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Arresti domiciliari a Bellavista dopo «15 giorni d'inferno»

CREMONA - Oltre alle 18 gare citate nell’ordinanza di custodia cautelare, ci sono anche Atletico Roma-Viareggio e Mantova-Sassuolo tra le partite contestate all'ex capitano del Bari. In intercettazioni, compaiono «anche riferimenti a partite non prese in considerazione nell’ordinanza quali Atletico Roma-Viareggio e Mantova-Sassuolo». Bellavista, che osserverà la misura restrittiva presso la sua abitazione a Bitonto: «Ne uscirò pulito. Non c'entro nulla con questa situazione»
Arresti domiciliari a Bellavista dopo «15 giorni d'inferno»
CREMONA – È stato posto agli arresti domiciliari Antonio Bellavista, ex capitano del Bari, arrestato il 1° giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta cremonese sulle partite truccate. Lo ha deciso il gip di Cremona, Guido Salvini, il quale dovrebbe decidere nelle prossime ore anche sulla richiesta di scarcerazione dell’ex portiere della Cremonese, ora del Benevento, Marco Paoloni.

Oltre alle 18 gare citate nell’ordinanza di custodia cautelare, ci sono anche Atletico Roma-Viareggio e Mantova-Sassuolo tra le partite contestate all'ex capitano del Bari. Il giudice rileva come siano confermate «la continuità e la stabilità del suo impegno nello sfruttare a proprio vantaggio e a vantaggio dei complici le partite truccate».

In intercettazioni, compaiono «anche riferimenti a partite non prese in considerazione nell’ordinanza quali Atletico Roma-Viareggio e Mantova-Sassuolo» mentre sono «numerosissimi gli accordi presi con Parlato e Bressan (altri due indagati, ndr), chiamati non a caso 'socì e i riferimenti a Giuseppe Signori chiamato anche il 'cinesè per il suo intervento sui siti asiatici nell’interesse del gruppo».

Il giudice spiega che, dopo gli interrogatori di garanzia e quelli davanti al pm da parte degli indagati, «sono stati raccolti elementi che, per ampiezza e concordanza, hanno fornito piena conferma di quasi tutti gli episodi di frode sportiva citati nell’ordinanza di custodia cautelare e del contesto associativo in cui si sono sviluppati». È per questa ragione che nei confronti di Bellavista sono «grandemente scemate» le esigenze di custodia cautelare.

Alle ore 11.00 di questa mattina Antonio Bellavista, ex attaccante del Bari, ha lasciato il carcere dicendo che «la mia posizione sarà chiarita quanto prima. Ho passato quindici giorni d’inferno ma sono sicuro che ne uscirò pulito. Non c'entro nulla con questa situazione», conclude l’ex capitano del Bari che osserverà la misura restrittiva presso la sua abitazione a Bitonto.

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