcalcio non ha tradito gli accordi raggiunti a fatica ed ha rieletto Franco Carraro a Fiumicino (Rm) sino al 2006, data fatidica in cui già sapremo se l'Uefa avrà attribuito all'Italia la organizzazione degli Europei del 2012. Comunque vada, Carraro lascerà il suo posto, in una staffetta ideale, all'attuale vice-presidente Giancarlo Abete, che aveva fatto un passo indietro proprio per permettere alla Figc di arrivare al voto senza spaccature e con un unico programma da sostenere. Con una sorta di plebiscito, dunque, a via Allegri prosegue la gestione del presidente che resterà in sella solo per occuparsi del dossier da presentare all'Uefa entro il 31 luglio 2005 che sottolinei l'opportunità di far giocare gli Europei sui nostri campo, lasciando ad Abete una vasta licenza di operare in ambito amministrativo. Non ci saranno conflitti di competenze perché entrambi hanno delineato le rispettive materie, né dovrebbero esserci colpi di scena tra un paio di anni, quando comunque per sostituire Carraro con Abete le sei componenti del mondo calcistico dovranno tornare a infilare la scheda nell'urna.
«Sui risultati della nazionale un presidente ha sempre una responsabilità oggettiva - ha sottolineato il confermato Carraro nella conferenza stampa del post assemblea - ma sulla candidatura per gli Europei del 2012 sarà assolutamente soggettiva: qualora non riuscissi nell'intento, lo considererei un insuccesso personale». Fa delle assicurazioni, Carraro, quando afferma che, nel progettare Euro 2012, non si commetteranno errori e sprechi (allora, di denaro pubblico) fatti per ospitare i Mondiali del '90. E poi, l'idea di offrire i manti erbosi dei nostri impianti alla rassegna continentale è un treno da prendere in corsa per consentire la trasformazione degli impianti attuali da fatiscenti a moderni, in grado in un colpo solo di offrire comfort, buona visibilità e posto per le tante telecamere delle tv che vivisezionano il calcio. Un primo effetto della sua riconferma, però, Franco Carraro vorrebbe vederlo subito, magari già a partire dal primo Consiglio Federale del 28 febbraio: «Spero ora si risolva il problema della Lega Professionisti - spiega il capo della Figc -. E' un aspetto di primaria importanza: entro il 31 marzo si deve procedere al rinnovo della cariche, il discorso è così complesso che nemmeno un commissario avrebbe delle doti taumaturgiche».
Ribadisce il suo impegno, ora scevro da accuse elettorali, di portare avanti in seno all'Uefa il dibattito sull'utilizzo della tecnologia in campo, è convinto che alla lunga l'attenzione ai vivai con conseguenti imposizioni di un tetto minimo in prima squadra possa piacere anche alla Lega, purché il calcio non si voglia trasformare in puro show-business con la perdita delle sue peculiarità sportive. E, per quanto riguarda il problema arbitrale, Carraro rimanda al termine della stagione, «quando si saprà c'è stata una compensazione accettabile: solo in questo caso, a differenza di quanto dica Blatter, gli errori possono far parte del gioco». Il Carraro-bis è appena avviato che già si pensa a che tipo di estate vivremo, con la solita ondata di proteste, ricorsi e minacce di bloccare i campionati: «Rispetto al passato - termina Carraro - abbiamo previsto una diversa calendarizzazione. La Figc prenderà tutte le decisioni entro i primi di luglio, per dedicare poi il resto del mese a Camera di Conciliazione del Coni, Tar e Consiglio di Stato. Bisogna però essere sempre preparati al peggio: va messa in conto qualche fantasia italica».

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