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Vinci, la nuova alba tennista tarantina 25esima al mondo

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - Sopra la buca nella quale Serena Williams è sprofondata toccando la «clamorosa» 175ma posizione, ora siede raggiante Roberta Vinci. Il venticinquesimo posto sino a domenica occupato dall’ex numero 1 del mondo, diventa di proprietà della giocatrice tarantina che, per la quinta volta in 132 giorni di questo fiorente 2011, migliora il suo record da singolarista della racchetta. Questo è il verdetto del circuito Wta, dopo la scossa data dai risultati del torneo di Wimbledon
Vinci, la nuova alba tennista tarantina 25esima al mondo
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Sopra la buca nella quale Serena Williams è sprofondata toccando la «clamorosa» 175ma posizione, da ieri siede raggiante Roberta Vinci. Il venticinquesimo posto sino a domenica occupato dall’ex numero 1 del mondo, diventa di proprietà della giocatrice tarantina che, per la quinta volta in 132 giorni di questo fiorente 2011, migliora il suo record da singolarista della racchetta. Questo è il verdetto del circuito Wta, dopo la scossa data dai risultati del torneo di Wimbledon.

Sul prato dell’«All England Lawn Tennis Club» di Londra, dov’è appena andata in archivio l’edizione numero 125 della tappa del grande slam, Roberta ha avuto il merito di migliorare il risultato del 2010 (secondo turno, ko dalla Pavlyuchenkova), ritoccando il suo record «inglese» del terzo turno, dov’è stata poi stoppata dalla furiosa Petra Kvitova, che sabato ha alzato per la prima volta al cielo il piatto argentato «Venus Rosewater Dish». Il contrario di «big» Serena che, dopo aver superato un anno tormentato da problemi di salute (su tutti una pericolosa embolia polmonare), non è riuscita ripetere il trionfo del 2010, che aveva rappresentato il poker in carriera a Wimbledon. I sedicesimi di finale persi per mano della Bartoli l’hanno condannata all’attuale classifica, che stride col passato glorioso. «La formula mette in parallelo l’anno in corso con quello precedente. Si tratta di calcoli, ai quali noi tenniste ci sottoponiamo» commenta la Vinci, premiata dalla sua marcia lenta ma vincente dell’anno in corso, caratterizzato da 23 successi su 40 match come singolarista.

I trionfi di Barcellona (seconda volta in due anni) e di s-Hertogenbosch, firmati nel giro di un mese e mezzo su due superfici diverse, hanno contribuito a dare ossigeno alla classifica di una tennista nel pieno della maturità, come dicono i 28 anni d’età e la dodicesima stagione da professionista. Era il 1999 quando l’allora sedicenne tarantina iniziava ad esplorare l’Olimpo del tennis femminile, emettendo il primo acuto con la conquista del doppio Juniores del Roland Garros al fianco di Flavia Pennetta. La brindisina resta davanti alla Vinci nella classifica mondiale, ma è ad un passo: posizione numero 21 dopo il ko inferto a Wimbledon dalla Bartoli nella maratona del terzo turno. Il gap non è semplice da colmare, visto il cervellotico ranking della Wta. «La mia non è certo una sfida parallela con Flavia - commenta la Vinci - bensì con me stessa. Io punto sempre a migliorare il mio tennis. Wimbledon ha detto che sono in salute, ma mi sento tutt’altro che arrivata. Ora c’è Budapest, dove ritrovo la terra rossa, che poi batterò successivamente a Palermo, prima di volare negli Usa, dove mi aspetta il veloce cemento. Cambiano le superfici e sta me adattarle al mio gioco. La classifica? È un grande stimolo, ma non dev’essere una fissazione».

Il nuove banco di prova di Roberta è il «Poli-Farbe Grand Prix» di Budapest. Il torneo da 220mila dollari, per la tarantina comincia oggi. L’avversaria è l’«anonima» slovacca Lenka Jurikova, 253 del mondo, 21 anni, proveniente dalle qualificazioni. Nessun precedente con la Vinci che, per la prima volta in carriera, affronta un tabellone del singolo da prima testa di serie. Una prova della sua crescita. Assieme al 25 mondiale, che rappresenta la nuova alba del suo tennis.

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