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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 06:27

A casa di Roberta Vinci «Ora mi sento più forte»

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - «Cosa vuol dire essere 22 del mondo e seconda italiana del circuito del tennis? Significa che i sacrifici di lunghe e impegnative stagioni, hanno dato un grande frutto. Ma non mi sento arrivata, io voglio crescere ancora». Roberta Vinci. Eccola con i suoi occhi verdi, belli come il mare di Taranto, che in questi giorni respira rigenerandosi dopo un 2011 sin qui frenetico ed eccitante, caratterizzato da 55 successi su 86 partite giocate tra singolo e doppio
A casa di Roberta Vinci «Ora mi sento più forte»
di ALESSANDRO SALVATORE

«Cosa vuol dire essere 22 del mondo e seconda italiana del circuito del tennis? Significa che i sacrifici di lunghe e impegnative stagioni, hanno dato un grande frutto. Ma non mi sento arrivata, io voglio crescere ancora». Roberta Vinci. Eccola con i suoi occhi verdi, belli come il mare di Taranto, che in questi giorni respira rigenerandosi dopo un 2011 sin qui frenetico ed eccitante, caratterizzato da 55 successi su 86 partite giocate tra singolo e doppio. Una marcia brillante, che ha visto la ventottenne tennista jonica migliorarsi otto volte in 146 giorni sino a toccare la sua attuale vetta storica, il 22. Il numero, Roby lo indica simpaticamente per gli scatti fotografici della «Gazzetta», all’interno della villa di famiglia intitolata a mamma Luisa, che la cura amorevolmente insieme a papà Angelo. In viale dei Rovi, a Gandoli (Leporano), c’è una «rosa». 

In un eden naturale Roberta Vinci mostra il suo animo semplice di donna, nascondendo quella cattiveria che dispensa quando schizza il suo tennis geometrico ed elegante. Come fa lei a sopravvivere in un acquario di gocatrici-pescecani che scagliano palle potenti condite con urla isteriche? «Più vinco partite e più il mio gioco è noto alle avversarie. Ora dico che mi temono di più di prima. E di questo sono orgogliosa, perché vuol dire che la mia tecnica ha valore in una disciplina che è segnata dalla potenza. Se ci sono avversarie che fanno il mio stesso tennis? Forse solo una, che ricerca la scambio variando i colpi. Penso alla spagnola Martinez-Sanchez». 

Ora Roby non è solo la tennista serving and volley di qualche anno fa, che usava la racchetta come un fioretto. Ora l’atleta che ama Taranto e che non vuol sentirne parlare dei suoi guai economico- ambientali («resta la mia bellissima città»), è diventata più forte. Fisicamente e tecnicamente. «La mia evoluzione è avvenuta in maniera naturale - confessa Roberta -, sono nel pieno della maturità e la crescita di questi ultimi tre anni - dall’83 mondiale del 2008 sino all’attuale 22 Ndr - è il frutto di un progetto architettato con astuzia dal mio allenatore Francesco Cinà che, da ex giocatore di buon livello, asseconda il mio tennis, dispensando consigli preziosi, ma evitando di mettermi pressione». 

È questo il segreto della Vinci. La sua filosofia pragmatica, segnata dall’umiltà, che muta in soddisfazione quando le si fa notare che in classifica ha superato l’amica Flavia Pennetta, ex 10 ma ora scivolata al numero 23. «Ora sono io la prima di Puglia, c’è da essere orgogliosi!» La scalata di un 2011 storico (tris di tornei mai riuscito ad u n’italiana, prima azzurra a vincere sull’erba) fa rivivere alla Vinci un flashback, ovvero il momento in cui, «con coraggio ed un pizzico di incoscienza» (ricorda oggi) a 13 anni fece le valigie, una volta finita la scuola media «Medaglie d’oro», e partì per il centro federale di Roma. «Ripensandoci, se fossi rimasta a Taranto, ora non sarei l’atleta che sogna nel globo del tennis». 

Magnetica, sensibile, impaziente. Questi i segni del carattere secondo l’Oroscopo delle persone Acquario nate il 18 febbraio. Roberta, col suo animo, è un fiume che esonda sui campi del tennis e della vita. «Il fidanzato? Difficile averlo quando giri il mondo... Più tardi, chissà». Dai, pensa un attimo ai colleghi della racchetta... «Oddio... Fognini, carino, con un bel carattere direi». 

Mamma Luisa ascolta e si diverte. In questi giorni sta dando il meglio della sua indole di cuoca: «Frittata di zucchine, polpette, involtini e orecchiette. Roberta si sta deliziando» Il menù genuino è indispensabile per rafforzare le fibre della tennista prossima a volare sull’Atlantico e piombare in America. San Diego l’1 agosto, Toronto l’8, Cincinnati il 15, New Haven il 21 e Flushing Meadows (Us Open) il 29. Questa la prossima agenda dei tornei da onorare. «Affronterò appuntamenti impegnativi - commenta la Vinci - ai quali parteciperanno grandi giocatrici. La tradizione dell’Us Open non è mai stata favorevole per la sottoscritta, ma questa volta, forse, sarà diverso... ». 

Al ventidue mondiale non si arriva per caso. Roberta Vinci si sente più forte. Un altro paio di giorni al mare di Taranto serviranno a ricaricare completamente le batterie. Seguirà il nuovo viaggio con la racchetta. Quella Head che tiene in casa come una reliquia. Con le sue corde che emettono un tennis soave.

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