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Giovedì 21 Settembre 2017 | 09:05

Il Bari nelle mani del tecnico Torrente

di FABRIZIO NITTI
BARI - C’è da fare il Bari. Fra tre giorni scatta la nuova avventura, giovedì prossimo si riparte con visite mediche e test atletici prima del ritiro vero e proprio, da lunedì 18 in Lombardia, a Borno. Giorni inquieti, questi. «Ma io sono prontissimo - tuona Torrente -. Queste vacanze mi hanno caricato ancora di più, semmai ce ne fosse bisogno. Ho voglia di tornare, di ricominciare a lavorare. Bari è una piazza importante, una grande occasione. Abbiamo l’obbligo di provare a giocare il massimo»
di FABRIZIO NITTI

BARI  - Il sole delle Maldive e un cellulare bollentissimo. Le vacanze al mare di Vincenzo Torrente, il nuovo e ambizioso tecnico del Bari, si dividono fra un tuffo in acqua e una telefonata con l’Italia. Guido Angelozzi l’interlocutore privilegiato. L’allenatore campano ha dettato le linee guida di quello che, comunque, resta un mercato difficile in linea generale. Ma c’è da fare il Bari, da rimodellare il mosaico, da costruire la squadra. Fra tre giorni scatta la nuova avventura, giovedì prossimo si riparte con visite mediche e test atletici prima del ritiro vero e proprio, da lunedì 18 in Lombardia, a Borno. Giorni inquieti, questi.

«Ma io sono prontissimo - tuona Torrente dall’altra parte del mondo -. Queste vacanze mi hanno caricato ancora di più, semmai ce ne fosse bisogno. Ho voglia di tornare, di ricominciare a lavorare. Bari è una piazza importante, una grande occasione. Abbiamo l’obbligo di provare a giocare il massimo».

Lavori in corso a soli tre giorni dallo start. Cosa ne pensa?

«Spero che il Bari sia completato prima dell’inizio delle partite ufficiali. Prima della Coppa Italia, magari. Che fino a quel momento, restino pochi tasselli da inserire nel mosaico».

Oggi come oggi è un Bari forse al 60%

«Mi piacerebbe ripartire con una squadra già al completo, bella e fatta. Ma quale tecnico non gradirebbe una tale situazione? È un discorso che vale per tutti. Ma Angelozzi si sta districando bene in un mercato complicato. Per il Bari, ancora più complicato. Miglioreremo strada facendo».

Che ne pensa di Clayton Dos Santos?

«Era quello che cercavamo. Un giocatore esperto, ma che allo stesso tempo garantisse qualità al reparto».

La difesa è uno dei reparti in emergenza.

«Non solo la difesa, per la verità. Anche il centrocampo ha bisogno di iniezioni. In linea di principio, ritengo che l’asse centrale della squadra debba essere fondata su gente di esperienza».

Andiamo con ordine, allora.

«Non dico nulla di male se dico che la difesa ha necessità di altri arrivi. Quelli che abbiamo preso, andranno valutati per bene. E comunque un campionato tanto lungo, di 42 partite, richiede doppioni un po’ dappertutto».

Contento di Lamanna, no?

«Sì, sono contento. Lo volevo a Bari. Avrà sulle spalle una grande responsabilità, cioé quella di sostituire Gillet. È pronto».

A centrocampo siamo ai minimi termini.

«Sarà importantissimo indovinare il “centrale”. Dovrà garantire alla squadra qualità e quantità. Veramente uno già in rosa ci sarebbe (giù una risata, ndr), ma presto non ci sarà più...»

In attacco sembra che le cose stiano meglio. Marotta, Grandolfo, Caputo, Galano, Albadoro. Più Forestieri, in pratica già biancorosso.

«La conta la faremo nei prossimi giorni, non so se resteranno tutti a Bari. Ma se dovesse arrivare qualche altra cosa, sarei felice lo stesso. e comunque serviranno sei attaccanti».

E di Marotta che ne dice? Pare sia un altro dei suoi pupilli.

«Ha fatto gol dappertutto, ora dimostri anche a Bari di saper segnare».

Scommetterebbe, oggi, su qualcuno in particolare?

«Io scommetto sul gruppo. Abbiamo tanti ragazzi interessanti, ma ciò che conta è il collettivo».

Che messaggio manda ai baresi a soli tre giorni dall’inizio della stagione post retrocessione?

«Non voglio illudere nessuno. Sapete che sono ambizioso, non l’ho nascosto dal primo momento. In una piazza come Bari, c’è l’obbligo di provare a fare le cose per bene».

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