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Calcio / Serie A - Chievo mortificato a Lecce

Sfavillante la squadra salentina, guidata da Zeman e con il debutto di Rosati in porta, che va in gol e conclude il match 3-0 con Konan al 27° del 1° tempo, Valdes e Vucinic nel 2° tempo • I risultati della 24ª giornata del campionato e la classifica • L'albo dei marcatori
LECCE-CHIEVO 3-0 (1-0) Calcio - Lecce-Chievo: il gol di Vucinic
• LECCE (4-3-3): Rosati 6,5; Cassetti 6,5 , Diamoutene 6,5, Stovini 6,5, Rullo 6; Giacomazzi 6,5, Ledesma 6, Dalla Bona 6; Konan 6,5 (34' st Angelo), Vucinic 6, Pinardi 7 (23' st Valdes 6). (27 Anania, 23 Marianini, 26 Paci, 28 Bjelanovic, 81 Abruzzese). All. Zeman 6,5.
• CHIEVO (3-4-3): Marchegiani 5,5; Moro 5, Mandelli 6, D'Anna 5,5; Malagò 5, Brighi 6, Baronio 6 (12' st Fusani 6 ), Lanna 6; Luciano 5,5 (17' st Pellissier), Franceschini 6, Tiribocchi 5.5. (34 Marcon, 2 Mensah, 6 Potenza, 28 Marchesetti, 20 Fusani, 21 Sammarco). All. Beretta 5.
• Arbitro: Morganti di Ascoli 6.
• Reti: 27' Konan, 75' Valdes, 77' Vucinic.
• Angoli: 6-5 per il Chievo.
• Recupero: 1', 2'.
• Ammoniti Ledesma, Dalla Bona, D'Anna, Malaga per gioco falloso e Moro per comportamento non regolamentare.
• Spettatori: paganti 4.175 per un incasso di euro 43.691 oltre alla quota di 7.173 abbonati per euro 83.140.

** I GOL
• 27' pt: scambio Cassetti-Vucinic-Casseti, traversone al centro, Konan, di testa, precede Malaga e Moro ed insacca alla sinistra di Marchegiani.
• 30' st: da 20 metri in diagonale tira Valdes, Marchigiani accenna a bloccare e perde il pallone che finisce in rete.
• 32' st: lungo lancio di Cassetti per Vucinic che brucia sullo scatto Moro precede Marchigiani e insacca.

LECCE - La filosofia di Zeman funziona, oggi più che mai. Se ne accorgono tutti al Via del Mare. I tifosi, ad esempio, accolgono il boemo con uno striscione dai contenuti politico-sportivi («Con Zeman contro il sistema») e lo lasciano, dopo il 3-0 rifilato al Chievo (+9 in classifica sulle terz'ultime Brescia e Parma), con cori che nella sostanza sottolineano l'assoluta fedeltà al maestro anche nei teoremi calcistici, soprattutto dopo il revisionismo tecnico-tattico dell'ultimo periodo.
Perfezionato il dispositivo difensivo (la trasferta di Cagliari, giocata in emergenza, non fa testo), che ormai concede poco o nulla agli avversari, il Lecce torna a essere la squadra prolifica di inizio stagione, come dimostrano le cifre: dopo l'Inter (46 reti all'attivo), ci sono i giallorossi (42 gol, a pari merito con la Roma), senza però considerare il posticipo Reggina-Milan.
Se poi le tre segnature arrivano dagli attaccanti (Konan, Vucinic e Valdes), compreso uno dei nuovi arrivati, e tra i protagonisti della vittoria c'è Rosati, un portiere ventunenne, lanciato nella mischia inaspettatamente, capace di concludere l'incontro senza sbavature, si può dire che, messo alle spalle un inverno di freddezza (culminata con la cessione di Bojinov), la primavera leccese sia cominciata di nuovo nel segno di Zeman, idolo della curva, ormai sicura che basti questo Re Mida della panchina (coadiuvato peraltro dagli strateghi Corvino e Semeraro) per costruire una lunga stagione di successi. Sempre che, come accaduto in Sardegna, non si debba cambiare quasi tutta la squadra in un colpo solo.
Nel Lecce rientrano per fine squalifica Cassetti, Giacomazzi, Ledesma e Dalla Bona. L'unico dubbio per Zeman sembrerebbe essere la scelta in attacco tra Konan e Angelo come esterno di destra, ballottaggio che si risolve a favore dell'ivoriano (gli altri uomini del tridente sono Vucinic e, a sinistra, Pinardi). Invece, la novità è la presenza tra i pali, per sostituire Sicignano espulso al Sant'Elia, del portiere della Primavera Rosati, promosso titolare (è all'esordio) a scapito di Anania, in settimana protagonista di un battibecco con Diamoutene, regolarmente in campo in difesa accanto a Stovini (Rullo è il quarto a sinistra). Il Chievo recupera Brighi (che fa coppia a centrocampo con Baronio), ma non può contare su Semioli (squalificato) e sugli infortunati Cossato e Amauri. Nel 3-4-3 di Beretta, sull'asse di sinistra trova posto, davanti a Lanna, Franceschini (Pellissier va in panchina).
La circospezione tattica è la regola: rigoroso il controllo degli avversari, rigido il presidio degli spazi. Ne risente la velocità della manovra, ma l'esecuzione segue schemi collaudati e produce occasioni. Tanto che nel primo quarto d'ora si contano non meno di sei opportunità da rete, escludendo una serie di pericoli, soprattutto da calci d'angolo, sui quali la difesa dei salentini va alcune volte in affanno.
Il botta e risposta inizia al 2' con un destro fuori di Luciano, cui risponde Konan al 5' di testa. Al 7' è Giacomazzi, servito da Vucinic, a concludere alto, anche se ad andare davvero vicino al gol per primo è il Chievo. Protagonista il portierino Rosati al 9': prima si oppone in angolo su una girata di Franceschini, poi si esibisce in un colpo di reni fenomenale sugli sviluppi del corner per togliere dalla porta un'incornata di Mandelli.
A questo punto, il Lecce alza progressivamente il ritmo e diventa padrone della scena. Al 13' c'è un destro di Dalla Bona; al 15' comincia a scaldarsi Konan (sinistro parato da Marchegiani); al 20' Pinardi serve Cassetti, il cui sinistro termina a lato; al 24' ritenta Giacomazzi dalla distanza, ma anche stavolta il pallone sorvola la traversa. Il gol è nell'aria e arriva al 27' al termine di una combinazione che merita addirittura gli applausi di Zeman dalla panchina. Metre Cassetti scambia con Vucinic, Konan è puntuale nel movimento: inserimento e, su cross dell'esterno giallorosso, colpo di testa che sblocca la sfida.
Come in altri recenti confronti (contro l'Atalanta, a Brescia), il Lecce, una volta in vantaggio, anziché esporsi, frena e aspetta gli avversari al varco. La strategia paga, intanto perché i veneti riescono a rendersi pericolosi soltanto su un calcio di punizione di Baronio (40'), battuto a sorpresa mentre Rosati, comunque bravo a intervenire e a deviare in angolo, organizza la barriera. Il centrocampista del Chievo sul finire del primo tempo s'infortuna calciando il pallone (problemi muscolari), stringe i denti e si ripresenta nella ripresa dopo l'intervento dei massaggiatori, impegnati anche con Tiribocchi, toccato in una fase di gioco.
In avvio di secondo tempo il Lecce potrebbe chiudere il discorso. Funziona l'intesa tra Giacomazzi e Vucinic, che al 48' riceve in profondità e viene fermato da un fuorigioco inesistente. Il Chievo dà segni di vita (Tiribocchi ci prova), il Lecce non si scompone, mantiene il controllo e prova a raddoppiare: al 49' sinistro di Dalla Bona parato; al 51' azione personale di Pinardi e tiro intercettato; al 53' ancora Giacomazzi per Vucinic, conclusione fuori misura; al 54' è determinante Moro per fermare un'incursione centrale di Konan.
Si aspetta da un momento all'altro una mossa di Beretta (costretto al 57' a togliere Baronio, che non ce la fa, e a sostituirlo con Fusani), che arriva al 62': l'allenatore del Chievo richiama Luciano e chiede a Pellissier di dare sostanza al reparto offensivo affiancando Tiribocchi. In effetti, sarà il nuovo entrato ad avere sui piedi la palla del pareggio al 73' (cross di Franceschini, controllo e sinistro insidioso). Ma è la risposta di Zeman a lasciare il segno: Valdes, entrato al 69' in luogo di in luogo di Pinardi (applaudito dal pubblico), fa esattamente quel che deve: al 75' se ne va sulla sinistra, si accentra e lascia partire un destro che Marchegiani si fa sfuggire, nemmeno fosse lui l'esordiente della giornata.
Raggiunto il 2-0, i salentini si concedono fraseggi e cenni di calcio-spettacolo in assoluta libertà. Pregevole quello che accade al 77': lancio di 40 metri di Cassetti che taglia la linea difensiva del Chievo raggiungendo di precisione Vucinic. Il montenegrino vede l'uscita di Marchegiani e non perde tempo scavalcandolo con un pallonetto. Il 3-0 coincide con il decimo sigillo stagionale dell'attaccante, una perla che cancella definitivamente l'ombra di Bojinov.
G. Flavio Campanella

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