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Lecce, la presidente «I bilanci in regola il nostro scudetto»

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Il Lecce può sopravvivere solo se riuscirà a coniugare risultato sportivo con la sobrietà finanziaria. È il pensiero della nuova presidentessa, Isabella Liguori, unica donna in serie A al comando di un club calcistico, dopo l’uscita di scena di Rosella Sensi e Francesca Menarini. «Sono diventata tifosa curando le attività della famiglia Semeraro, ma ora i miei figli sono entusiasti di una mamma presidente del Lecce».

Lecce, la presidente «I bilanci in regola il nostro scudetto»
di MASSIMO BARBANO
LECCE - Uscite di scena Rosella Sensi e Francesca Menarini, l’unica presidente-donna della serie A è proprio Isabella Liguori, la commercialista leccese che da lunedì scorso ha preso il posto di Pierandrea Semeraro alla guida del club.

Come nasce la sua candidatura?

«Nasce da un rapporto professionale che si è consolidato nel tempo. Come studio seguiamo le aziende del gruppo e quindi anche il Lecce da cinque anni e la frequenza con la quale ci siamo incontrati per le questioni societarie ha instaurato rapporti di stima».

Se la aspettava di diventare presidente del Lecce?

«Devo dire onestamente di no. Chi poteva immaginare di assumere la presidenza di una squadra di calcio».

Prima di questo incarico si interessava al calcio, era tifosa di qualche squadra?

«Lo sono diventata strada facendo, naturalmente del Lecce, quando sono stati avviati questi rapporti professionali con la famiglia Semeraro. Le partite hanno cominciato ad incuriosirmi e avvicinarmi allo stadio è stato un percorso quasi naturale».

È consapevole che questa carica le darà una enorme visibilità nazionale?

«Sarà pure così, ma non è questo l’aspetto determinante. Quello che mi preme è svolgere il mandato che mi è stato conferito per realizzare l’autofinanziamento e quindi una politica di pareggio di bilancio. È questo il cammino che mi aspetta».

Come hanno preso i suoi familiari questa notizia?

«Ho tre figli di 26, 18 e 14 anni, insomma, in età da tifosi. E devo dire che sono stati felicissimi. Per loro è un motivo d’orgoglio avere una mamma presidente del Lecce».

Il suo studio da lunedì è tempestato di telefonate. Quale l’impatto sul suo mondo professionale?

«C’è stato un grande affetto da parte della mia categoria professionale. Molti colleghi che non vedevo da tempo mi hanno chiamato per porgermi un sincero “in bocca al lupo” in questa avventura».

La sua sarà una presidenza essenzialmente tecnica, nel senso che le questioni strettamente calcistiche saranno di competenza di altri?

«Sicuramente il mio compito sarà quello di rivestire ruoli che competono i miei profili professionali. Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente calcistici, questi saranno curati dal dottor Cipollini. Tuttavia, sarà inevitabile anche da parte mia un maggiore coinvolgimento ed una vicinanza un po’ più assidua alla squadra».

D’altra parte, gli obiettivi sono comuni...

«Certo, lavoreremo insieme per cercare di coniugare il risultato sportivo con quello del bilancio. Per garantire la sopravvivenza di una società di calcio questo binomio è inscindibile».

In realtà, però siete dei traghettatori fino alla vendita della società?

«In un certo senso il nostro è un mandato a tempo, ma non mi piace la parola “traghettatori”, perchè la considero riduttiva. Oggi noi dobbiamo lavorare al meglio per raggiungere un obiettivo, non dobbiamo porci il problema quelle che saranno le fasi successive».

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