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Lecce, dopo 17 anni si chiude «l'era Semeraro»

LECCE – Dopo 17 anni di presenza nel Lecce con 10 campionati di A, 6 di B ed uno di C, si è chiusa definitivamente l'era gestionale societaria della famiglia Semeraro. Questa mattina è decaduto il vecchio consiglio di amministrazione - formato da Giovanni, Pierandrea e Rico Semeraro, dal vice presidente Mario Moroni e dell’amministratore delegato Claudio Fenucci (ora Ad della Roma). Nominato il nuovo cda che dovrà portare avanti l’autogestione. Nella carica di presidente è stato nominato Isabella Liguori; come amministratore delegato Renato Cipollini e con funzioni di consigliere, Paolo Fedele
Lecce, dopo 17 anni si chiude «l'era Semeraro»
LECCE – Dopo 17 anni di presenza nel Lecce con 10 campionati di A, 6 di B ed uno di C, si è chiusa definitivamente l'era gestionale societaria della famiglia Semeraro. Questa mattina è decaduto il vecchio consiglio di amministrazione - formato da Giovanni, Pierandrea e Rico Semeraro, dal vice presidente Mario Moroni e dell’amministratore delegato Claudio Fenucci (ora Ad della Roma). Nominato il nuovo cda che dovrà portare avanti l’autogestione. Nella carica di presidente è stato nominato Isabella Liguori; come amministratore delegato Renato Cipollini e con funzioni di consigliere, Paolo Fedele. 

Prima di presentare Cipollini, il patron Giovanni Semeraro ha detto che «fino ad oggi non ha ricevuto alcuna offerta per l’acquisto della società messa in vendita un mese addietro». «Nessun imprenditore locale e regionale – ha aggiunto – si è fatto avanti. Pertanto da una settimana abbiamo firmato un contratto con l’Unicredit alla quale abbiamo dato l’incarico di vendere il Lecce. Nel frattempo andremo avanti in autogestione, affidando la società nelle mani di Cipollini, con il quale fra qualche giorno stabiliremo il budget annuale che dovrà essere rispettato fedelmente dai nuovi amministratori». Prima di illustrare le strategie operative, Cipollini, ex dirigente del Grosseto ed ex presidente del Bologna ha sottolineato che «in Italia sono numerose le società che operano in autogestione. Molte di esse, per non avere problemi con i tifosi, non lo dichiarano pubblicamente. Il Lecce ha avuto il coraggio e la trasparenza di fare le cose alla luce del sole. Ho accettato l’incarico perchè questa società ha tutto per avviare il suo miglior cammino. Come pure non mi sento di essere un traghettatore: ho accettato e condiviso la decisione della famiglia Semeraro perchè, ripeto, questo club ha tutto per poter realizzare i progetti che si è proposto. E con l’aiuto di tutti, son sicuro che ce la faremo a realizzarli».

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