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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:20

Bari, il mister è già un Torrente in piena

di PIERPAOLO PATERNO
BARI - Ci siamo. Non una partenza strombazzante, ma comunque un salto dello steccato per il Bari 2011/12 che in serata raggiungerà il ritiro di Borno in vista del prossimo campionato di B. Da domani e sino al 7 agosto si consumerà la fase iniziale dell’anno zero pensato, almeno nelle intenzioni, per offuscare l’amara retrocessione dalla serie A. Dopo ventotto anni, prima volta senza il presidente Vincenzo Matarrese. E bagno d’esordio per l’amministratore unico Claudio Garzelli e soprattutto per Vincenzo Torrente, allenatore di successo in Prima divisione col Gubbio e oggi con una squadra «in miniatura» tra le mani
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Bari, il mister è già un Torrente in piena
di PIERPAOLO PATERNO

BARI - Ci siamo. Non una partenza strombazzante, ma comunque un salto dello steccato per il Bari 2011/12 che in serata raggiungerà il ritiro di Borno in vista del prossimo campionato di B. Da domani e sino al 7 agosto si consumerà la fase iniziale dell’anno zero pensato, almeno nelle intenzioni, per offuscare l’amara retrocessione dalla serie A. La tappa in Val Camonica, tranquilla località del bresciano, prefigura lo scenario di un debutto assoluto. Dopo ventotto anni, prima volta senza il presidente Vincenzo Matarrese. E bagno d’esordio per l’amministratore unico Claudio Garzelli e soprattutto per Vincenzo Torrente, allenatore di successo in Prima divisione col Gubbio e oggi con una squadra «in miniatura» tra le mani. 

Ad alcune settimane dal via del calciomercato, il tecnico di Cetara si ritrova con la necessità di ottemperare ad una missione dai contorni indefiniti. Il margine di tolleranza rispetto ad una campagna di potenziamento (o completamento, come si preferisce) richiede pazienza ma non lunghi tempi d’attesa: «Adesso - attacca Torrente nella conferenza stampa che archivia i tre giorni di raduno in sede - partiamo con entusiasmo per il ritiro. Speravo di disporre di un assetto più completo. L’organico va puntellato in tutti i reparti. L’ideale sarebbe lavorare presto con un gruppo di ventitre, ventiquattro giocatori. Questa è la mia priorità per radicare prima e meglio il progetto tattico. Confido in Angelozzi». Niente discorsi da caffé. Torrente vuole fare sul serio. Da subito. La vetrina della sala stampa sembra quella giusta. Del sipario con accanto il ds Angelozzi, stuzzica il botta e risposta fatto di rimpalli mirati sul Bari che verrà. 

Di giovani, parecchi in sequenza, ne sono approdati diversi. Forse troppi. Col rischio di lasciarsi annientare dalla smania di scommettere su giocatori in cerca di consacrazione, ma loro malgrado succubi di inesperienza. Senza nulla togliere alle qualità dei ragazzi, l’allenatore presagisce l’antifona e traccia la strada che conduce verso nomi di diverso cabotaggio: «Vorrei una squadra competitiva che si basi su un credo tattico consolidato. In questi giorni, a ranghi parziali, è stato difficile intervenire nei vari settori. In una rosa da sfoltire, ci sono ragazzi interessanti. Aspetto rinforzi in difesa e a centrocampo dove, attualmente, siamo in tutto otto. A pieno regime, bisogna disporre di due pedine per ruolo». 

In Lombardia, quindi, muove i primi passi un Bari in debito di tasselli amovibili. Secondo la logica della duttilità, Torrente enfatizza il concetto tirando in ballo riferimenti precisi: «Mancano cinque tasselli, due esterni in difesa, un paio di centrali ed un attaccante». L’interpretazione del copione (4-3-3) impone una formula miscelata da vecchie volpi inserite fra i giovani: «Sogno un bomber che sia una garanzia. Uno alla Mastronunzio, capace di segnare cinquanta gol negli ultimi tre campionati. Ho scelto e sono orgoglioso di allenare ragazzi di talento come Lamanna, Galano e Borghese. Stesso discorso per Marotta. O per Forestieri, promessa che è un bel potenziale. Tutta gente di mia conoscenza. Su di loro ricadono grosse responsabilità, ma è il momento di dimostrare il proprio valore misurandosi per la prima volta in una categoria importante. Le motivazioni non possono e non devono mancare. Sottoscrivo per loro». Premesse di rilievo. Non c’è che dire. Ma non finisce qui. Il Torrente-pensiero vorrebbe attecchire nel cuore e, soprattutto, nella testa di qualche veterano. «Mi piacerebbe trattenere Donati e Salvatore Masiello. Il primo garantisce qualità, tecnica ed esperienza. Nel mio modulo, calza a pennello. Col giocatore ho parlato e ho letto la volontà di riscattare un’an - nata no. Se recupera fisicamente, anche Salvatore Masiello (fermo da oltre otto mesi, ndr) può confermarsi calciatore importante».

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