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Sci - Sciopero tecnici tv: il gigante mondiale salta

Mai accaduto che una gara iridata (verrà recuperata domani) saltasse per questo motivo. L'agitazione di una sigla sindacale minore causa la... valanga. Proteste, polemiche e interrogazioni parlamentari. La Rai: «La copertura era garantita». Non abbastanza per la Fis, la federazione internazionale
Senza precedenti. Mai era accaduto che la gara di un Mondiale venisse annullata per uno sciopero dei tecnici della tv. L'Italia, però, non poteva lasciarsi sfuggire questa opportunità da Guiness. Cosicché lo slalom gigante maschile iridato previsto per oggi a Bormio è stato annullato per decisione della Fis, la federazione internazionale dello sci. Finora eravamo abituati al blocco degli aerei oppure a quello dei treni (con polemiche annesse: i sindacati dei trasporti proprio oggi hanno fatto ricorso al Tar del Lazio contro l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi che ha ridotto la durata dello sciopero di domani sera da 24 a 8 ore). Ma che venissero impedite le discese tra i paletti proprio non se lo aspettava nessuno (e per fortuna non ci sono tribunali da interpellare, lasciamo al calcio quest'altro primato), anche se la sigla locale che lo ha indetto, ricorda di averlo proclamato già da tempo (esattamente il 25 gennaio). Gli stessi iscritti alla LiberSind (una decina) mai avrebbero immaginato un tale riscontro (roba da fare invidia a Cigl, Cisl e Uil), invece la valanga si è prodotta per l'adesione anche di tanti lavoratori di altre sigle, tutti scontenti per il contratto di lavoro firmato da qualche settimana.
La rabbia e la frustrazione è così passata ad un'altra categoria, quella degli sciatori. «Non è niente di nuovo per questi mondiali, è un caos totale. Pazzesco che succeda una cosa del genere, normalmente ci si aspetterebbe che i Mondiali vengano organizzati con entusiasmo», si è sfogato il campione mondiale nella combinata, l'austriaco Benjamin Raich. «Bisogna vergognarsi. Ci hanno avvisato un'ora prima della gara, mentre ci stavamo riscaldando - ha raccontato uno dei gigantisti azzurri, Davide Simoncelli -. Nello sci capitano i rinvii per brutto tempo, siamo abituati a rinviare le gare, ma non certamente per questi motivi. Se queste erano le prove generali per Torino 2006 allora bisognerà farne altre perché, anche per la scarsa affluenza di pubblico, non sono certamente andate a buon fine». «Oggi c'era un tempo splendido. Peccato, la pista sarebbe stata perfetta. Non ho mai visto una cosa del genere», ha detto senza mezzi termini - il responsabile della squadra austriaca maschile Hans Pum.
In effetti, è una primizia, di cui però non andar fieri. Una situazione simile c'era già stata ai mondiali di Bormio nel 1985, ma «20 anni fa - ricorda il presidente Fis, Gian Franco Kasher - le riprese di una gara non vennero diffuse in Italia ma fu tuttavia possibile diffonderle nel resto del mondo». Il numero uno della Federsci ha tenuto a ribadire che «quel che è successo non a nulla a che vedere con gli organizzatori del Mondiale. Ho avuto la prima notizia del possibile sciopero ieri sera, mentre la proclamazione ufficiale che ci sarebbe stato è arrivata stamani alle ore 9. Nella notte l'Ebu, il broadcasting europeo, aveva cercato di mettere insieme una squadra alternativa di tecnici di Milano che avrebbero partecipato allo sciopero. Sono stati chiamati tecnici non lombardi che operavano a Santa Caterina Valfurva. Si è anche chiesto aiuto a tecnici di altre televisioni europee. Ma alla fine è risultato che da parte dell'Ebu sarebbero state inferiori al 40% le possibilità di garantire una trasmissione televisiva regolare».
Il comunicato diffuso dal comitato organizzatore dei Mondiali, e letto in conferenza stampa dall'amministratore delegato di Bormio 2005, Maurizio Gandolfi, ha rincarato la dose: «L'atteggiamento irresponsabile dell'ente radiotelevisivo danneggia gravemente l'immagine del nostro Paese. Certe cose succedono solo in Italia». Il presidente della federazione italiana Fisi, Gaetano Coppi, va oltre e si augura «che la Rai sia presto privatizzata. Per prima cosa mi chiedo se sarebbe accaduto lo stesso con uno sciopero proclamato dagli operatori per la partita Italia - Russia. Immagino di no».
La Rai, che fa parte dell'Ebu e che avrebbe dovuto garantire la copertura televisiva, risponde alle accuse rimpallando la responsabilità al «comportamento irresponsabile di una sigla sindacale a livello locale, la cui linea è stata respinta dal vertice nazionale dell'organizzazione», precisando che «garantirà, con tutte le soluzioni più opportune, le riprese tv delle gare di Bormio di domani e dei prossimi giorni» e affermando «che oggi la ripresa tv e la sua diffusione erano ampiamente garantite». Ma, evidentemente, l'Ebu (e di conseguenza la Fis), non deve aver pensato la stessa cosa: «Non erano garantite le riprese. Sono così saltati i palinsesti in tutti i paesi che prevedevano la gara mondiale all'interno delle loro programmazioni. All'ultimo momento si sarebbe cercato di sostituire gli scioperanti con altri tecnici ma la copertura del servizio sarebbe risultata incompleta non garantendo riprese adeguate». E siccome la LiberSind minaccia lo sciopero anche domani (anche perché «l'abbigliamento offerto dall'azienda non sarebbe stato idoneo per affrontare le temperature polari»!), è già stata definita una troupe internazionale di tecnici non appartenenti alla Rai. Le riprese del recupero e la produzione saranno eventualmente effettuate da tecnici ed operatori delle televisioni dell'Austria, Germania e Svizzera».
L'accaduto, che ha scatenato gli spettatori presenti a fine pista (la sede operativa della Rai a Bormio è stata protetta da un cordone di polizia per allontanare chi protestava: un'auto con a bordo una squadra Rai è stata circondata da un gruppo di persone che hanno insultato gli operatori), ha fatto andare su tutte le furie il presidente del Coni, Gianni Petrucci («di gigante oggi ai campionati mondiali di sci a Bormio c'è stata purtroppo solo una brutta figura. Ad un anno ed un giorno dai Giochi Olimpici di Torino 2006, ne avremmo fatto volentieri a meno») e ha meritato una interrogazione parlamentare inviata al ministro Gasparri dal senatore della Lega Nord, Cesarino Monti, che chiede «quali iniziative il Ministro intenda intraprendere».
Si cercano, insomma, le responsabilità. Di sicuro ci sono danni «non quantificabili», sostiene il presidente Fis Kasper, visto che i Paesi collegati per la trasmissione tv del gigante uomini erano 28 (sono 77 i milioni di euro pagati dall' EBU per i diritti televisivi di tutta la manifestazione). Peraltro, sottolinea Alberto Acciari, professore di marketing sportivo alla Cattolica di Milano e titolare di una delle principali aziende del settore, «la ricaduta peggiore è nella constatazione di inaffidabilità del Paese». Acciari non si sorprende per la decisione dell'Ebu di rinunciare alla diretta incompleta, né per quella degli organizzatori di rinviare la gara. «E' inevitabile che, a questo livello di spettacolo sportivo, non si possa andare avanti senza contratti pubblicitari e senza diritti televisivi - fa notare -. Anche le singole sponsorizzazioni sono legate all'apparizione televisiva. Il problema è che in circostanze del genere l'unica difesa possibile è quella di garantirsi per tempo le alternative a tutti i possibili problemi. Ma, come si sa, l'unica cosa davvero difficile da ottenere in Italia è la programmazione degli eventi e di tutto quello che attorno ad essi ruota».
Le conseguenze del rinvio di oggi possono essere pesanti per l'immagine dell'Italia, ma soprattutto per il movimento dello sci. «Uno dei problemi dello sci in sede di valutazione del suo valore è l'alea del maltempo e dell'innevamento, che incide molto sulla programmazione televisiva - fa notare Acciari -. Se a questo fattore ineliminabile si aggiunge anche il problema della inaffidabilità è plausibile immaginare che il mercato faccia scontare un 5-10 per cento in meno nella valutazione del valore dei diritti televisivi futuri». Cioè un danno fra i 3,85 ed i 7,7 milioni di euro. Alla faccia (l'altra) delle medaglie di Recchia, Fanchini e Rocca.
G. Flavio Campanella

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